Territori In Tour: il nostro cammino lento verso il futuro

Confartigianato Imprese Varese racconta il progetto "Territori In Tour" che nasce da lontano e da un desiderio: conoscere per costruire il “futuro del fare impresa” in un’area non chiusa nei confini provinciali ma parte di un contesto più ampio

mauro colombo

Toccare con mano la realtà dopo averla analizzata. Scoprire se i numeri riflettono i fatti e quanto i fatti, le storie, le persone e i luoghi, arricchiscano e razionalizzino i numeri. Il progetto Territori In Tour nasce da lontano e da un desiderio: conoscere per costruire il “futuro del fare impresa” in un’area non chiusa nei confini provinciali ma parte di un contesto più ampio con il quale interagire e dialogare.

Il viaggio di VareseNews – cinque settimane, cinque città o aree omogenee, cinque contesti tra loro diversissimi – «non è un punto di arrivo, ma l’ennesimo punto di partenza di un percorso che da diversi mesi ci porta a interrogarci sui possibili scenari di sviluppo del territorio e sulle modalità più idonee ad accompagnare quelli in potenza e quelli già in atto» spiega il direttore generale di Confartigianato Imprese Varese, Mauro Colombo, che scorge in un cammino fortemente voluto che ha preso il via oggi– martedì 18 giugno – dal Luinese una occasione fondamentale «per intercettare per tempo, e al meglio, i cambiamenti».

«Le imprese, nostre interlocutrici naturali, non sono estranee al contesto sociale nel quale sono inserite. Al contrario ne sono parte integrante e integrata: per questo, il futuro delle aziende e la direzione che prenderanno, non può prescindere dal futuro di tutto ciò che le circonda e da ciò con cui interagiscono» prosegue Colombo.

L’analisi giornalistica, condotta con il passo veloce della cronaca combinato a quello lento del data journalism e dell’inchiesta, si inserisce così in un percorso «inevitabile». Quello della scoperta e della certificazione delle tendenze in atto e degli sviluppi che potranno generare, alla luce dei cambiamenti che le hanno prodotte.

«Ritengo Territori In Tour un contributo determinante per tutti nel quadro della conoscenza. Al termine di questo “viaggio” ciò che comparirà sotto i nostri occhi sarà un quadro futurista, non scontato né catalogabile ma sfidante». Un quadro che andrà ad arricchire con il tassello dell’empirismo quanto già delineato innanzitutto da “La Provincia di Varese, scenari di futuro”, realizzato da The European House – Ambrosetti per Confartigianato Varese. Uno studio dal quale emerge la necessità di ritrovare una precisa identità territoriale sulla quale costruire una vocazione forte.

Magari anche attingendo alle spinte della mobilità sostenibile, che affonda radici importanti nella vocazione imprenditoriale e sociale del nostro territorio. Oppure ai cambiamenti dei canoni di produzione: con aziende sempre più strutturate, sempre più attente al welfare aziendale e alle sue ricadute dirette sul benessere territoriale, sempre più bisognose di una connessione con i centri di ricerca e di sviluppo concentrati nelle aree di forte attrattività nazionale, sempre più attente ai fenomeni di green economy orientati non soltanto al contenimento dei costi e all’innalzamento della reputation, ma anche alle relazioni etiche con il cliente finale.

D’altro canto, come rileva a ogni aggiornamento l’Osservatorio per il Mercato del Lavoro di Confartigianato Varese, «la terra della manifattura trova, nella manifattura, un ruolo sempre forte ma ridimensionato, o comunque in grado di produrre contributi differenti rispetto al passato» evidenzia Colombo.

Le stesse città – Varese, Luino e il Luinese, Busto Arsizio, Gallarate e Saronno – evidenziano una conformazione nuova. Nel primo caso, più di terziario che di produzione, con grandi trasformazioni urbanistiche e infrastrutturali ancora da orientare, a partire dal comparto stazioni sul quale riflessioni legate alla “manifattura urbana” sono ancora auspicabili.

Nel caso di Busto Arsizio, Gallarate e Saronno, sempre più di prossimità con la potente e attrattiva area metropolitana di Milano, sulla quale gravitare ma anche alla quale garantire spazi per un’abitabilità di alto livello e nuovi servizi a disposizione di quanti lavorano e lavoreranno nelle imprese e negli headquarter del capoluogo della Madonnina e dell’area Mind. Nello specifico di Luino (e del Luinese) condizionato dal ruolo del Canton Ticino e della spinta che esercita sulle professionalità formate all’interno delle aziende di confine.

«Due anni fa, su spinta di un gruppo di imprenditori preoccupati della zona, è partito il progetto di legge “Aree di Confine”, un insieme di proposte finalizzate a ridurre la desertificazione economica, purtroppo di estrema attualità nel comparto, attraverso azioni normative e formative» aggiunge il direttore generale di Confartigianato Varese.

Analogamente, con un respiro non solo provinciale, Confartigianato Varese ha analizzato la trasformazione in atto nei centri urbani, sulla spinta di una nuova urbanistica, del bisogno di riqualificare le aree dismesse orientando ciascuna ad una integrazione tra capitali esterni e investimenti delle Pmi e della necessità di assecondare le trasformazioni sociali: invecchiamento della popolazione, contrazione produttiva, nuove dimensioni familiari, incertezza delle giovani generazioni, trasformazione della dinamica degli spostamenti. «Che forma stanno assumendo, a fronte di tutto ciò, le città? A quali nuovi bisogni sono chiamate a rispondere con la loro conformazione, la locazione e gli investimenti? – si interroga Mauro Colombo – L’analisi empirica di Territori In Tour offrirà suggestioni importanti, aiutandoci ad approfondire il tema del “confine” non solo come luogo di separazione ma come rappresentazione della distanza fisica, e non solo, da centri dinamici come Milano e la Svizzera, portandoci a comprendere ancora meglio l’importanza di nuove forme di attrattività, adeguate alla tipologia e alla vocazione di ogni singolo territorio».

Si pensi, tanto per cominciare, alle direttrici che innervano il territorio della provincia e che, in futuro, imporranno nuove competenze, sia per l’accoglienza delle persone che per il transito e la logistica delle merci: si pensi ad Alptransit e al Terzo Valico che incombono o lambiscono la provincia di Varese, promettendole di connetterla su ferro con l’Europa del Nord e il Mediterraneo, attraverso il porto di Genova. O al Corridoio 5, un immenso collettore economico orizzontale destinato a tagliare l’Europa sull’asse Lisbona-Kiev. O, ancora, al ruolo di Malpensa e a quella di cargo city, attorno al quale va concentrandosi un robusto indotto logistico, con Busto Arsizio sempre più campitale, complice il ruolo di Hupac e il rilancio del centro intermodale di Sacconago ad opera di Fnm Group.

Una rivoluzione delle reti che dal 2016 è sotto i riflettori di Confartigianato Varese, che ha aperto il capitolo a partire dall’indagine condotta da PwC per comprendere come le connessioni con l’Europa e il mondo, spinti dall’attrattività di Milano e Malpensa, ma anche della Lomellina con i suoi nuovi poli logistici e il collegamento con la Via della Seta cinese, potranno cambiare i connotati dell’offerta produttiva e di servizi, magari ricostruendo una filiera della logistica a partire dalla formazione.

Tempo del lavoro e tempo libero: perché, sempre con Milano alle porte e la Svizzera a pochi chilometri, il ben essere e il buon vivere passerà dal verde e dall’offerta anche sportiva e turistica della provincia di Varese, che dovrà giocoforza rispondere con servizi di trasporto efficaci, un’offerta innovativa e caratterizzante e un patrimonio naturalistico da valorizzare ulteriormente.

Una sfida ad ampio spettro, dunque. Anche alle chiusure, alle paure e all’abitudinarietà: fattori che non potranno più determinare le scelte politiche, sociali ed economiche da qui ai prossimi anni. «Scopo di questo progetto – sottolinea ancora il dg di Confartigianato Varese – è quello di individuare elementi identitari peculiari dei nostri principali centri urbani, immaginando per ciascuno una dimensione futura da cogliere senza il veto del preconcetto».

Nessun preconcetto può d’altro canto assorbire l’impatto dell’innovazione e della digitalizzazione sul polmone produttivo e sulle stesse amministrazioni pubbliche. Lo ha certificato l’indagine messa a punto dal Politecnico di Milano “L’ecosistema lombardo dell’innovazione: scenari e politiche per le Pmi e la manifattura”, condotta per Confartigianato Varese e Fondazione Bassetti per delineare quali policy pubbliche possano rivelarsi più funzionali per la trasmissione delle conoscenze alle Pmi e alle aziende artigiane.

Analogamente, e parallelamente al capitolo urbanistico, è il settore casa a declinare l’innovazione nell’applicazione quotidiana e a richiamare l’attenzione degli operatori in una chiave di integrazione tra esperienza e digitalizzazione. “Smart living: quali prospettive per le imprese?”, è la domanda alla quale l’Università degli Studi dell’Insubria ha provato a dare una risposta per il digital innovation hub Faberlab in chiave di Internet of Things, immaginando una nuova vocazione per un altro settore strategico e numericamente rilevante come quello delle costruzioni. Domande tante. E risposte, questo è l’auspicio, da trarre percorrendo le strade, conoscendo le persone e scoprendo le nuove relazioni tra laboratori, produzione e città che Territori In Tour proverà a intercettare. Con il passo lento del cammino.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 giugno 2019
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