“Zia Rosy”, arrestato altro componente della banda

Tenta la fuga e per poco non investe gli agenti della Mobile, ma la sua corsa si ferma contro una pianta. Ora l'uomo, un fornitore, si trova ai Miogni

Arrestata la banda di Zia Rosy

Ha visto le auto della Mobile e ha tentato di scappare, investendo gli agenti, ma si è schiantato contro una pianta distruggendo l’auto e uscendo illeso dallo scontro.

È finito così in manette un marocchino di 39 anni ieri a Bregano, ritenuto uno dei fornitori della banda della Zia Rosy (nella foto), la donna arrestata nel marzo scorso ritenuta essere a capo di un’organizzazione che spacciava nella zona del Medio Verbano.

Violenze, ed estorsioni facevano parte del corredo criminale del gruppo, che si riforniva di droga e la rivendeva anche raggiungendo i clienti a bordo di un’auto.

Nel pomeriggio di ieri dunque personale della Polizia è entrato in azione a Bregano.  L’arresto è stato segnato da momenti di tensione quando l’uomo a bordo della propria autovettura in una strada chiusa del paesino resosi conto che chi si stava avvicinando non era un cliente, ha messo in moto e tentato la fuga individuando come unica via di uscita la zona boschiva in fondo alla strada poiché l’ingresso era stato bloccato dalle auto della polizia.

La corsa disperata è durata pochi metri perché Z.R., incurante della presenza dei poliziotti che si son dovuti scansare per non essere investiti, ha perso il controllo dell’auto andando a impattare contro un albero distruggendo il frontale del mezzo, uscendo per sua fortuna praticamente illeso dall’incidente.

Con questo arresto gli agenti dell’antidroga hanno assestato un altro colpo al gruppo criminale coinvolto nell’indagine denominata “Zia Rosy”, di cui è stata data notizia nel mese di marzo, il quale gestiva lo spaccio di droga nella zona compresa tra Varese, Cocquio Trevisago, Besozzo, Gavirate e altri comuni limitrofi, tra i quali appunto Bregano.

Già a marzo il sodalizio criminale è stato azzerato nei suoi attori principali a partire dal vertice, una donna di 48 anni insospettabile, la Zia Rosy che ha dato poi il nome all’operazione.

In quella circostanza alcune delle ordinanze di custodia cautelare emesse dal GIP del Tribunale di Varese su richiesta della Procura della Repubblica di Varese, che ha coordinato le articolate indagini, non sono state eseguite per irreperibilità dei destinatari.

Z.R., in particolare, è stato uno dei fornitori di stupefacenti principali della banda: precisamente è considerato il “grossista” di cocaina, soggetto che comunicava con Zia Rosy con cellulari dedicati solo alle loro conversazioni e che per non consentire la sua identificazione la donna aveva memorizzato con il soprannome LAGO1. Come emerso dalle indagini, i soprannomi dati ai fornitori erano contraddistinti dal nome LAGO e da un numero in successione in ragione del luogo della consegna della fornitura costituito da vari punti del lago di Varese.

Proprio questo aspetto ha consentito ai poliziotti della Mobile di rintracciare il latitante grazie a un certosino monitoraggio dei luoghi noti come punti di incontro, fino a quando non è stato individuato e arrestato, con non poca difficoltà vista la resistenza attiva posta in essere dal ricercato.

Nella circostanza, Z.R. è stato trovato in possesso di un coltello e di alcune dosi di cocaina, a riprova del fatto che le esigenze cautelari segnalate dalla Procura di Varese, che hanno portato all’emissione delle misure, non solo sono fondate ma anche attuali.

La quantità di stupefacente trovata nella disponibilità dell’arrestato lascia intendere che, venuta a mancare la rete di spaccio messa in piedi da Zia Rosy e i suoi sodali, Z.R. da fornitore si è visto costretto a passare alle cessioni al dettaglio.

L’arrestato dopo essere stato accompagnato al pronto soccorso per verificare le condizioni di salute e per curare una piccola ferita procurata durante l’incidente con l’auto, è stato associato presso la Casa Circondariale Miogni, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare. È stato poi denunciato per la detenzione dello stupefacente e per la resistenza posta in essere contro i poliziotti.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 maggio 2019
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