A scuola dove nascono i tessuti delle grandi marche

I ragazzi dell’Istituto Righi di Varese hanno visitato la tessitura “Tmr Cederna fodere” di Cimbro in occasione del “Pmi day” organizzato da UniVa

Pmi day 2019 - Tmr Cimbro di Vergiate

È stata una mattina diversa dalle solite quella trascorsa dai ragazzi dell’Istituto Righi di Varese. Gli studenti hanno visitato mercoledì 13 novembre 2019 la tessitura “Tmr Cederna fodere” di Cimbro (Vergiate) in occasione del “Pmi day”, l’iniziativa promossa dall’Unione industriali Varese per avvicinare i ragazzi delle scuole medie al mondo del lavoro e alle realtà produttive del territorio.

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Attenti e incuriositi, gli studenti hanno visitato l’azienda guidati da Giorgio Ghirardi, presidente di “Tmr Cederna fodere”, e Michele Colzano, responsabile della logistica. Un’esperienza diversa dalla routine scolastica, che ha permesso ai ragazzi di osservare i dipendenti al lavoro sui macchinari, e conoscere così i processi produttivi dietro alla realizzazione dei tessuti prodotti a Cimbro, utilizzati da marchi celebri come Hugo Boss e Zara.

Inaugurato nel 1954, quello di Cimbro è stato il primo stabilimento tessile aperto dalla “Tmr”, azienda di Gallarate impegnata nella rivendita di tessuti finiti. In origine piccolo centro contadino, Cimbro entrava così in contatto per la prima volta con una realtà industriale capace di offrire nuove opportunità di lavoro. Col tempo l’attività manuale ha lasciato spazio alla tecnologia e all’automazione, e con 80 macchinari attivi 24 ore su 24 la tessitura di Cimbro oggi è in grado di produrre 18 mila metri di tessuto al giorno.

Nel corso della mattina i ragazzi hanno scoperto le misure che la tessitura adotta per garantire la qualità dei prodotti e il rispetto delle norme, ma anche l’attenzione che l’azienda riserva alle tematiche ambientali. Infatti, oltre a gestire un impianto per la depurazione dell’acqua, “Tmr Cederna fodere” realizza anche una serie di tessuti da materiali di riciclo. È il caso del “Green tech”: una tipologia di filo particolare che si ottiene dalla rilavorazione dei rifiuti in plastica.

«Esistono molte opportunità nell’ambito dell’industria tessile, soprattutto per quanto riguarda la ricerca di nuovi materiali – ha spiegato Giorgio Ghirardi – I nostri abiti sono spesso realizzati con lavorati del petrolio: una sostanza che è destinata prima o poi ad esaurirsi. Proprio per questo abbiamo iniziato a cercare nuove soluzioni, e da tempo collaboriamo con alcuni ragazzi siciliani che hanno inventato un metodo per ricavare tessuti dalla buccia delle arance».

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Pubblicato il 13 novembre 2019
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