Amore e commozione per ricordare il cuore grande di Daniele

C’è voluta tutta la grande chiesa parrocchiale di Bobbiate per accogliere, mercoledì 2 ottobre alle 14, i tanti amici e parenti che hanno voluto dare l’ultimo saluto a Daniele Pozzi, il giovane varesino di 23 anni trovato morto nella sua camera d’albergo a Padova

C’è voluta tutta la grande chiesa parrocchiale di Bobbiate per accogliere, mercoledì 2 ottobre alle 14, i tanti amici e parenti che hanno voluto dare l’ultimo saluto a Daniele Pozzi, il giovane varesino di 23 anni trovato morto nella sua camera d’albergo a Padova.

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«Stiamo accogliendo non solo un ragazzo morto di una morte prematura, ma anche una comunità che si interroga sul senso della vita, degli amici che fanno fatica a cogliere il senso della fede, i familiari con la loro carica di dolore – ha detto il celebrante, il nuovo parroco don Giampietro Corbetta – Quanta gente qui, che cerca una direzione unica davanti a questa morte».

«Non pensiate che non sia anche mia la difficoltà in un momento così – ha poi detto il sacerdote – Non siamo professionisti del sacro, e anche io avrei voluto essere ora in un altro posto, perché questo è un momento umanamente assurdo. Sento però a nome della Chiesa il compito di dovere accompagnare tutti voi in un momento come questo. E a voi, che vi state facendo domande o dubitate del senso di questi gesti, dico che è bello anche per la chiesa fare sport: non c’è niente di proibito, il Vangelo non impedisce niente a nessuno. L’importante è avere una meta, l’importante è che ciò che facciamo ci aiuti a crescere. Mi piace pensare alla Chiesa come una palestra , che possa fornire un allenatore valido: non ti sarà vietato anche in paradiso, Daniele, di praticare lo sport. Anche il paradiso vuole qualcuno che gli porti entusiasmo e allegria».

Commoventi le parole del papà di Daniele dall’altare: «Era un grande in tutto, anche nelle cavolate che faceva, era un personaggio. Voleva difendere chi gli stava intorno, sprigionava energia positiva e bontà d’animo. Era grande, fortissimo, ma anche gentile, pacato e pieno di atteggiamenti delicati. Si dava al 100%, da bambino amava i dinosauri in modo maniacale, era bravissimo a cantare, ricordava tutte le canzoni che ascoltava. Era un altruista, capiva le persone, voleva bene a sua mamma , alla sua sorellina, a me, a chi lo amava. Ha fatto quello che amava in modo sincero, dallo sport, l’atletica, la pesistica: il suo ambiente era la palestra, era raggiante quando era lì dentro, dava carica, incoraggiava, aiutava. Ognuno di noi segna con quello che fa e dice, quello che ha fatto di buono resterà. Il suo sorriso, la sua energia ha aiutato tante persone: in questi giorni c’è stato un mare di amore, messaggi belli, oltre ogni immaginazione. Ha trasformato una situazione così drammatica in momenti di condivisione. Ai suoi amici dico di fare quello che farebbe lui, in modo sincero, allenando copro e mente. Ci manchi tanto, tanto». Al termine del discorso del papà c’è stato un lungo applauso.

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Dopo le esequie il corpo è stato traslato presso il tempio crematorio di Giubiano.


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Pubblicato il 02 Ottobre 2019
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