Dal Kosovo agli ospedali uruguaiani: i volti di Murayama, artista giapponese a Sumirago

L'artista nipponico ha una storia ricca di avventure ed esperienze. Oggi vive a Sumirago e sabato 15 terrà uno spettacolo presso la sala Dal Bello della villa comunale

giapponese

«La maggior parte della nostra vita è silenziosa, ma il silenzio non è nulla: nasconde pensieri ed emozioni. Il pantomimo deve saper esprimere attraverso il corpo la pienezza della mente e del cuore». È così che Shinya Murayama, artista nipponico residente a Sumirago, descrive la sua attività.

Shinya è nato in Giappone in una località poco distante da Tokyo, la capitale, dove si è trasferito durante il periodo universitario.

«Mio padre e mio fratello sono molto seri, mia madre invece è un’artista: da lei ho preso quest’attitudine» rivela.
Dopo aver frequentato la facoltà di economia, Shinya capisce che quella non è la sua strada; «ogni anno a scuola veniva una compagnia teatrale e, inconsapevolmente, è cresciuta in me questa passione. Solo dopo la laurea, però, ho deciso di dedicarmi al teatro».

Così si è iscritto al Theater Art College di Tokyo e, tra il 1995 e il 2006, ha collaborato con diverse compagnie recitando in teatro, TV, musical e opere. Ma solo quando è diventato primo attore della compagnia Han Mime Kobo di Tokyo, per lui è arrivata finalmente la svolta.

Ogni anno il governo giapponese concede una borsa di studio all’artista giudicato migliore nella propria categoria e, nel 2007, è stato fatto il suo nome. Con il fondo ottenuto, Shinya ha deciso di perfezionare la sua formazione artistica presso l’Accademia Teatro Dimitri di Verscio, in Svizzera, dov’è stato successivamente scritturato come clown. Da quel momento ha iniziato a girare per vari teatri in tutta Europa, ma anche oltreoceano, alternando le tournee ai periodi di insegnamento. «All’inizio non amavo il lavoro di squadra, mi sentivo più libero da solo – spiega – poi ho capito che è bello avere un gruppo e mi fa piacere vedere i progressi dei miei allievi».

Le sue performance non prevedono parole: sono combinazioni di pantomimica, giocoleria e acrobazie. Shinya riesce a coinvolgere lo spettatore nella narrazione sfruttando solo le movenze plastiche del suo corpo esile e l’espressività di un viso incantato, dallo sguardo sempre altrove.

I suoi soggetti prediletti si legano ai temi del viaggio e del senso della vita; tra le metafore di frequente inscenate si ritrova quella dell’albero che, come una madre, sfama e accudisce i propri figli fino a perdere la sua stessa vitalità. E così come le sue esibizioni non disdegnano alcun tipo di emozione, allo stesso tempo Shinya ha potuto conoscere in prima persona la sofferenza e le atrocità del mondo. Durante la guerra del Kosovo ha preso parte al gruppo di “Artisti senza frontiere” andando a recitare per i bambini nelle zone del conflitto e, sempre ai più piccoli, ha recentemente dedicato uno spettacolo in un ospedale uruguayano.

Un artista versatile, dunque, ma anche un uomo dotato di profonda sensibilità e attenzione verso il prossimo. «In Giappone è abbastanza facile vivere, la nostra cultura ci vuole tutti rispettosi ma questo è un merito e un demerito: per non dar fastidio si rischia di perdere la propria opinione. Dell’Italia, invece, mi piace la storia: noi costruiamo e distruggiamo velocemente, per questo amo il vostro modo di rispettare il passato» conclude con ammirazione.

Il prossimo spettacolo di Shinya Murayama si terrà sabato 15 giugno alle ore 20.30 presso la sala Dal Bello del comune di Sumirago, per ulteriori informazioni è possibile consultare il volantino.

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Pubblicato il 13 giugno 2019
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