Cervi commenta Varese-Venezia: “Simmons, energia infinita”
Intervistato su Radio Missione, il pivot (infortunato) che si sta allenando in città fa i complimenti al collega biancorosso e al pubblico della Enerxenia Arena
Riccardo Cervi e Pallacanestro Varese, un matrimonio che si farà? Al momento non ci sono novità sulla possibilità che il pivot reggiano possa firmare con la Openjobmetis, ma intanto il 28enne azzurro prosegue nel suo lavoro di recupero con il preparatore atletico biancorosso Silvio Barnaba e, di riflesso, continua a vivere in città e a seguire da vicino la squadra diretta da Attilio Caja.
Dopo essere stato – con addosso la tuta sociale – a Milano (foto in alto) e a Brescia, Cervi ha fatto il tifo per Varese anche nel match vinto contro l’Umana Venezia al termine di una partita dalle mille emozioni e questa mattina – lunedì 18 – è intervenuto in diretta nella trasmissione settimanale che Radio Missione Francescana dedica alle vicende della Openjobmetis. Intervistato dal conduttore Sergio Rossi, il pivot ha parlato della partita con la Reyer ma ha preferito non affrontare l’argomento di un possibile contratto con i colori biancorossi. Ecco le sue parole.
SULLA PARTITA – «Ho visto grande voglia di riscatto da parte della Openjobmetis dopo le due sconfitte esterne, e ho visto il piacere di tornare a giocare in casa. Varese ha avuto un grande approccio che ha imprigionato l’attacco di Venezia. Poi verso la fine è emersa la bagarre ma la Openjobmetis si è meritata la vittoria».
SUL PUBBLICO – «È stata la mia prima partita vista a Varese: il campo ha attorno un “cerchio di fuoco”, è bello avere attorno un pubblico del genere. I tifosi possono fare la differenza; in certi palazzetti una rimonta come quella di Venezia può creare una certa negatività che scoraggia i giocatori. Ieri a Masnago è accaduto l’esatto contrario».
SUI BIANCOROSSI – «Simmons è stato una sorgente infinita di energia e di forza, ma mi è piaciuto anche Tambone per i punti importanti che è riuscito a mettere e sono contento per lui. L’elenco però è lungo: tutti sentivano la responsabilità e sono stati coinvolti nella vittoria. Poi ovviamente sono arrivati i canestri di Mayo, decisivi».
SU SE STESSO – «Vedere la partita e non giocare non è il massimo: questo è un anno particolare visto che non scendo in campo da mesi. A volte viene anche l’istinto di entrare e dare una mano. Sto lavorando duro per poter tornare sul parquet. Ho anche avuto poco tempo libero per conoscere Varese intesa come città: sono stato al Sacro Monte ed è molto bello, mi piacciono gli ambienti “naturali”».
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