Openjobmetis, finale amarissimo: perde a Bologna e resta fuori dai playoff

Biancorossi battuti 84-73 a Bologna: i risultati degli altri campi non aiutano. Passano Trento, Trieste e Avellino, fuori la squadra di Caja e Cantù. Commovente Avramovic: 30 punti

Openjobmetis Varese - Umana Venezia

Fuori dai playoff con 32 punti in classifica. Uno degli scenari peggiori – quello con quattro squadre a quota 16 vittorie tra cui Avellino, vincente a Pistoia – condanna la Openjobmetis a un epilogo beffardo, durissimo da mandare giù, amaro come il caffè servito dalla Segafredo che fa il suo dovere, interpreta la partita lancia in resta (del resto non si attendevano sconti, ed è giusto così) e batte la banda di Caja in modo netto, 84-73. Senza una vittoria in proprio, Varese avrebbe avuto bisogno di qualche risultato favorevole dagli altri campi ma quando Trento ha espugnato Brindisi (con qualche minuto di anticipo rispetto al finale del PalaDozza) i playoff sono definitivamente sfumati.

Playoff che verranno giocati, tra le altre, da una squadra che ha il proprietario in carcere da mesi (Trieste) e da un’altra (Avellino) che ha falsato il campionato con pagamenti a singhiozzo, giocatori decisivi ingaggiati e poi rilasciati e via discorrendo. Mentre Pistoia si è salvata vincendo due partite nel ritorno, di cui una a tavolino. In questo quadro, a farne le spese è proprio Varese che questa sera ha avuto colpe proprie (le vedremo sotto) ma che nell’arco della stagione avrebbe meritato di qualificarsi alla seconda fase. Alla lunga però, sull’arco delle 30 partite ha visto emergere i difetti di una squadra sì guerriera ma con una coperta troppo corta.

A Bologna i biancorossi hanno sbagliato tanto, troppo, ed è ingiusto prendere questa partita a paradigma della stagione, oppure pensare che sia solo la sconfitta con la Virtus ad aver atterrato le speranza di post-season. Certo però, che Varese non si può permettere una gara con 11 rimbalzi in meno, con avversari che segnano da 2 con il 69%, con Archie che fattura 3 punti, gli italiani 2 in tutto e Moore che sparisce dopo un ottimo primo periodo. Quando anche Scrubb è apparso in difficoltà, si è capito che al PalaDozza non si sarebbe mai vinto. Nonostante un Avramovic commovente: Aleksa lascerà Varese dopo una prova da 30 punti, 4 rubate e 27 di valutazione. Un campioncino che è stato bello ammirare e coccolare, e che avrebbe meritato come i compagni di riprovare a dar battaglia nei playoff.

Si ripartirà senza di lui, si ripartirà con Caja, allenatore che ha dei difetti (lo sanno tutti), ma che dati alla mano in due stagioni e mezzo alla guida di Varese è sopra al 50% di vittorie. Il coach è uno che prosciuga fisicamente e mentalmente i suoi, è poco avvezzo ai compromessi, talvolta pecca in fantasia (perché non si è mai vista la zona?). Però ha preso una squadra con budget da salvezza e l’ha portata di nuovo alle soglie del paradiso, con un gioco efficace e a tratti bellissimo da vedere, non dimentichiamolo. Knockin’on Heaven’s Door, ma questa volta nessuno ha aperto. Peccato.

L’ultima di Avramovic è da 30 e lode

 COLPO D’OCCHIO

PalaDozza pieno e caldo per l’ultima stagionale della Virtus, delusa in campionato ma felice per l’Europa: la partita è buona per festeggiare la conquista della Champions League e anche per questo in piazzale Azzarita c’è tanta tanta gente. Sugli spalti anche una bella rappresentanza biancorossa, arrivata soprattutto con il pullman de “Il basket siamo noi”. In parterre anche tifosi illustri da Varese: Toto Bulgheroni, Gianfranco Ponti, Guido Borghi, Antonio Tomassini fra gli altri. Luci spente e “We Are the Champions” dagli altoparlanti, poi minuto di silenzio per Gianni De Michelis, che negli anni Ottanta fu anche presidente di Legabasket.

PALLA A DUE

Tutto confermato in “casa Caja” dove alla contesa iniziale c’è il quintetto di sempre, con cinque dei sei stranieri biancorossi sul parquet. Tra essi Avramovic, osservato speciale da Djordjevic che è coach della Virtus ma anche c.t. della nazionale serba. Il quale tiene in tribuna Kravic e Chalmers (stranieri in eccesso) e manda Moriera a centro area contro Cain; a spingere palla ci sono Punter e Taylor, capitan Aradori comincia dalla panchina.

LA PARTITA

Varese comincia in vantaggio ma il punteggio resta sostanzialmente in parità, visto che le due squadre non sfruttano gli errori dell’avversaria. La Virtus inizia male dall’arco ma non sbaglia una cartuccia in area, capitalizzando gli aiuti di Cain lontano da canestro; Moore invece trova due bombe e consente ad Avramovic di ricalibrare il mirino. Quando il serbo rientra, i biancorossi prendono la testa e chiudono 17-19 al primo stop.
Avra – magnifico – però è troppo solo in attacco nel secondo periodo e così, quando la Segafredo trova un paio di cesti pesanti da aggiungere a quelli nel pitturato, i padroni di casa scappano sul +8 una prima volta. Caja cambia il quintetto ma ha poco dalle seconde linee, anche se Salumu dall’arco riavvicina i suoi. Archie è un problema: tre falli e zero punti, e in generale le penalità paiono tutte contro Varese. La Virtus segna anche dalla lunetta e se ne va: 35-28 all’intervallo.
Al rientro i biancorossi provano a dare la scossa e per qualche minuto la trovano pure: Avramovic e Salumu colpiscono dall’arco e poi il serbo con tre liberi impatta a quota 48. Zero a zero e palla al centro? No, perché Punter e soci trovano l’immediato controbreak di 7-0 e da quel momento non perderanno più la testa della partita anche se nel finale di quarto Varese è ancora lì, galleggiando intorno al -5 e chiudendo 67-59 dopo un tecnico a Scrubb (con bilancia dei falli commessi che penalizza oltremodo gli ospiti).

IL FINALE

Ben presto però si capisce che Varese non ha più benzina: quando Avramovic smette di fare canestro non trova adeguati sostituti e così nella prima parte dell’ultimo quarto la Segafredo si porta in doppia cifra con il vantaggio. Da quel punto in avanti si va a sussulti, si rivedono Scrubb e Cain ma intanto Archie, dopo un fallo su Aradori giudicato antisportivo (duro, ma di gioco) si becca con un tifoso che lo insulta e viene punito con il tecnico che è anche quinto fallo. Non che l’americano abbia fatto faville (anzi), ma con lui se ne vanno anche le ultime speranze perché quello è il segnale della resa. Djordjevic fa scaldare le terze linee, Varese ormai cilecca anche i liberi pure con Avramovic, che però si toglie la soddisfazione di chiudere a quota 30. Dagli altri campi arrivano notizie cattive che fanno scopa col risultato finale, 84-73, fine delle trasmissioni.

Caja chiude in positivo: “Prevalgono i complimenti, il rammarico è poco”

Per rivivere il live CLICCATE QUI.

SEGAFREDO V. BOLOGNA – OPENJOBMETIS VARESE 84-73
(17-19, 45-37; 67-59)

V. BOLOGNA: Taylor 17 (6-7, 1-5), Punter 8 (0-1, 2-5), Martin 6 (0-3, 1-2), M’Baye 15 (3-5, 3-6), Moreira 11 (3-3); Pajola 3 (0-1, 1-4), Baldi Rossi 2 (1-2, 0-1), Cappelletti, Aradori 10 (2-2, 1-3), Berti, Cournooh 3 (1-1, 0-1), Qvale 9 (4-4). All. Djordjevic.
VARESE: Moore 8 (1-2, 2-8), Avramovic 30 (6-12, 3-6), Scrubb 9 (4-8, 0-2), Archie 3 (0-1, 1-2), Cain 10 (4-7); Iannuzzi (0-1), Salumu 11 (1-2, 3-3), Tambone (0-1, 0-2), Ferrero 2 (1-4, 0-2). Ne: Gatto, Natali, Verri. All. Caja.
ARBITRI: Rossi, Weidmann, Galasso.
NOTE. Da 2: B 20-29, V 17-38. Da 3: B 9-27, V 9-25. Tl: B 17-25, V 12-21. Rimbalzi: B 39 (10 off., Moreira 8), V 28 (10 off., Cain 11). Assist: B 17 (Punter, Moreira, Taylor 3), V 12 (Archie 5). Perse: B 11 (Taylor 4), V 5 (5 con 1). Recuperate: B 1 (Taylor 1), V 7 (Avramovic 4). Usc. 5 falli: Archie. F. tecnico: Scrubb (29.03), Archie (34.46). F. antisportivo: Archie (34.46).

CLASSIFICA FINALE

Milano 46; Cremona, Venezia 40; Sassari, Brindisi 36; Trento 34; Trieste, Avellino, VARESE, Cantù 32; V. Bologna 30; Brescia 28; Reggio Emilia 18; Pesaro 14; Pistoia 12; Torino* 10.
Torino -8. In verde i playoff, in rosso la retrocessione.

di damiano.franzetti@varesenews.it
Pubblicato il 12 maggio 2019
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