Coronavirus, allerta alta nelle case di riposo. “Ma non c’è nessuna emergenza”

Il sindaco insieme ai presidenti delle RSA gallaratesi ha presentato le nuove disposizioni per la prevenzione del Coronavirus. “A Gallarate non c’è nessun caso: evitiamo allarmismi”

Generico 2018

«A Gallarate non c’è nessun caso di coronavirus. Le indicazioni che diamo oggi sono di buonsenso, per favorire la prevenzione».

Il sindaco Andrea Cassani e i direttori delle RSA del territorio insieme per tranquillizzare i cittadini. Nella conferenza stampa allestita a palazzo Borghi sono state presentate le nuove indicazioni che entreranno in vigore da oggi. «Nessuno stravolgimento». 

La parola d’ordine è prudenza

Le indicazioni sono principalmente suggerimenti per gli operatori, i pazienti e i parenti, forniti dalle strutture gallaratesi, ovvero la Fondazione Bellora, il Melo Onlus e la 3SGCamelot, gestiscono le RSA (le Residenze Sanitario-Assistenziali) per anziani non autosufficienti. Le fondazioni chiedono di non accedere nelle strutture alle persone che hanno fatto viaggi in Cina nell’ultimo mese o che hanno avuto contatti con persone che ci sono state, o se sono state nella cosiddetta ‘zona rossa’: quel territorio del Lodigiano che comprende Codogno, Castiglione d’Adda, Terranova, Casalpusterlengo, Somaglia, San Fiorano, Bertonico, Castelgerundo, Fombio e Maleo. 

«Quello che consigliamo alle famiglie – ha dichiarato Andrea Cassani – è di limitare il più possibile le visite ai pazienti non ritenute strettamente necessarie, così come le uscite degli operatori, che andrebbero limitate alle emergenze».

Un capitolo riguarda le norme igieniche. È stato ripetuto più volte negli ultimi giorni: è necessario lavarsi bene le mani prima di entrare nelle strutture, o igienizzarle con i disinfettanti posti all’ingresso dei centri. Questo rientra tra i consigli dispensati dal Ministero della Salute, come quello di evitare i contatti troppo ravvicinati, a meno di due metri con le persone. «Ma anche qui si tratta di buonsenso», ha ribadito il sindaco, che ha suggerito inoltre alle strutture di «monitorare gli accessi in RSA» attraverso la richiesta di dati, per consentire una rapida rintracciabilità dei visitatori in caso di necessità. «Non vogliamo schedare le persone – ha detto Cassani – ma così si possono velocizzare i tempi se si dovessero verificare dei casi ci contagio».

I direttori delle strutture hanno confermato il regolare prosieguo delle attività e del lavoro degli operatori: «Le regole rimangono le stesse: chi si sente male o ha la febbre sta a casa», ha dichiarato la direttrice di Fondazione Bellora Vanna Barca. «Siamo abituati – ha aggiunto – alle influenze stagionali; quella di quest’anno peraltro è stata particolarmente pesante e ha portato a qualche decesso. Ma rassicuriamo tutti che siamo pronti a gestire questa situazione». 

«Le persone in questo momento ci chiedono serenità e rassicurazioni», ha detto Caterina Putzu del Camelot, confermando che non ci sarà alcuna “restrizione del servizio”. «La nostra – ha aggiunto Rita Nichele, che gestisce Il Melo Onlus – è una funzione sanitaria e sociale; siamo un punto di riferimento. Noi abbiamo dovuto chiudere i corsi di formazione, l’asilo nido e alcune manifestazioni. Ma i nostri servizi continuano».

Il Melo è una delle location degli eventi di Filosofarti, che è stato rinviato. «Fino al 1 marzo – ha affermato Cassani – non ci sarà nessuna conferenza. Dopo quella data, se la situazione dovesse migliorare, potrebbe riprendere. Ma al momento non possiamo dirlo». 

«Vogliamo condividere con i cittadini informazioni reali, e cercare di limitare il diffondersi di notizie che possano generare allarmismo», ha chiosato l’assessore ai servizi sociali Stefania Cribioli. 

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Pubblicato il 24 Febbraio 2020
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