Curare con un sorriso, succede anche a Luino

Presentati i cinque volontari che ogni giorno alleviano la permanenza dei pazienti nel reparto di Medicina. Il grande impegno del territorio


Avarie

Sul volantino di Avo, l’Associazione Volontari Ospedalieri onlus c’è una frase che sintetizza bene il tutto: «Un nuovo amico “paziente” ti aspetta in ospedale».

E se fosse questa la vera medicina per completare la guarigione di una persona che necessita di cure, spesso allettata, spesso sola e con pensieri difficili da risistemare nel momento in cui la salute se ne va ed è necessario affrontare importanti prove di vita?

«Sì, le persone che vengono seguite dai volontari ospedalieri hanno una maggiore propensione alla guarigione», dicono i medici.

Tradotto basta poco e vuol dire una chiacchierata in ospedale, due titoli di giornale, un sorriso e una parola per stare su di morale: sono queste le cose che possono fare bene, ininfluenti, scontate finché le hai, ma fondamentale quando mancano.

Per questo la notizia importante per l’ospedale di Luino è che da alcune settimane cinque volontari dai 18 ai 40 anni sono a disposizione dei 24 pazienti della medicina dell’ospedale cittadino.

E questi volontari appena usciti dal corso che li instrada al contatto col paziente tramite un percorso formativo hanno già addosso il camice.

Il turno generalmente comincia al pomeriggio sotto la supervisione dei coordinatori infermieristici e l’obiettivo è per qualche ora di stare vicino agli ospiti del reparto.

Una richiesta accolta sia da Avo, che con la sua esperienza di oltre 200 volontari su Varese ha voluto aprire anche a Luino una importante dependance dell’attività condotta nel capoluogo, e parimenti supportata da Caos, l’associazione che ha donato gli arredi della saletta in cui i degenti potranno trovare un po’ di svago assieme ai volontari (nella foto).

«Una sala di aggregazione che non è presente in tutti gli ospedali ma che racchiude potenzialità inaspettate», ha spiegato il professor Francesco Dentali, direttore della Medicina generale. Un risultato reso possibile dal grande impegno del territorio, come ha ricordato il direttore Socio sanitario dell’ASST Sette Laghi Ivan Mazzoleni , e che potrebbe non fermarsi a questo reparto ma approdare anche alla Chirurgia all’Ortopedia e alla Riabilitazione: «La cura non finisce con le dimissioni del paziente».

Il percorso è partito alcuni mesi fa attraverso anche l’ingaggio dei volontari servendosi dei social: la risposta è arrivata e dopo una serie di lezioni i cinque volontari sono ora al servizio dei pazienti.

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Pubblicato il 05 dicembre 2019
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