Accordo tra sindacati e Sea per i dipendenti spostati a Linate
Riguarda 400 lavoratori su 700 del gestore aeroportuale
A poco più di un mese dal trasferimento di Linate, le sigle confederali (Fit Cisl, Filt Cgil, UilT, a cui si aggiunge l’Ugl) hanno chiuso un accordo sindacale con Sea.
I dipendenti del gestore coinvolti nello spostamento saranno circa 400 sui 700 lavoratori del bacino di Linate. Mentre molto più ampio è il numero se si considerano anche i lavoratori dell’handling, di altri servizi, delle amministrazioni dello Stato: Sea ha quantificato complessivamente 1300 persone.
Dalle premesse dell’accordo é chiara la portata di una trasformazione infrastrutturale che impatterà complessivamente sulla mobilità di tutta la Lombardia e in prospettiva sull’attrattivitá di Milano.
Il bridge comporta la gestione di una situazione operativa particolarmente complessa, imputabile ad un significativo incremento del traffico sullo scalo di Malpensa rispetto all’analogo periodo del 2018 (+ 41% passeggeri; +54% movimenti; il trasferimento di oltre 300 attrezzature di rampa)
«Il bridge costituisce un evento di rilievo assoluto nel panorama internazionale dell’aviazione commerciale e dei sistemi infrastrutturali aeroportuali, che coinvolge una pluralità di player e che richiede pertanto una attenzione peculiare da parte di tutti gli stakeholders coinvolti (vettori, handlers, retailers, enti di Stato, istituzioni, Organizzazioni Sindacali), per garantire la continuità del servizio di pubblica utilità negli aeroporti milanesi e l’ordinato/regolare andamento dei flussi di passeggeri; la piena collaborazione da parte di SEA, delle Organizzazioni Sindacali, della RSU e dei lavoratori tutti, rappresenta un fattore abilitante del progetto bridge, in un contesto di relazioni sindacali che reciprocamente si riconosce costruttivo»
Un accordo importante che definisce le regole di tutela dei lavoratori affinché l’impatto sugli utenti, il traffico privato possano essere ridotto e gli aeroporti di SEA possano mantenere gli elevati standard di qualità che rendono Milano e la Lombardia una delle zone più attive e produttive d’Europa.
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