Il Sert di Saronno compie 30 anni: “Aiutate 3.500 persone”

Tanti gli interlocutori presenti all’evento che hanno riflettuto insieme sulla strada percorsa fino ad ora e sul bisogno di adattarsi alle nuove sfide del futuro

sert saronno incontro

Il Servizio per le tossicodipendenze saronnese dell’ASST Valle Olona compie oggi 30 anni e li ha celebrati con un convegno con interventi da parte dei responsabili del servizio, medici, associazioni e forze dell’ordine con l’obiettivo di riflettere sulla strada percorsa finora e guardare insieme al futuro.

In questi trent’anni di attività sono state più di 3.500 le persone affette da dipendenza prese a carico. A chi si rivolge al Sert? Il Sert è un ambulatorio pubblico dove vengono fornite prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione a chiunque sia affetto da un disturbo da uso di sostanze o da dipendenze comportamentali. L’accesso a questo tipo di servizio è libero e diretto; non è necessaria l’impegnativa e non si paga il ticket. Un’equipe di medici, infermieri e professionisti si occuperà di stabilire una diagnosi e di predisporre un piano terapeutico personalizzato. Le dipendenze trattate dal servizio sono la tossicodipendenza, il gioco d’azzardo patologico, l’alcool-dipendenza, il tabagismo e le nuove dipendenze quali la dipendenza dal cibo, da internet, dallo shopping e da farmaci oppioidi. Importantissima la relazione tra il Servizio socio-sanitario e gli altri enti del territorio: ‘Dietro un’organizzazione di questo tipo c’è un mondo. Un mondo fatto di relazioni tra i diversi enti, forze dell’ordine, amministrazioni comunali, perché il problema delle dipendenze è troppo complesso e non può essere affrontato da un solo ente’, ha commentato Marino Dell’Acqua, direttore sociosanitario dell’ASST Valle Olona.

Dietro ogni persona che si rivolge al Sert c’è un dramma. Fondamentale è quindi non colpevolizzare e stigmatizzare le persone affette da dipendenza, ma accoglierle in quanto vittime di un sistema dal quale non hanno avuto la forza di difendersi. Altrettanto importante è intercettare subito le persone affette da dipendenza. Quanto più infatti è precoce la diagnosi, tanto più sarà facile impostare un percorso di recupero. Il pregiudizio e la stigma sono però spesso degli ostacoli culturali fortissimi, che frenano le persone dipendenti dal cercare aiuto presso gli enti competenti. Quali prospettive per il futuro? Fondamentale sarà lavorare sulla prevenzione, sensibilizzando quindi le nuove generazioni sulle dipendenze vecchie e nuove, e sull’accessibilità alle cure, costruendo quindi un sistema in grado non di stigmatizzare, ma di accogliere e curare chi è affetto da dipendenza.

Presente all’evento anche il Sindaco Alessandro Fagioli: «In questi anni di mandato ho visto ragazzi e ragazze che si trascinavano come zombi da un punto all’altro della stazione, senza quasi avere più coscienza di loro stessi. Quindi voglio sottolineare che la politica deve decidere una volta per tutte di introdurre pene severissime per chi spaccia sostanze stupefacenti, per dire basta alla droga, perché rovina il futuro del nostro paese. Dall’altra parte è importante continuare in tutte le attività di prevenzione, di cura, e di aiuto delle persone che cadono in qualsiasi forma di dipendenza».

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Pubblicato il 30 novembre 2019
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