Gaggiolo: il parcheggio nuovo è deserto, in stazione c’è il caos

Frontalieri e pendolari ignorano i nuovi 70 posti auto appena realizzati grazie al progetto Interreg Smisto, e continuano ad accalcare le proprie vetture intorno alla stazione

Cantello - parcheggi stazione Gaggiolo

Ci si augurava che il nuovo parcheggio realizzato a fianco della rotonda risolvesse, almeno in parte, il problema del grande caos che regna nel parcheggio della stazione di Gaggiolo sulla linea Arcisate-Stabio, ma incredibilmente frontalieri e pendolari ignorano i nuovi 70 posti auto appena realizzati grazie al progetto Interreg Smisto, e continuano ad accalcare le proprie vetture intorno alla stazione.

Questa mattina, a fronte di una cinquantina di posti liberi nel nuovo parcheggio, in quello della stazione la situazione era desolante: tutti gli spazi occupati, vetture parcheggiate impunemente fuori dalle aree di sosta in seconda e terza fila, auto lasciate sopra le strisce pedonali, negli spazi riservati agli autobus e molte letteralmente arrampicate sopra le aiuole.

Una cosa davvero incomprensibile, anche per il sindaco di Cantello, Chiara Catella: «Non riesco a darmi una spiegazione, non è accettabile che un parcheggio nuovo, vicinissimo alla stazione, resti vuoto mentre a poche decine di metri c’è una situazione che ormai non è più tollerabile. Purtroppo come Comune non possiamo intervenire, perché Rfi, nonostante i nostri ripetuti solleciti, non ha ancora predisposto la convenzione per la gestione del parcheggio. Ad oggi quello è uno spazio privato e ci non posso mandare la Polizia locale».

Il parcheggio, aperto pochi giorni fa è completo di tutto, dall’illuminazione alla segnaletica orizzontale, la sosta è gratuita e senza limiti di tempo e la stazione, anche se non è ancora pronto il sottopasso che permetterà un accesso diretto, è raggiungibile a piedi in pochi minuti in tutta sicurezza con un percorso segnalato, lungo marciapiedi e attraversamenti pedonali.

«E’ vero che non è stato possibile inaugurare ufficialmente il parcheggio, cosa che faremo appena completata l’opera con il sottopasso, ma dubito che ci siano persone che non sanno che è stato aperto, anche perché l’abbiamo segnalato con cartelli visibili anche dalla strada – conclude Chiara Catella – E’ vero che la pigrizia di fare qualche passo in più per raggiungere la stazione potrebbe contare, ma faccio appello al senso di responsabilità e all’educazione sia di chi usa la ferrovia, sia di chi, come molti frontalieri, utilizza il car pooling. Anche perché, oltre al disordine che regna nel parcheggio della stazione, si pone un problema di sicurezza. In alcuni momenti c’è un tale numero di auto parcheggiate fuori dagli spazi che in caso di incendio o di malore potrebbe essere difficile se non impossibile l’accesso dei mezzi di soccorso».

di mariangela.gerletti@varesenews.it
Pubblicato il 17 febbraio 2020
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