Avvio del cantiere di restauro e adeguamento funzionale di Casa Macchi

L’1 ottobre è stato dato inizio al cantiere, che si prevede durerà per tutto il 2020 e si concluderà nel mese di dicembre. La prima fase dei lavori terminerà a primavera 2020

Avvio del cantiere di restauro e adeguamento funzionale di Casa Macchi

Casa Macchi è stata lasciata in eredità al FAI – Fondo Ambiente Italiano nel 2015 da Maria Luisa Macchi, con la volontà che la casa “con tutto il suo arredamento, mobili, quadri, argenteria”, diventasse “un museo vivo” per dare “lustro a Morazzone”.

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La casa con il giardino costituisce un’intatta testimonianza di dimora della borghesia lombarda a cavallo tra Ottocento e Novecento, completamente arredata e corredata da un ricco repertorio di tessuti, fotografie, dipinti, abiti e oggetti in grado di raccontare uno spaccato di vita e un preciso periodo della storia e dell’abitare italiani. Uno straordinario deposito di piccole cose, ordinarie ma curiose, conservate nell’esatta forma e posizione in cui si trovavano quando erano in uso. Un racconto che si svolge attraverso i vari ambienti della casa, dalla cucina che ancora conserva la caffettiera sulla stufa alla sala da pranzo con le stoviglie e il vecchio pianoforte, dalla veranda con i trofei di caccia, le fuciliere e i portabastoni alle camere da letto con gli armadi completi di vestiti e di biancheria per la casa, dal locale per gli attrezzi agricoli e il fieno fino alla limonaia e alla voliera. Tanti piccoli dettagli che permettono di raccontare come si viveva al tempo dei proprietari e che sono testimonianza dei loro interessi e del loro stile di vita.

Il restauro e l’apertura al pubblico di Casa Macchi, ubicata nel centro storico di Morazzone, offrono l’opportunità di concorrere alla rivitalizzazione del centro storico del paese e di farlo diventare un luogo aggregante e identitario per la comunità locale, oltre che un attrattore potenziale per favorire l’arrivo di turisti e visitatori, generando benefici per l’economia del territorio e ricadute occupazionali.

Obiettivo del FAI e dell’amministrazione Comunale di Morazzone è una significativa azione di riqualificazione e rigenerazione urbana. Parallelamente al progetto FAI, l’amministrazione comunale si è impegnata in un progetto di riqualificazione degli spazi urbani del centro storico di Morazzone e di modifica e ampliamento dell’area parcheggio/mercato posta a nord del nucleo principale. Queste azioni sono volte al recupero di porzioni del centro ma anche a fornire una migliore dotazione di spazi di sosta dei veicoli sia per gli abitanti sia per i futuri visitatori di Casa Macchi.

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È con questo obiettivo che il FAI ha aderito all’Accordo di Programma per la realizzazione di interventi di rigenerazione urbana del centro storico del Comune di Morazzone, con il restauro di Casa Macchi volto a consentirne la fruizione pubblica, sottoscritto insieme a Regione Lombardia e Comune di Morazzone il 31 maggio 2017. L’accordo rappresenta un modello virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato, che potrà essere da esempio per invertire il processo di spopolamento dei centri storici dei paesi italiani.

Il progetto al centro dell’accordo avrà un valore complessivo di oltre 4 milioni di euro. Regione Lombardia, che ha posto tra i suoi obiettivi il rilancio dei piccoli comuni e delle loro specificità, si impegna a cofinanziare il progetto con 2 milioni di euro in opere e interventi: 1 milione a favore del Comune di Morazzone e 1 milione destinato al FAI. Al termine dei lavori Casa Macchi sarà aperta regolarmente al pubblico, divenendo il tredicesimo bene del FAI in Lombardia e parte del circuito di visita esteso sul territorio tra Varese e Milano, che include Villa della Porta Bozzolo a Casalzuigno, Villa e Collezione Panza e la Torre di Velate a Varese, e il Monastero di Torba a Gornate Olona. Entrerà anche a far parte della rete regionale delle case-museo dell’800 e nel circuito dei musei aderenti all’Abbonamento Musei Milano Lombardia Card.

Breve descrizione del compendio

La Casa è situata nel centro storico di Morazzone, a fianco della Chiesa di S. Ambrogio, Santo Patrono della città. Un portone in legno, che affaccia sulla piazza della chiesa, permette di accedere al cortile centrale, attorno al quale si sviluppa la dimora. L’ingresso è situato a piano terra sotto un portico con colonne in pietra, sormontato al primo piano da una galleria vetrata. L’edificio si sviluppa per circa 800 mq su due piani ed è contraddistinto da una torretta panoramica, tipica anche di altre abitazioni signorili di Morazzone. Al suo interno si contano ventitré stanze, contraddistinte da semplici decorazioni a tempera, con pareti delineate da cornici, quadrature e zoccolature, e soffitti ornati con medaglioni di frutta, fiori e altri elementi di gusto ottocentesco. Nell’area sud del compendio, dietro all’abside della Chiesa di S. Ambrogio, è situato un edificio rustico, anch’esso di due piani e affacciato su una piccola corte. Tra la Casa e il Rustico si estende il giardino privato, un’area di circa 1.300 mq: una porzione privata e domestica di gusto prettamente ottocentesco, con una voliera, un pozzo, un boschetto di palme, aiuole delimitate da roccaglia e vasi di limoni. Un basso muro di mattoni, interrotto da un cancelletto in ferro, separa il giardino da un’area agricola a prato, di circa 8.500 mq. Per la realizzazione del parcheggio, a cura e spese del Comune, il FAI si è impegnato a cedere gratuitamente un porzione di quest’area agricola pari a circa 2.000 mq.

Il restauro e l’adeguamento funzionale

Preceduto e affiancato da una campagna di studio e di analisi, il restauro dell’edificio, delle collezioni e del giardino sarà realizzato secondo criteri rigorosamente conservativi, con l’intento di preservare il fascino di “luogo fuori dal tempo” e l’atmosfera intimamente domestica e familiare della casa. Il progetto di valorizzazione sarà finalizzato a raccontare questa “atmosfera” lungo il percorso di visita e negli spazi dedicati ai momenti di approfondimento e alle attività didattiche. Il progetto comprenderà inoltre l’adeguamento funzionale attraverso interventi necessari a garantire l’apertura al pubblico come casa-museo, in linea con gli standard museali.

Interventi preliminari

Durante gli anni dell’abbandono della casa, i soffitti in incannucciato del primo piano sono in parte crollati, a causa delle infiltrazioni di acqua dalle coperture, prive di manutenzione da lungo tempo. Fin da subito il FAI si è quindi attivato per la messa in sicurezza degli ambienti a rischio, tramite i puntellamenti dei soffitti, così da salvaguardare gli intonaci originali, alcuni dei quali decorati, e le collezioni della casa, consentendo lo svolgimento in sicurezza delle attività preliminari all’intervento di restauro. Per quanto riguarda le collezioni, è stata realizzata una dettagliata campagna di catalogazione, corredata da un rilievo fotografico professionale di tutti gli ambienti, arredi, oggetti d’arte e d’uso quotidiano, con scheda conservativa relativa agli interventi da programmare sugli arredi. Per verificare la fattibilità tecnica e la resa estetica degli interventi da inserire nel progetto, sono stati realizzati dei cantieri pilota in due ambienti del piano terra (il Salottino e la Sala da pranzo), appositamente disallestiti, dove sono stati effettuati dei saggi sugli intonaci dipinti, sui serramenti in legno e sui pavimenti in cotto lombardo e parquet. Le campionature sono risultate utili strumenti propedeutici al progetto, che mira a conservare la materia senza cancellare o mascherare i segni di quel “tempo sospeso” fondamentale per la comprensione del racconto di Casa Macchi.

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Convenzione quadro per la valorizzazione di Casa Macchi

Nel mese di febbraio 2019 è stata siglata la convenzione quadro per la valorizzazione di Casa Macchi tra il FAI e il Dipartimento di Scienze Teoriche e Applicate – Università degli Studi dell’Insubria, finalizzata allo sviluppo di uno storytelling articolato e pluridisciplinare da declinare nei prodotti di valorizzazione a disposizione del visitatore.

L’avvio del cantiere

A seguito della gara d’appalto, in cui sono state invitate a proporre la propria offerta dieci imprese, i lavori sono stati affidati all’impresa Gasparoli restauri e manutenzione s.r.l. Società fondata più di 150 anni fa, a partire da una famiglia di decoratori, è oggi una tra le aziende di restauro più antiche in Italia, conosciuta nel settore per gli interventi realizzati, tra i quali si ricordano la Galleria Vittorio Emanuele II, la Casa Manzoni e la Ca’ Granda a Milano. In previsione dell’avvio ai lavori nel mese di luglio, tutte le stanze della casa sono state disallestite e il contenuto della casa trasferito in un deposito esterno adatto alla conservazione dei beni mobili per tutta la durata del cantiere.

L’1 ottobre è stato dato inizio al cantiere, che si prevede durerà per tutto il 2020 e si concluderà nel mese di dicembre. La prima fase dei lavori, che terminerà a primavera 2020, riguarda il consolidamento e il restauro della copertura e il restauro delle facciate esterne, ovvero degli intonaci ma anche di tutti serramenti, porte e finestre. A seguire si entrerà nella Casa, dove, nella seconda fase dei lavori, saranno restaurati i locali interni al piano primo e a seguire al piano terra. Alcuni locali saranno adeguati alle nuove esigenze di accoglienza dei visitatori. Completata la Casa, sarà la volta di sistemare il cortile e gli esterni. In queste settimane sono stati smontati tutti i portoncini e le persiane e, grazie alla presenza dei ponteggi, sono stati approfondite le indagini sugli intonaci esterni e le prime campionature anche nelle zone prima irraggiungibili. Come tutte le abitazioni, negli anni anche a Casa Macchi sono stati fatti degli interventi di manutenzione sulle facciate, con l’utilizzo anche di materiali acrilici che hanno nascosto l’intonachino ottocentesco, rimasto invece intatto nelle porzioni nascoste dalla vite del Canadà o dalla vegetazione. È proprio grazie a queste aree nascoste che possiamo ora valutare meglio che tipo di finitura applicare sugli esterni, che dovrà far riaffiorare il gusto ottocentesco che contraddistingue la Casa. Tutti i serramenti che sono stati smontati saranno soggetti a un accurato intervento di conservazione, che ne preserverà la superficie così come ci è arrivata ma che al contempo garantirà la corretta funzionalità della ferramenta, per poi essere rimontati al loro posto una volta conclusi i lavori delle facciate. Anche sulle coperture è stata condotta un’accurata indagine preliminare, per meglio valutare quali elementi è possibile conservare e quali invece si è costretti a sostituire perché troppo ammalorati. Si opererà per fasi, smontando, restaurando e rimontando porzione per porzione la copertura.

I lavori sono organizzati in modo da consentire delle giornate di apertura al pubblico, in cui i visitatori saranno guidati all’interno del cantiere e potranno apprezzare nel dettaglio le peculiarità dell’intervento e i dettagli di tutte le lavorazioni, in corso ed eseguite. A questo scopo saranno individuati e realizzati i restauri in due locali campione, a piano terra e al primo piano, per dare un’anticipazione e illustrare come apparirà la Casa a conclusione dei lavori.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 novembre 2019
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