I droni, il bebè e il futuro a Varese

L'ottava edizione di Glocal è stata un grande successo. Migliaia di persone con giornalisti e testate da ogni parte d'Italia e con Richard Gingras, numero uno di Google news

Generico 2018

Ci sono due immagini che raccontano bene il festival che si è tenuto a Varese dal 7 al 10 novembre.

Una giovane ragazza ha partecipato a numerosi incontri con un bimbo di pochi mesi nel marsupio. Il piccolo è stato quasi sempre tranquillo, coccolato dalla sua mamma e dalle parole dei relatori in diverse sale.

La seconda riguarda Richard Gingras, numero uno al mondo per Google news, che è arrivato in Italia da San Francisco per restarci meno di 72 ore. Sbarcato a Malpensa aveva con sé due valigie. Una con i propri effetti personali e un kindle per leggere, l’altra con i suoi droni. Lui ha una passione per questi piccoli e grandi oggetti volanti. Arrivato all’hotel Palace i suoi occhi hanno iniziato a brillare perché sabato Varese ha dato il meglio di sé. La nebbia si alzava coprendo il lago e sopra svettava tutto l’arco alpino imbiancato con uno scenario da favola. Una volta fatta colazione ha tirato fuori uno dei suoi oggetti volanti e ha iniziato a riprendere il paesaggio.

Da una parte il futuro, quello in carne e ossa, fatto di emozioni, di voglia di conoscere, di speranza per quel piccolo appoggiato e protetto sul seno della sua mamma. Dall’altra un uomo quasi settantenne ai vertici del gigante della tecnologia con una passione che poco tempo fa veniva definita come l’esempio del futuro.

Due immagini che sono la metafora di cosa sia Glocal. Ovvero l’incontro del locale con il globale. Un match con in mezzo la tecnologia che corre grazie alla dimensione digitale.

Otto anni fa avevamo fatto una scommessa che sembrava una follia. Mettere in relazione diretta i grandi gruppi editoriali con le piccolissime testate iperlocali sembrava una cosa naif, anche un po’ sconclusionata, perché i temi che si trovavano a vivere questi soggetti erano profondamente diversi. Il digitale invece li metteva in connessione, e dopo otto anni ci rendiamo conto tutti di quanto questo sia vero. Allora si iniziava a parlare dei prodigi possibili grazie agli smartphone. Era già chiaro come sarebbe cambiato tutto. Oggi nessuno di noi ne parla più perché sono entrati nella quotidianità. Questo solo per fare un esempio semplice e perfino un po’ banale.

Ma c’era un’altra scommessa da vincere. Ed era quella di portare tante persone, gli speaker per primi, a Varese a novembre. In una città che sembra lontanissima da qualsiasi posto. Per qualcuno anche da Milano. A Varese in una stagione fredda e con molta probabilità anche piovosa. Fare Glocal a giugno alle Cinque terre o in Puglia era giocare facile. E infatti, quando lo abbiamo fatto con gli amici del parco e delle testate del Sud è stato un successo. A Varese è andata ancora meglio. Sempre. In tutte le edizioni.

Quella appena chiusa, l’ottava, è stata fantastica. Sono arrivate migliaia di persone. Solo ai corsi per la formazione obbligatoria dei giornalisti ci sono state duemila presenze. Oltre mille nelle tre serate. Fare un bilancio esaustivo delle quattro giornate non sarà facile perché i cinquanta appuntamenti hanno sviluppato idee, riflessioni, possibili progetti futuri. Tantissima energia positiva che bene si leggeva sabato pomeriggio in sala Campiotti con oltre cento ragazzi a ricevere i premi per i lavori di data journalism, quelli multimediali dedicati ad Angelo Agostini e per il laboratorio di giornalismo di BlogLab. Ancora di più quelli delle scuole superiori a gestire i servizi di accoglienza e quelli delle università presenti per fare il racconto degli eventi.

Abbiamo occupato oltre duecento camere di alberghi e B&B. Sono arrivate persone da ogni regione d’Italia con centoventi testate giornalistiche diverse da Trapani ad Alghero fino ad Aosta, da Imperia a Udine, da Catanzaro a Bolzano passando per L’Aquila, Roma e il Mugello. Dalle grandi città come da piccolissimi centri delle provincie. Grandi editori come tutto il circuito di Anso, l’associazione che raggruppa le testate locali digitali.

Un successo notevole possibile grazie a una parola semplice: condivisione. Tante, tante persone animate da una passione e una energia contagiosa. A fianco di queste diverse istituzioni con la Camera di commercio in testa insieme al Consiglio regionale della Lombardia, l’Ordine dei giornalisti, il Comune di Varese, le università e tanti altri.

Per quattro giorni abbiamo portato a Varese tanti temi centrali per leggere il presente e immaginare il futuro. Oggi è un giorno di riflessioni e valutazioni.

Unico rammarico scoprire che tanti varesini sentano spesso il bisogno di dare una rappresentazione negativa del proprio mondo. Ci ha divertito ascoltare la voce della vice direttrice di Internazionale, il settimanale che pubblica i migliori articoli dalla stampa a livello mondiale, che ci ha chiesto come mai in un ristorante del centro le avessero detto che Varese non era sicura e non fosse collegata a Roma. Ma questo è tutto un altro discorso e ne abbiamo già parlato.

I VIDEO DELLE QUATTRO GIORNATE

GIOVEDI’

VENERDI’

SABATO

DOMENICA

di marco@varesenews.it
Pubblicato il 11 novembre 2019
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