La Lombardia detta le regole per l’impiego degli specializzandi
Presentato a Palazzo Lombardia il documento che prevede il percorso di formazione con l'obiettivo di arrivare all'autonomia nel rispetto dei pazienti
Un percorso di autonomia progressiva e una turnazione nelle diverse sedi della rete di specialità. Sono i punti nodali del sistema sanitario lombardo che punta sugli specializzandi, medici laureati che svolgono l’ulteriore formazione nelle diverse discipline mediche.
Il modello messo a punto da Regione Lombardia è stato presentato dall’assessore al Welfare Giulio Gallera a una sala stracolma dove sedevano i direttori delle scuole di specialità lombarde, le diverse sigle degli studenti specializzandi e i rappresentanti delle aziende ospedaliere coinvolte nella formazione accademica.
« Sono state spiegate le linee guida che, come osservatorio, abbiamo messo a punto – racconta il professor Giulio Carcano, presidente della scuola di medicina e della scuola di specialità di chirurgia dell’Università dell’Insubria, coinvolto nei lavori preparatori del documento – C’è stata grande partecipazione ed elevato interesse anche perché la Lombardia è la prima regione che detta norme precise sull’inserimento di questi medici in formazione. È stato stilato un documento che chiarisce procedure e obblighi per fornire una preparazione ottimale che garantisca il paziente ma anche il professionista di domani».
Coinvolti nel processo virtuoso anche i 92 specializzandi dell’Università dell’Insubria : « Un chirurgo per esempio – spiega il professor Carcano – coinvolgerà lo specializzando in modo progressivo: dapprima lo terrà dallo stesso lato del tavolo chirurgico, poi gli assegnerà il posto di aiuto dall’altra parte del tavolo e, infine, lo farà intervenire in autonomia standogli al fianco come supervisore. Così, gli specializzandi acquisiscono, in modo graduale, competenze e autonomie».
Tra i punti più importanti anche la rotazione nelle diverse sedi della rete: « Vista la diversità di casistica tra i diversi ospedali, gli specializzandi verranno fatti ruotare così da acquisire una conoscenza globale. Nella mia scuola, per esempio, organizzo la rotazione ogni sei mesi».
Ogni tutor dovrà avere , al massimo, tre medici in formazione e predisporre un piano formativo personalizzato che tenga conto delle competenze, abilità ed esperienze maturate.
La normativa regionale, che fissa criteri e metodi per la formazione degli specializzandi, apre la via anche alla possibilità di partecipare ai bandi di concorso delle aziende ospedaliere sin dall’ultimo anno di scuola di specialità: « L’opzione viene già riconosciuta – spiega il professor Carcano – ma oggi occorre aspettare che si acquisisca la specializzazione per poter procedere con l’assunzione, mentre si sta definendo un’applicazione del “Decreto Calabria” che inserisca immediatamente in corsia questi medici, come strutturati».
L’Osservatorio regionale della formazione specialistica post laurea, che vede coinvolti docenti, rappresentanze delle asst e degli specializzandi, garantirà anche, attraverso verifiche e controlli, che il sistema virtuoso sia rispettato e porti a una valorizzazione progressiva dello specializzando.
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