Zanotti: “Dalla maggioranza propaganda fuori tempo massimo”

L’ex sindaco di Casciago Andrea Zanotti replica al giornalino della maggioranza distribuito nel fine settimana scorso dal gruppo guidato dal primo cittadino casciaghese Mirko Reto

Consiglio Comunale Casciago

Si è fatta attendere qualche giorno la risposta dell’ex sindaco di Casciago Andrea Zanotti al giornalino della maggioranza distribuito nel fine settimana scorso dal gruppo guidato dal primo cittadino casciaghese Mirko Reto.

Una risposta punto su punto, alla quale Zanotti vuole aggiungere una premessa: «Pensavo che la campagna elettorale fosse terminata, invece no. Si raccontano fatti e circostanze arcinote a chi ha intasato Facebook e internet col suo blog per anni – contrattacca l’ex sindaco che siede sui banchi della minoranza in consiglio comunale -. Due obiezioni formali prima di entrare nel merito delle questioni sollevate dall’attuale maggioranza: la prima riguarda il logo del Comune e il numero di telefono nella parte finale, che non hanno senso di esserci visto che la pubblicazione è una pubblicazione fatta bene e curata, ma di parte; la seconda riguarda i metodi, che sono più da opposizione, mentre l’amministrazione dovrebbe pensare ad amministrare. Infine, ricordo che le opere al centro del dibattito, piazza Cavour e il parcheggio di via Tividino, sono state votate più e più volte da due assessori che erano con noi allora e che oggi siedono in maggioranza (Gaggioni e Chiesa): si può cambiare idea, per carità, ma loro erano parte integrante di quella amministrazione».

DEBITI E CONTENZIOSI – «Si ritirano fuori le questioni di piazza Cavour e del parcheggio della stazione. Premetto che la partita non è chiusa, i due gradi di arbitrato citati non esistono, gli appelli sono pendenti e c’è ancora la Cassazione. I nostri avvocati hanno sollevato eccezioni che anche io sommessamente ritengo fondate, c’è ancora un giudizio di nullità pendente. La richiesta economica della Andreozzi era molto più elevata, almeno 2/3 volte tanto. Era una situazione difficile da gestire, forse nella fase dei lavori qualche errore è stato fatto, le risorse bloccate si potevano destinare a cose più utili, ma noi abbiamo agito per difenderci da un’aggressione a carte bollate pesante, abbiamo agito prudenzialmente accantonando il denaro necessario senza aumentare le tasse: il risultato è che i soldi ci sono, li abbiamo lasciati nel bilancio come richiesto anche dalla Corte dei Conti. Per quanto riguarda i pignoramenti, se ne è parlato ampiamente e pubblicamente: i soldi e gli immobili fanno parte della stesse partita, non sono da cumulare. Molti degli immobili citati non sono nemmeno pignorabili, il solo ex Circolo è tra questi a quanto mi risulta. Sulle spese legali c’è poco da dire: ci siamo dovuti difendere, 10 anni di contenzioso costano parecchio e ci sono anche gli anni di amministrazione Maroni durante i quali non è stato chiuso un bel niente. Le spese avrebbero potuto essere maggiori, dato che io in prima persona ho difeso il comune gratuitamente quando nel 2014 sono tornato sindaco, vincendo peraltro il primo grado di quella causa di pignoramento».

SPESE – «La questione degli uffici è trita e ritrita. Il progetto di ristrutturazione era della giunta Maroni, precedente alla mia. Noi abbiamo variato il progetto, destinando i soldi stanziati per riqualificare due uffici e il corridoio del primo piano, utilizzando anche parte dei fondi risarciti dall’assicurazione per i danni subiti dallo stabile a causa di un’infiltrazione. Quindi quei 50 mila euro di cui si parlano non sono tutti, ma solo in piccola parte, stati destinati per quei lavori, il resto arriva dal progetto della giunta Maroni e dal risarcimento. I “finti autovelox” sono un cavallo di battaglia di Reto e dei suoi. Le sentenze di Cassazione vanno innanzitutto lette e capite, poi eventualmente commentate. Di sicuro non possono essere anticipate o intuite prima che escano. La macchina del Comune di Varese all’interno ci sta, come mi aveva assicurato la Polizia Locale mi aveva assicurato. E al don ho chiesto se potevamo fissare lì il contenitore su via dell’Acqua. L’obiettivo di far rallentare gli automobilisti è stato raggiunto. È stata fatta una scelta politica, per costringere la gente a rallentare in punti pericolosi, sono dissuasori, non autovelox: si può non essere d’accordo, lo capisco. Il 5×100 è una competenza degli uffici, non del sindaco cui non spetta la rendicontazione: se è stata persa la comunicazione non può essere addebitato alla nostra gestione, anche perchè non sarebbe l’unico caso di mail o documenti smarriti. Capitolo Scaloni di via Sant’Agostino: non capisco come si possa addebitare a me e alla mia amministrazione qualcosa. Il bando del Ministero non parlava di approvazione del bilancio preventiva, ma dava una data perentoria di inizio lavori, che è stata rispettata. Se avevano dubbi, potevano bloccare i lavori che erano appena cominciati e revocare l’appalto, invece sono andati avanti e l’hanno finito. Se adesso arriva una richiesta di restituzione dei soldi erogati da Salvini (che ha ringraziato l’attuale sindaco e che ringrazio anche io) non è una responsabilità mia. Sul Pago P.A. non abbiamo buttato via soldi, abbiamo solo correttamente atteso l’esito delle elezioni prima di avviare un servizio. Le pratiche sono state avviate, i soldi impegnati, il ritardo nell’attuazione è una questione burocratica. La scelta sulla Polizia Locale è legittimamente politica: mi permetto di dire che un secondo vigile part time costerebbe ben più di 12500 euro, costo dell’accordo con Varese. Il rischio vero è quello di trovarsi senza vigile, con una soluzione che non risolve i problemi su turni, sabati, notti e festività. Parlano tanto di sicurezza, vogliono mettere le telecamere, ma con un vigile solo che deve stare sul territorio, chi le guarda le immagini?».

ALTRI PUNTI – «Ci sono volute 4 pagine e mezza per parlare del vecchio, mentre a quello che hanno fatto in 5 mesi hanno dedicato uno spazio minimo. In 150 giorni l’assessore al Bilancio ha fatto la foto di cose che conosceva già, metà delle quali almeno sono fatte con i soldi che abbiamo lasciato noi: la segnaletica orizzontale, il parco giochi, il furgone, le buche. La collaborazione con le associazioni è stata avviata dalla nostra amministrazione, non mi pare una novità come non lo è la collaborazione con Questura e carabinieri, avviata in tutti i Comuni. Mi sembrano molte uscite di propaganda, noi come minoranza avevamo offerto collaborazione e basso profilo, lasciando le polemiche fuori dalla porta. Ogni amministrazione che subentra trova problemi da affrontare ed eredità più o meno pesanti, noi ad esempio dovemmo risolvere la questione dei 100 mila euro da restituire al Dama, le code ci sono sempre. Prendo atto che il foglio della maggioranza è un foglio di propaganda con attacchi fuori tempo massimo. Faccio i complimenti al grafico per il bel lavoro, anche se la foto in copertina anche se la foto di copertina è quella di un tramonto su Sant’Eusebio…spero non sia un presagio per l’attuale amministrazione».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 31 ottobre 2019
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