La mostra in due capitoli di Campus inaugura al Maga

Dopo il vernissage a Building, la personale dell’artista apre sabato 21 settembre al Museo

Arte - Mostre

«La spazialità dell’epoca moderna, nella sua evoluzione scientifico-tecnologica, ormai è un “tempo in processo”» affermava Giovanni Campus nel 2014 ed è proprio questo il titolo scelto dell’ultranovatenne artista sardo per la mostra nelle due sedi di Building Gallery a Milano e Museo Maga a Gallarate.

L’iniziativa, curata da Francesco Tedeschi ed organizzata dal Museo e dalla galleria milanese, si compone di diversi momenti che costituiscono un ampio progetto espositivo scandito nei diversi spazi. Al centro di ciascuno di questi spazi vi è il principio che guida da tempo l’opera dell’artista e che si definisce con la qualificazione di “Tempo in processo”. Fin dagli anni Settanta, infatti, Campus opera sull’unitarietà di allestimenti in cui i singoli elementi si collegano fra di loro, in una continuità da intendersi in senso temporale, prima che spaziale. Il “tempo” è al centro della sua attenzione, come parte di un processo dialettico in cui le forme, le geometrie, le relazioni tra materia e colore rispondono a una logica fondata sul valore del complesso strutturale.

Nella sezione allestita al Maga di Gallarate (dal 22 settembre al 10 novembre), dal titolo Rapporti, misure, connessioni. 45°39’15.416” N 8°47’52.386” E, Campus ha pensato a un unico progetto che, attraverso un dialogo che si estende dalla continuità della parete allo spazio intero, mette in gioco forme geometriche distribuite in un rapporto tra immagine e sviluppo, teso a sottolineare, anche in questo caso, la continuità di una logica creativa unitaria, che comprende lavori degli anni Ottanta e altri di più recente elaborazione. Le diverse serie, tra affermazioni, pause e riflessioni, combinano lavori grafico-pittorici con materiali plastici, dialogando con le caratteristiche dello spazio, ma imponendosi a esso con la forza dialogante delle forme. In questo intervento, che offre un taglio originale della concezione dell’opera come frutto di una rielaborazione che nasce in rapporto allo spazio e al carattere dell’ambiente in cui agisce, Campus offre al massimo grado il carattere della sua concezione di un equilibrio che scaturisce dal legame tra le forme interne ed esterne al singolo lavoro, misurandosi con la tradizione dell’arte “costruttiva” della quale è da decenni protagonista. Già nel 2002 il Museo d’Arte Moderna di Gallarate aveva ospitato una personale dell’artista, che in questo caso rinnova il suo linguaggio in uno stretto dialogo con il differente spazio del MA*GA.

Con Rapporti, misure, connessioni. 45°28’12.985” N 9°11’30.465” E Giovanni Campus elabora negli ambienti di Building (dal 13 settembre al 12 ottobre 2019) un intervento per il piano terra che vede in relazione di continuità alcuni lavori degli ultimi anni Settanta, in cui le tele monocrome sono attraversate da corde che tracciano un percorso aperto e continuo, con lavori degli anni recenti, dove le piastrine di ferro accompagnano e modificano le tele in un processo che ha una forte impronta di unitarietà di sviluppo a parete, completato da alcuni elementi tridimensionali. Al primo piano l’accento viene portato sul rapporto tra forma aperta e chiusa, così come viene accentuato il senso di un dialogo tra bidimensionalità e tridimensionalità, nel rincorrersi di motivi complementari, sempre a partire da alcuni lavori di recente realizzazione. Il terzo livello, in un percorso che guarda alle varie fasi della storia dell’artista, presenta lavori in cemento degli anni Ottanta in cui l’artista si misura con i caratteri della forma e con il suo rapporto con il suolo, radice di ogni azione nello spazio. Infine, all’ultimo piano, il recupero a ritroso delle radici di un fare fondato nella storia di una lunga consuetudine con i temi della costruzione e della percezione ha il suo fulcro nella ripresentazione di alcuni lavori in metacrilato, eseguiti negli anni Settanta e rarissimamente esposti in seguito, che si raccolgono attorno alla Struttura modulare continua dimensionale, esposta in occasione di una personale effettuata nel 1973 e presentata da Umbro Apollonio.

Sabato 12 ottobre 2019, in occasione della Giornata del Contemporaneo, organizzata da AMACI –Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiani, l’ingresso al MA*GA sarà gratuito.

Contemporaneamente all’apertura della personale di Giovanni Campus, il MA*GA presenta il nuovo allestimento della collezione del Museo, che rende fruibile un percorso di narrazione relativo all’arte astratto-geometrica italiana tra gli anni Trenta e Sessanta, mettendo in luce la natura multidisciplinare, utopica e capace di superare i confini delle arti visive del progetto concretista, ed entrare in dialogo con letteratura, architettura e design.

Proseguono le giornate a ingresso gratuito targato Ricola: domenica 22 settembre, prima domenica di apertura della mostra, l’azienda svizzera offrirà l’ingresso a tutti i visitatori e darà loro il benvenuto con la degustazione delle sue benefiche tisane presso il bar del MA*GA a partire dalle 15. Alle ore 16.00, si terranno le visite guidate alla mostra di Giovanni Campus, in compagnia dell’artista, e alla sezione astratto-geometrica.

Giovanni Campus. Tempo in processo.
Rapporti, misure, connessioni
a cura di Francesco Tedeschi

MA*GA
capitolo 2, Gallarate / chapter 2, Gallarate
Rapporti, misure, connessioni
45°39’15.416” N 8°47’52.386” E
MA*GA, via Egidio de Magri 1, 21013, Gallarate (VA)
Inaugurazione: sabato 21 settembre 2019, ore 18
22 settembre 2019 – 10 novembre 2019
Orari: lunedì chiuso; martedì – venerdì, 10|13.00 – 14.30|18.30; sabato e domenica, 11.00|19.00

BUILDING
capitolo 1, Milano / chapter 1, Milan
Rapporti, misure, connessioni
45°28’12.985” N 9°11’30.465” E
BUILDING, via Monte di Pietà 23, 20121, Milano
13 settembre 2019 – 12 ottobre 2019

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 settembre 2019
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