“A Varese non c’è posto per due teatri”

Questo è ciò che ha detto il sindaco Davide Galimberti durante l’incontro intitolato «Politeama chi ti ama?», organizzato da Filippo De Sanctis. Il destino della struttura di Piazza Repubblica è segnato?

Filippo De Sanctis

A 70 anni dall’abbattimento del Sociale Varese ha l’opportunità concreta di riavere un teatro: il Politeama. L’architetto Michele De Lucchi, autore del concept diffuso quest’estate, sta realizzando un progetto preliminare. I soldi a disposizione sono 10 milioni di euro: se basteranno per la ristrutturazione si fa un altro passo avanti, altrimenti tra un mese e mezzo tutto potrebbe essere rimesso in discussione.

Questo, in estrema sintesi, è ciò che ha detto il sindaco Davide Galimberti sabato 14 settembre durante l’incontro intitolato «Politeama chi ti ama?», organizzato dal direttore del Teatro di piazza Repubblica Filippo De Sanctis e aperto agli operatori e al pubblico (nella foto Filippo De Sanctis).
La notizia che è emersa con chiarezza è che la decisione è presa: il Comune, non avendo 25 milioni di euro per costruire un teatro nuovo, ha optato per una scelta percorribile. E ha anche individuato una soluzione per le varie problematiche tecniche emerse nella discussione intorno al Politeama, che confina con altre proprietà della Fondazione Molina (a cui la sala al momento appartiene) e del Comune: questi spazi potrebbero essere coinvolti nei lavori per ampliare la superficie e far posto alla fossa per l’orchestra, ai camerini e a una zona di scarico e montaggio scenografie nel retropalco.

L’altra notizia è che il teatro tenda, che da 16 anni assicura alla città un cartellone di spettacoli, è destinato ad essere chiuso e abbattuto, in un’ottica più ampia di riqualificazione di piazza Repubblica.
Che due teatri possano coesistere – quello comunale dedicato a prosa, musica classica e opera, e l’altro a un genere cosiddetto più commerciale – non è nemmeno un’ipotesi. Nonostante De Sanctis abbia detto con chiarezza di poter proseguire anche senza il contributo comunale (100mila euro all’anno in cambio di un numero di serate per manifestazioni, associazioni, scuole), avanzando l’esempio di Bergamo, dove il teatro tenda Creberg convive con il Donizetti con vocazioni diverse.

Ma Varese è un piazza troppo piccola. Se il Politeama diventerà il teatro della città il Comune investirà solo su quella sala, verosimilmente – immaginiamo – accogliendo anche quegli spettacoli più commerciali che riempiono e consentono un guadagno da spendere poi in scelte più di nicchia, o a sostegno di compagnie locali, o addirittura in vere produzioni.
Ma sull’offerta e sulla gestione del Politeama non c’è ancora un progetto delineato.
Ed è su questo che incalzano le osservazioni degli operatori: bisogna sapere in anticipo quali saranno le funzioni e le scelte del Politeama prima di procedere con la ristrutturazione e di decidere, per esempio, quanti posti avrà e dunque che tipo di spettacoli potrà ospitare.

Nei 16 anni di attività del Teatro di piazza Repubblica, che è di proprietà privata su suolo pubblico (i cui oneri annui ammontano a 30mila euro), il Comune di Varese non né mai entrato nel merito della programmazione né come scelte né come investimento. Solo dalla passata stagione sono stati stanziati circa 50mila euro per un piccolo cartellone comunale di prosa (quello diretto da Andrea Chiodi). Ma il gruppo di Federico Guglielmi, a cui appartiene la struttura, stanzia circa 400mila euro l’anno per sessanta serate.
Nel nuovo teatro Politeama il Comune quanto ha previsto come budget per gli spettacoli e la gestione della sala? Troppo presto per saperlo: essere bravi amministratori significa fare un passo per volta e affrontare i problemi per come si presentano, con concretezza, ha risposto il sindaco. E ha aggiunto che ci sono tante formule percorribili di collaborazione tra pubblico e privato. Un passo per volta dunque: tra un mese e mezzo sapremo se il progetto Politeama proseguirà oppure no. Tutto il resto si vedrà dopo.

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Pubblicato il 15 settembre 2019
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