Milleproroghe? “Chiamiamolo decreto Millepause”
"Governo spaccato e ostaggio dell'ostruzionismo interno", accusano i deputati della Lega Matteo Bianchi, Dario Galli e Leonardo Tarantino
«Dopo ben 40 giorni di trattative e lavori a corrente alternata nelle commissioni parlamentari su un provvedimento neanche tanto complesso, la maggioranza giallorossa partorisce il topolino. Più che Milleproroghe, dovremmo chiamarlo decreto ‘Millepause’».
Lo dicono i deputati della Lega Matteo Bianchi, Dario Galli e Leonardo Tarantino.
«Tra mille interruzioni e rinvii, in commissione abbiamo assistito al paradosso di opposizioni schiacciate dall’ostruzionismo di una maggioranza che non trova accordo su nulla. A tal punto da litigare con il suo stesso governo, rischiando di andare addirittura sotto nella votazione dell’emendamento dei renziani sulla prescrizione. Quando c’era da decidere, il Governo o si è spaccato o ha deciso di non decidere».
«No, dunque, alla fiducia a questo governo capace solo di inserire nel decreto Milleproroghe tante misure microsettoriali invece di programmare interventi strutturali. Come se non bastasse nel provvedimento sono stati tristemente inseriti anche tanti piccoli interventi cosiddetti mancia per i vari deputati. Questo sembra essere l’unico modo che mette d’accordo gli esponenti della maggioranza giallorossa. C’è una crisi economica, ma questo governo preferisce girarsi dall’altra parte. Il Paese e il popolo italiano hanno bisogno di persone capaci, in grado di affrontare i problemi e di risolverli: non di nasconderli sotto il tappeto».
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