Tre serate per parlare di di Alzheimer

Tre incontri a ottobre per affrontare i diversi aspetti di una patologia in crescita. Una collaborazione tra Comune, Fondazione Molina e Varese Alzheimer

incontro in comune su Alzheimer

Tre serate per parlare di Alzheimer. Tre incontri per approfondire i principali temi di una malattia neurodegenerativa che colpisce, nel mondo, un paziente ogni tre secondi. È un morbo che sconvolge la vita del malato e di tutta la sua famiglia, mette disordine nei pensieri e nelle emozioni, chiama in causa l’intera società.

Settembre è il mese mondiale dell’Alzheimer e il 21 settembre è la giornata celebrativa istituita nel 1994 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall’Alzheimer’s Disease International (ADI) a testimonianza della crescita di un movimento internazionale che vuole creare una coscienza pubblica sugli enormi problemi provocati da questa malattia e ogni anno riunisce in tutto il mondo malati, familiari e associazioni Alzheimer.

In Italia, si stima che i malati di Alzheimer siano un milione e 200 mila, numeri destinati ad aumentare drammaticamente nel giro di pochi anni. Lo scorso anno, nella città di Varese sono stati riscontrati 400 nuovi casi.

Il problema principale è l’assistenza che, ancora oggi, non è del tutto garantita : «Oggi ci sono – spiega Pier-Maria Morresi , presidente dell’ Associazione Varese – Alzheimer , rappresentante nella nostra provincia della associazioni che aiutano i malati e le famiglie a migliorare le qualità della vita e a promuovere la dignità della persona – nuovi e importanti lavori nel campo della ricerca clinica sulle demenze, ma c’è necessità di aumentare molto i fondi e gli investimenti. Negli ultimi 20 anni, infatti, i progressi, pur presenti, non sono stati particolarmente rilevanti e si fatica a trovare soluzioni adeguate a tamponare l’ aumento esponenziale, a livello mondiale, di persone colpite da queste malattie».

Nel maggio 2017 l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha adottato un Piano globale di azione sulla risposta di salute pubblica alla demenza, che per il periodo 2017-2025 invita i governi a raggiungere precisi obiettivi su vari fronti: una maggiore consapevolezza della diffusione del fenomeno, della riduzione dei rischi, della diagnosi e assistenza, del supporto ai familiari e ai caregiver, della ricerca.  Finora, però, solo una trentina di paesi ha firmato quel piano: l’Italia ha un suo Piano nazionale demenza già dal 2014  ma «per far sì che le persone con demenza e i loro familiari possano vivere bene e ottengano la cura e il sostegno necessari a mantenere dignità, rispetto, autonomia e uguaglianza – ribadisce il dottor Morresi -, è necessario che il Piano nazionale riceva gli adeguati finanziamenti, mirati a promuovere interventi appropriati nella gestione integrata della demenza.  Spesso si dimentica che le persone affette da demenza non smettono di essere persone».

Per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema e dare anche un’informazione e una formazione a quanti si trovano ad avere un parente malato di Alzheimer, l’associazione varesina ha organizzato, con l’aiuto della Fondazione Molina con cui ha ripreso la proficua collaborazione e il sostegno del Comune di Varese, tre serate che si terranno  giovedì 3, giovedì 10 e mercoledì 17 ottobre sempre con inizio alle ore 21 nel salone Estense.

Nel primo incontro sarà affrontato il tema dell’invecchiamento e del declino cognitivo, la seconda sera sarà più legata ai care giver con consigli pratici e legali mentre l’appuntamento conclusivo tratterà il tema della rete territoriale.

« Grazie alla Fondazione Molina e a Varese Alzheimer per questa proposta aperta alla città sul tema dell’Alzheimer – ha commentato l’assessore ai Servizi sociali Roberto Molinari – Una proposta che affronta in termini concreti e pratici la difficile situazione di pazienti e famigliari con cui le istituzioni devono fare rete».

Dopo anni di separazione, Varese Alzheimer ha ritrovato la Fondazione Molina con cui vantava una storica collaborazione « Sono felice che sia ripresa la collaborazione – ha commentato il vicepresidente  Orlando Rinaldi – Nelle tre serate sensibilizzeranno la cittadinanza su patologia in progressiva crescita e che ha risvolti personali ma anche famigliari, economici e sociali  importanti».

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Pubblicato il 18 settembre 2019
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