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Peak ritrova il sorriso. Simmons e Vene perfetti in area

L'ex pistoiese è il migliore in campo dopo alcune settimane difficili. I due lunghi si intendono alla perfezione mentre Jakovics scalda la mano da fuori

Openjobmetis Varese - Virtus Roma 96-66

PEAK 8 (IL MIGLIORE) Re delle montagne russe: dopo alcune partite di grande sofferenza, L.J. Sfodera una gara a tratti magistrale, favorito anche dalla stazza non elevata dei pari ruolo. Se in altre occasioni le sue penetrazioni si scontravano con i muscoli avversari, stavolta Peak riesce sempre ad andare al ferro e “fattura” canestri a ripetizione. Prende fiducia, non spende falli spensierati, esce in trionfo. MVP anche per i lettori della #direttavn

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CLARK 6,5 – Tra gli uomini di Caja è quello con l’impatto meno roboante, ma non per questo disprezzabile. Aspetta il suo turno, forza poco o niente, si applica in difesa e quando ha l’occasione dà una stoccata. Partita standard, e va bene così.

JAKOVICS 7,5 – Si prende il lusso di uscire un po’ dagli schemi evitando però – a suon di canestri – i rimproveri di Caja che dà l’impressione di lasciarlo fare. Anche perché gli entra un po’ di tutto, compreso un gioco da 4 punti. Il lettone, alla fine, è secondo marcatore dietro a Peak: magari ad alti livelli paga dazio, ma in queste partite può essere un califfo.

VENE 7,5 – Partita in qualche modo inconsueta: comincia meglio in attacco perché Alibegovic gli procura qualche fastidio, poi prende le misure sugli avversari e inzia a girare al meglio laddove gli si chiede presenza. Perfetto in difesa, sia sull’uomo sia sui raddoppi accanto a Simmons, attento a servire il compagno in profondità e addirittura a sostituirlo nel ruolo di pivot. Il tabellino è normale, l’impatto sul match invece è ottimo.

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SIMMONS 8 – Ma cosa diavolo ci faceva in Serie A2? Al cospetto di un pivot forte ed esperto come Jefferson, il centro biancorosso sfodera l’ennesima prestazione da standing ovation, quella che giustamente lo accoglie in panchina a fine partita. Non fermatevi alle sole cifre, che sono normali (8 punti e 6 rimbalzi): cercatelo nel tempismo sugli aiuti, nell’attenzione a chiudere gli spazi, nei movimenti quando capisce di potersi liberare. Lo troverete sempre pronto, sempre bollente.

MAYO 7 – Ha un cliente potenzialmente pericoloso come Dyson, al quale paga parecchio in termini di impatto fisico, ma esce dal duello senza danni. Anzi: nel primo quarto ritrova confidenza con quel tiro pesante che lo aveva tradito a Reggio Emilia e da lì in avanti comanda la squadra lasciando agli altri i ruoli da protagonista (5 assist).

TAMBONE 7 – Ispirato dal match contro la squadra della sua città e della sua gioventù, si presenta in campo concreto e deciso a lasciare il segno. Regala un paio di magie balistiche e un grand’assist per la schiacciata di Simmons, esce rinfrancato e – ci pare – più sicuro di sé rispetto a qualche settimana fa.

FERRERO 7 – Nel momento, breve, di down biancorosso è quello che forse combina qualche pasticcio. Però il capitano, che aveva iniziato bene, chiude alla grande e si guadagna un voto alto terminando la partita in doppia cifra e dimostrando di essere sempre un pezzo utile nei meccanismi di Caja.

Caja: “Una difesa solida ci ha spianato la strada”

di damiano.franzetti@varesenews.it
Pubblicato il 01 dicembre 2019
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