Noterelle sulla vita politica saronnese
Nota a firma Vittorio Vennari e Alfonso Indelicato
Riceviamo e pubblichiamo
Recenti e meno recenti fatti della vita politica ed economica saronnese sono saliti agli onori delle cronache locali, con riflessi sul dibattito consiliare e presso la pubblica opinione. Senza riferimenti specifici, che in questo momento non ci interessano, desideriamo proporre ai cittadini una riflessione e un’ipotesi di lavoro.
In politica tra l’onestà e la disonestà non c’è una linea sottile di demarcazione che si può fermamente rispettare o superare d’un balzo. C’è piuttosto un territorio, uno spazio, una assai vasta zona: naturalmente, grigia.
Il male e il bene, l’ onesto e il disonesto, il corretto e il corrotto, non vi si ritrovano allo stato puro, ma tra loro “mescolati e confusi” come scriveva Sant’Agostino nella sua teologia della storia.
Chi vive in quella dimensione non è solito commettere dei veri e propri reati, piuttosto azioni “poco eleganti”, magari “inopportune”, tutt’al più “opache”. Per esempio favorisce un soggetto che non ha titoli né competenze, gratifica un familiare perché è tale, cerca (e trova) una corsia preferenziale, unge le ruote, trama accordi segreti che si svelano tutto a un tratto come conigli usciti dal cilindro del prestigiatore, è protagonista di operazioni in cui politica e affari sono in relazione di reciproca conseguenza. Insomma non necessariamente si rende responsabile dei reati tipici della “professione” politica, ma è corresponsabile del deterioramento della vita pubblica e contribuisce a quella “nausea della politica” che scoraggia la partecipazione e anzi produce l’odio indiscriminato dei manettari da bar, quelli che “sono tutti dei ladri”.
L’ipotesi di lavoro è che gli elettori saronnesi i quali si accingono ad andare alle urne scelgano tra quei candidati che per la professione che fanno, per le persone che frequentano e che non frequentano, per chiara fama, sono lontani dalla zona grigia di cui abbiamo parlato.
Perché la correttezza non deve essere uno slogan urlato nelle piazze e neppure è condizione sufficiente per essere buoni amministratori, ma è condizione necessaria per una vita sociale non avvelenata e per il buon governo della città.
Vittorio Vennari – Alfonso Indelicato
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