Processo Piazza Pulita, Munafò: “Barbarese mi disse che non aveva esperienza”

L'ex-assessore al Personale sentito come testimone nel processo Cozzi, Fratus e Lazzarini racconta delle perplessità nei confronti della scelta del direttore organizzativo del Comune

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Nuova puntata del processo sulle nomine pilotate in Comune a Legnano e nelle società partecipate Amga ed Euro.Pa. Questo pomeriggio sono stati sentiti altri testi tra i quali il commercialista Gabriele Abba per il quale, secondo l’accusa, sarebbe stato modificato un bando di selezione per un consulente contabile in maniera da permettere a lui la partecipazione, cosa che poi non si è verificata per decisione dello stesso Abba.

Il teste ha ripercorso la vicenda attraverso le domande del pm Nadia Calcaterra spiegando come la proposta di partecipazione arrivasse dall’amico storico Maurizio Cozzi: «Io non ho mai chiesto incarichi ad amici» – ha poi specificato. Abba ha confermato di essere stato avvisato del bando  e di aver poi letto il testo iniziale dal sito della società, lamentando la mancanza dei requisiti necessari a partecipare. Cozzi ha poi ottenuto le modifiche puntuali dall’allora direttore di Euro.Pa Mirko Di Matteo (presente oggi in aula come teste ma si è avvalso della facoltà di non rispondere, ndr). Il difensore di Cozzi, Cesare Cicorella, ha fatto rilevare che «le modifiche hanno allargato la possibilità di partecipare anche ad altri professionisti», come a dire che il suo intervento avrebbe migliorato il bando a favore di chiunque altro e non solo di Abba.

Prima di Abba è stato sentito anche Letterio Munafò, assessore al personale comunale di Forza Italia, il quale ha ribadito davanti al giudice Daniela Frattini le perplessità che lo attanagliavano nei giorni della scelta del direttore organizzativo del Comune: «Ne parlai in giunta con tutti gli altri ed espressi le mie perplessità sulla scelta di Barbarese, mostrando alcuni articoli in cui si parlava del fatto che fosse indagato». Ancora più chiaro quando risponde alla domanda dell’avvocato Bernasconi in merito al colloquio avuto con lo stesso Barbarese: «Mi disse che era ferrato sulle partecipate e che non aveva esperienza nell’organizzazione comunale e dei dipendenti ma che avrebbe studiato».

Al banco dei testimoni è comparsa anche Chiara Castelli, responsabile area amministrazione, finanza e controllo di Amga fino ad ottobre 2018 e rappresentante dei soci minoritari in cda: «Sin dall’insediamento della nuova presidente del cda Ostinelli ho subito comportamenti da parte degli altri consiglieri che mi hanno indotta a farmi da parte. Venivo esclusa e criticata perchè troppo burocratica». La Castelli sarebbe stata isolata a causa del fatto che, durante le indagini della Guardia di Finanza sul buco di bilancio di Amga, avrebbe aiutato gli inquirenti a leggere i bilanci della società.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 09 dicembre 2019
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