Gli universitari accolti a Biumo: il quartiere diventa campus diffuso

Comune di Varese e Università dell'Insubria hanno sottoscritto un protocollo per un progetto di riqualificazione edilizia. Un'opera del valore di 10 milioni di euro

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« Entro fine anno voglio arrivare a una prima inaugurazione , magari simbolica, di una decina di letti. Ma è un segno preciso che l’Università dell’Insubria sta lavorando per migliorare la qualità della sua offerta» Così il rettore Angelo Tagliabue ha commentato il progetto di “campus diffuso” che il Comune di Varese vuole realizzare nel quartiere di Biumo Inferiore.

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10 MILIONI E 800.000 EURO
I fondi sono ancora incerti : a breve verrà data notizia del bando di edilizia residenziale pubblica con fondi CIPE a cui ha partecipato Palazzo Estense per riqualificare alloggi di sua proprietà di cui la metà circa non utilizzati perché inagibili. Finanziamenti dovrebbero arrivare anche se non è ancora chiaro quanti.

I dettagli dell’importante progetto di riqualificazione, contenuto in un protocollo d’intesa, sono stati resi noti dal Sindaco Davide Galimberti accompagnati dagli assessori Civati e Buzzetti e dal Rettore dell’ateneo Angelo Tagliabue insieme al direttore generale Marco Cavallotti, il professor Andrea Moriondo delegato del rettore all’accoglienza.

L’opera in sé costerà 10 milioni e 800.000 euro di cui 200.000 per opere migliorative del quartiere quali marciapiedi, illuminazione e un’area ludico ricreativa nel vicino parco di via Arconati .

RIQUALIFICAZIONE DI BIUMO INFERIORE
«Nel dettaglio – ha spiegato l’assessore ai lavori pubblici Andrea Civati – saranno eseguite delle opere che hanno due criteri ispiratori: venire incontro alle richieste dei giovani studenti e riqualificare un quartiere a forte fragilità sociale. L’innesto di giovani in un ambiente rivalutato avrà benefici per l’intera collettività e farà da volano alla ripresa della zona, dove già si stanno attuando degli importanti interventi dall’area stazioni, all’ex Enel sino all’ex falegnameria Fidanza».

64 POSTI LETTO TOTALI
I posti letto totali saranno 64. Una parte sarà collocata  nello stabile comunale di via Cairoli , 48 letti suddivisi in camere doppie e singole, dove si interverrà al primo piano mentre al pian terreno verranno realizzati dei servizi in condivisione. Le altre palazzine sono in via Nicolini, via Frasconi e poi un palazzo storico attualmente in stato di abbandono in via Walder: in totale 16 letti divisi in 12 camere.

Il fine comune è quello di attrarre giovani studenti che, apprezzando la città e la sua accoglienza, decidano quindi di stabilirsi come ha sottolineato l’assessore ai Giovani Francesca Strazzi.
« Questo è un progetto a cui abbiamo iniziato a lavorare anni fa attraverso uno studio sugli stabili e come riconvertirli – l’assessore alle Risorse Cristina Buzzetti – Abbiamo così realizzato un piano impegnativo per le risorse che metteremo in campo ma che è destinato a cambiare il volto di una parte importante della città come il quartiere di Biumo».

L’INSUBRIA POTENZIA L’OFFERTA DEI SERVIZI
Per l’ateneo varesino un risultato che va nel segno del potenziamento dei servizi in favore dei propri studenti: «Noi non abbiamo mire di crescita come numero di studenti – ha assicurato il rettore Tagliabue – ma vogliamo rendere migliore l’offerta agli studenti che così potranno trovare didattica di qualità in un ambiente alla loro portata».

«Gli studenti che scelgono l’Università dell’Insubria provenendo da altre province e da altre regioni, a volte anche altre nazioni, sono sempre di più – ha detto Marco Cavallotti, direttore generale Università degli Studi dell’Insubria – il nostro impegno è quello di accoglierli in una grande casa dove possano sviluppare i loro talenti. Per fare questo abbiamo trovato un alleato nel Comune di Varese, che oggi prevede nuovi spazi per l’ateneo, e per gli studenti in modo particolare, confermando con convinzione di voler caratterizzare Varese come città universitaria. Una residenza universitaria è più che un alloggio per studenti fuori sede: è un luogo di aggregazione che genera vivacità. La collaborazione con il Comune di Varese permette alla nostra università di contaminarsi più a fondo con la città, a beneficio di entrambe».

La trasformazione del quartiere andrà di pari passo anche con il potenziamento dei servizi, soprattutto dei collegamenti con l’area accademica. 

NUOVA PALAZZINA PER LA DIDATTICA
L’università sta lavorando anche per allargare i propri spazi didattici: il progetto di una nuova palazzina accanto al palazzetto di Bizzozero procede. « Stiamo per definire il progetto esecutivo così poi da prepararci al bando – ha spiegato il direttore generale – i fondi arriveranno. Recentemente il Ministro ha parlato di 400 milioni di euro per l’edilizia universitaria. Aspettiamo di sapere quanto potrà arrivare al nostro ateneo così da procedere con gli investimenti previsti». Il futuro dell’attività di docenza, quindi, rimane a Bizzozero mentre il rettorato non si sposterà da via Ravasi: « Quella sede rimarrà attiva e aperta con finalità di rappresentanza e come luogo di cultura aperto alla città».

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Pubblicato il 24 febbraio 2020
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