Continuare o fallire? Il futuro di Accam si decide il 28 febbraio

L'assemblea dei soci sarà chiamata a decidere se e come erogare i 3 milioni chiesti dal CdA. Prima di quella data previsto un difficile consiglio comunale straordinario a Busto

accam post incendio

C’è una data precisa che richiederà una scelta precisa: 28 febbraio. È infatti per quella data che è convocata l’assemblea dei soci di Accam, cioè i sindaci di 27 comuni della zona che possiedono l’inceneritore di Borsano.

È stato il sindaco Emanuele Antonelli ad annunciarlo in consiglio comunale rispondendo ad una doppia interrogazione e deliberazione del Movimento 5 Stelle, delineando un futuro in cui potrebbe esserci anche un’assise straordinaria. “Tutto è rinviato alla decisione del ‘assemblea dei soci del 28 febbraio -ha detto Antonelli-. Il consiglio di amministrazione ha inviato una lettera ai soci in cui si dice che i danni ammontano a 1,4 milioni ma che attualmente la società versa in un cattivo stato di liquidità. Si chiede quindi di rifinanziare con 3 milioni di euro per poter ripartire”. L’alternativa che aleggia è quella della liquidazione o, nel caso ancora peggiore, il fallimento. In questo senso Antonelli ripercorre le vicende degli ultimi anni che hanno portato l’impianto a non avere più una polizza assicurativa e quelli delle ultime settimane, dopo cioè l’incendio al locale turbine dello scorso gennaio.

Antonelli non nasconde come “la situazione sia complicata è difficile” e come ci siano “riunioni costanti per valutare la strada da seguire”. Una di queste potrebbe richiamare il consiglio comunale di Busto ad una scelta sull’affitto dei terreni. “Ad oggi il contratto di affitto del terreno finisce nel 2025 -spiega il sindaco- e quindi per rendere sostenibile il piano potrebbe essere richiesto di spostare la locazione almeno fino al 2027″, l’anno nel quale al momento è fissata la chiusura dell’impianto.

Anche per questo il consiglio comunale sarà molto probabilmente chiamato ad una riunione straordinaria settimana prossima. Un passaggio che da un lato vuole dare un mandato chiaro e forte al Sindaco ma dall’altro pretenderà una posizione chiara da parte di Antonelli e della sua maggioranza. “La convocazione straordinaria può avvenire solo nel caso in cui ci sia un testo da discutere -ricorda il presidente del consiglio comunale, Valerio Mariani-. Chiediamo quindi alla maggioranza di presentarsi con una proposta unitaria chiara sulla quale discutere”.

Unitarietà non facile da trovare. “L’incidente è stato un accelerante ma il fallimento del piano industriale è avvenuto molto prima -ha tuonato la consigliera leghista Paola Reguzzoni-. Noi siamo una città che non deve aspettare le decisioni degli altri, ma dobbiamo portare gli altri alla decisione che preferiamo”. Reguzzoni chiede quindi di mettere alla porta “quei soci che ancora non conferiscono e che se ne vogliono andare” e da lì ripartire, passando anche per una chiusura dell’impianto.

Ma se già i tempi per la decisione dei soci di Accam non sono dilatati, quelli per il consiglio straordinario sono ancora più stretti. La convocazione dovrà infatti avvenire entro venerdì 21 e richiederà una corsa contro il tempo i cui esiti non sono affatto scontati.

di marco.corso@varesenews.it
Pubblicato il 17 febbraio 2020
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