Duro faccia a faccia in Consiglio tra Mastromarino e l’ex vicesindaco Mina

Intensa seduta del Consiglio comunale in cui si sono confrontati il sindaco Massimo Mastromarino e Grazia Donata Mina, esautorata dalla carica 10 giorni fa

Lavena Ponte Tresa - consiglio comunale novembre 2019

Resa dei conti in Consiglio comunale tra l’ex vicesindaco di Lavena Ponte Tresa Grazia Donata Mina – esautorata dalla carica 10 giorni fa – e il sindaco Massimo Mastromarino.

La seduta di giovedì 28 novembre, dopo un veloce passaggio su una variazione di bilancio, è stata interamente dedicata a quanto successo all’interno della Giunta, con la ricostruzione di atti e fatti che hanno portato all’insanabile rottura tra Mastromarino e il suo vicesindaco e dunque al rimpasto con l’ingresso di un nuovo assessore, Silvia Zocchi, e la nomina di un nuovo vicesindaco, l’assessore Pasqualino D’Agostino.

Il sindaco ha ricostruito le tappe di un cammino sempre meno condiviso con la sua vice, che a tre anni e mezzo dall’inizio del mandato lo ha portato alla decisione di rompere con Grazia Donata Mina. Una prima delega, quella al personale, restituita dal vicesindaco nel mese di ottobre, poi la seconda delega, all’edilizia privata, “rimandata al mittente” poche settimane fa. Segnali, insieme a diversi altri episodi citati, di una crescente divergenza sulla gestione amministrativa, ha spiegato Mastromarino: «Di fronte a questa situazione come responsabile dell’Amministrazione ho chiesto un incontro di maggioranza perché vedevo in questi due atti, pur legittimi, una forma di sfiducia verso la figura del sindaco, della Giunta e della maggioranza. Nell’incontro sono emerse le posizioni differenti, anche su altre questioni. Nella riunione si è cercato di risolvere il dissidio, abbiamo proposto al vicesindaco di riprendere la delega all’edilizia. Un’apertura per continuare un cammino, a cui Grazia Donata Mina il 14 novembre ha risposto che non accettava, rimettendo a me la decisione. A questo punto ho sentito la maggioranza che con una lettera ha riconfermato la sua fiducia nel sindaco, sottolineando la mancanza di sintonia con il vicesindaco, che di fatto si è posta fuori dalla maggioranza. A questo punto ho deciso e ho revocato carica, perché non c’erano le basi per andare avanti. Di questo francamente mi dispiace e come sindaco me ne assumo la responsabilità. Ringrazio il vicesindaco per il lavoro svolto in questi tre anni e mezzo».

Grazia Donata Mina ha risposto presentando la sua versione dei fatti ed entrando nei dettagli per spiegare le motivazioni che l’hanno indotta a restituire le deleghe. Ha raccontato di essersi sentita in più occasioni “prevaricata” dal sindaco, ha parlato di decisioni prese senza consultarla in pratiche di sua competenza, e ha illustrato alcuni temi – come le condizioni di sicurezza del Comune e della scuola elementare – su cui non ha avuto risposte, risorse e collaborazione dalla Giunta. Ha detto di «aver subito un ricatto» e non ha nascosto la sua amarezza. Il tutto senza risparmiare dettagli su riunioni di giunta burrascose, con urla, insulti e lanci di matite spezzate con rabbia.

Una scelta che l’assessore Valentina Boniotto, chiamata in causa dal racconto di Grazia Donata Mina, ha definito “inelegante”.

Il faccia a faccia è durato più di due ore ed è complesso riassumere i dettagli delle pratiche, dei passaggi amministrativi e temporali che, come palline di una partita a tennis, sono rimbalzati tra i due “contendenti”. Una partita senza esclusione di colpi, di cui la capogruppo dell’opposizione Vanessa Provini si è detta sorpresa: «Non mi aspettavo di trovare questa situazione. Qui è come sparare sulla Croce Rossa. Di fatto si è sciolto un patto pre elettorale che ha legato due persone solo per vincere le elezioni contro quella che avete definito “la banda Roncoroni”. Un patto che non ha fatto bene a voi e nemmeno al paese».

Dall’opposizione è venuta infine una richiesta di chiarezza sulla posizione dell’ex vicesindaco: «Grazia Donata Mina è estromessa anche dalla maggioranza?». Una domanda che non ha avuto risposta chiara: nel corso del dibattito l’interessata ha più volte lasciato intendere che continuerà a lavorare per l’Amministrazione, per tenere fede al mandato affidatole dai cittadini. Mastromarino non ha risposto.

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Pubblicato il 29 novembre 2019
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