Il mio viaggio verso il lavoro nel “tunnel di rami”

Manutenzioni assenti e problemi di sicurezza in una strada frequentata ogni giorno da centinaia di automobilisti. Lo sfogo di una lettrice: “Ma non si può fare qualcosa?“

Avarie

Spettabile Redazione,

vorrei sottoporre alla vostra attenzione un ormai annoso problema di cui pochi parlano, ma che per noi cittadini della zona del Varesotto, è diventata davvero fonte di disagi e forte stress: la viabilità ed i mezzi di trasporto.

Partiamo dal primo punto: è mai possibile che per collegare la provincia di Varese con quella di Como (Tradate- Appiano Gentile ) e per raggiungere un confine di stato come quello di Bizzarone, (dove si recano ogni mattina centinaia di frontalieri), bisogna attraversare un bosco fitto e poco curato, con una strada dissestata e pericolosissima, a causa dei rovi e arbusti che formano delle vere e proprie gallerie di vegetazione, dove non c’è campo ed il cellulare è inutilizzabile, dove bisogna stare attenti alle macchine che frenano all’improvviso per approcciare le decine di signorine che si riversano sulle strade in cerca di un po’ di “lavoro”?

E’ normale che con la scusa di voler salvaguardare il polmone verde (a cui anch’io stessa tengo in maniera particolare, dal momento che mi sono laureata con una tesi proprio sullo sviluppo sostenibile), si metta in pericolo tutti i giorni la vita di centinaia di lavoratori che avrebbero invece diritto alla messa in sicurezza di questi tratti stradali? Molte donne come me, devono attraversare il bosco come nella favola di Cappuccetto rosso, e tutte le mattine , quando arrivo nel primo paese abitato, ringrazio il Signore che non mi si sia fermata l’auto o che non sia stata fermata da qualche malavitoso.

Per non parlare dell’assenza di qualsiasi fonte di luce, di mezzeria e di guardrail.

Il secondo punto è Trenord: questi treni non sono mai in orario: per fare una tratta di 36 km (tradate -Cadorna) i treni hanno sempre ritardi di circa 15/20 minuti su un tempo stimato in 45 per gli omnibus. Ma è mai possibile che nella zona più industrializzata di uno tra i paesi più industrializzati del mondo si possano avere dei disagi simili? Poi si parla delle regioni del sud come se solo loro fossero la piaga del nostro “bel paese”, ma anche al nord non siamo messi bene; forse un po’ meglio, ma non sviluppati al punto tale, da poter essere considerati alla stregua di altri paesi nel mondo, dove le infrastrutture funzionano davvero.

Il terzo punto è la Pedemontana, ma di questo penso, voi sappiate già tanto. Aggiungo solo che per fare 13 km sulla provinciale (Tradate -Varese) in pieno traffico, ci si impiegano 40 minuti, se non di più. Non si è mai capito perché la bretella della Varesina bis che avrebbe dovuto collegare Saronno con Varese, decongestionando il traffico diventato ormai insopportabile sulla Varesina, si sia fermata a Carbonate e non sia proseguita oltre.

Io penso che anche il Varesotto ed il Comasco pur considerandosi zone più evolute e sviluppate rispetto al resto d’Italia, abbiano in realtà, bisogno di un po’ di manutenzione, magari criticando meno le altre parti della nostra Italia e lavorando un po’ di più.

 

Cordiali saluti

Michela

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 gennaio 2020
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