L’eroico Jason alla riscossa: per la guardia è quasi “tripla doppia”

Clark è eccezionale: 30 punti, 9 rimbalzi e 9 falli subiti. Simmons sempre decisivo in area, piace Peak mentre Mayo si riscatta nella ripresa

Acqua S. Bernardo Cantù - Openjobmetis Varese 74-67

PEAK 6,5 – Beh, a noi è piaciuto. Caja lo utilizza “alla David Moss”, cioé in difesa sul più pericoloso degli esterni avversari e nella prima parte del match la sua presenza su Logan è indubbiamente utile, tanto che quando cambia la marcatura l’ex Sassari inizia a produrre. In attacco trova il modo di colpire quando ha un metro di spazio, sia da fuori sia tagliando l’area. Cala alla distanza, è vero, però semina parecchio nell’arco della gara. Ah, le due palle perse nell’ultimo quarto? La prima per eccesso di foga, dopo averla rubata (uno più esperto l’avrebbe blindata, lui voleva andare a far canestro); la seconda non sarebbe mai dovuta arrivare a lui, in quella situazione, con Logan – esperto, furbo, più basso e più veloce di mani – che lo braccava.

CLARK 9 (IL MIGLIORE) – Arriva a tre tiri liberi dalla partita perfetta, i tre personali sbagliati dopo gli antisportivi ai giocatori veneti: poteva essere la spallata decisiva e invece è stato necessario aspettare la sirena per festeggiare. Però la gara di un eroico Jason è davvero vicina alla perfezione: 30 punti nel sacco della De’ Longhi, frutto di ottime scelte, di percentuali preziose, di una presenza a tutto tondo che lo porta anche a catturare 9 rimbalzi, subire 9 falli (praticamente a due soffi dalla tripla-doppia!) e rubare 4 palloni per un eccellente 36 di valutazione. Dalle stalle alle stelle nel giro di una settimana: ora, però, deve provare a rimanere lassù. Forza! MVP anche per i lettori della nostra #direttaVN con il 78% delle preferenze.

JAKOVICS 5 (IL PEGGIORE) – Dopo tante belle partite, magari non sempre perfette ma ogni volta concrete e volenterose, arriva la serataccia anche per il buon Ingus. Caja lo sguinzaglia sul parquet per un Mayo fantasma (in quel momento) e il lettone riesce a fare peggio: solo errori al tiro e falli commessi, due in attacco. Un paio di assist e null’altro nelle voci positive: gara da dimenticare.

VENE 6 – La bilancia tra cose buone e cose cattive resta in bilico fino all’ultimo: da una parte gli assist (ben 5), quella tripla del +6 che sembra chiudere i conti a 58” dalla fine, il cambio di passo in difesa nella ripresa; dall’altra però il nervosismo (antisportivo, fallo su Parks in occasione di una rimessa) e alcuni passaggi a vuoto che per un momento ci fanno dubitare di lui. Alla fine però, 9 punti e 6 rimbalzi con 13 di valutazione. Può bastare: la luce è verde.

CERVI 5 – Bocciato dopo appena 2′ in campo? Sì, perché lì in mezzo Varese collassa quando Simmons va a rifiatare in panchina: il pivot reggiano viene uccellato a rimbalzo, commette due falli, esce con la faccia perplessa nei riguardi della sua comparsata.

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SIMMONS 7 – Dall’altro lato della barricata c’è Fotu che lo colpisce con un gancio efficace, c’è Tessitori che a ogni cosa buona esulta come se fosse Tardelli al Bernabeu. Poi però, tabellino finale alla mano, il dottor Simmons fattura l’ennesima doppia-doppia della stagione: 14 punti con un solo errore al tiro, 13 rimbalzi contro i 5 totali dei suoi due avversari. Che dite, lasciamo a Treviso gancetti ed esultanze e ci teniamo stretti la pantera biancorossa dell’area colorata?

MAYO 6,5 – Sopravvive all’impiccagione alla quale pareva condannato dopo i primi 20′ sfoderando una ripresa di livello decisamente migliore, forse anche stimolato dalla sfida a distanza con Logan, altro veterano del parquet. Infila 13 punti, subisce 5 falli, lascia la palla a Clark quando capisce che il compagno è in trance agonistica. Poi, qua e là, pianta ancora qualche baggianata (il fallo che regala due liberi a Logan con palla ben lontana dal canestro, un pallone “giocato” al posto di essere congelato, con successiva persa di Peak), però senza di lui Varese non avrebbe avuto le risorse per vincere.

TAMBONE 6,5 – Bravo a guadagnare minuti nella prima parte di gara pur senza compiere miracoli (e approfittando dei chiari di luna tra Mayo e Jakovics: di fatto torna a fare il play per un po’ di tempo), bravo a tenere il campo anche nel terzo quarto quando centra una tripla bella e importante con una Varese in rimonta.

FERRERO 6 – Passa nella partita quasi senza lasciare il segno. Ma quel “quasi” significa anche un bel canestro dal palleggio in un momento di botta-e-risposta nel quale era importante non perdere terreno.

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di damiano.franzetti@varesenews.it
Pubblicato il 05 gennaio 2020
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