“Il miracolo di Cunardo”: a scuola con gli sci

Ottocento fra bambini e ragazzi hanno potuto anche quest'anno cimentarsi nello sci di fondo grazie ad un progetto condiviso fra le scuole e lo Sci Club

Pista Cunardo

L’ora di educazione fisica per gli studenti di elementari e medie dell’alto varesotto la si fa all’aperto e sciando, per merito dell’impegno e della passione dei volontari dello Sci Club Cunardo.

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Ottocento fra bambini e ragazzi hanno potuto anche quest’anno cimentarsi nello sci di fondo grazie ad un progetto condiviso fra le scuole e lo Sci Club, con quello gli organizzatori hanno rinominato “il miracolo di Cunardo”. Le temperature della stagione hanno messo a dura prova la riuscita dell’impresa, ma la tenacia dei volontari ha fatto sì che l’obiettivo fosse raggiunto anche stavolta.

Così gli alunni di elementari e medie – principalmente del circondario, ma con gruppi provenienti anche da Maccagno, Varese e Saronno – nei mesi di gennaio e febbraio hanno visto trasformare la tradizionale ora di educazione fisica in una bella gita all’aperto dove imparare uno sport a contatto con la natura e immersi nel paesaggio del Parco Del Campo Dei Fiori. Un’opportunità altrimenti praticabile solo recandosi in montagna e non alla portata, anche economica, di tutti.

Lo Sci Club di Cunardo, che vanta 73 anni di storia e di passione, è nato nel secondo dopoguerra in quella che viene chiamata “La Schéna frégia” (la schiena fredda): una zona appena fuori dal paese ed esposta a nord dove, rispetto al centro abitato, le temperature sono sempre di qualche grado più fredde e che perfettamente si presta alla realizzazione e conservazione della pista.

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Ma quest’anno la sfida è stata più difficile del solito, con un inverno timido che ha presentato quasi sempre temperature sopra la media e che non ha permesso di aprire l’impianto prima di gennaio, quando solitamente a Natale già si sciava da giorni.

I corsi, tenuti da cinque maestri, sono rivolti ai bambini, ragazzi e adulti, con la possibilità di accedere alla pista sette giorni su sette e di noleggiare in loco tutte le attrezzature. È sufficiente rivolgersi al bar, aperto dalle 8.30 alle 17.00 e gestito interamente dai volontari; il martedì e il giovedì si scia addirittura sotto le stelle fino alle 22.00, grazie alle aperture serali e all’impianto di illuminazione.

“La pista viene creata grazie a tre cannoni da neve, uno dei quali donato dagli amici degli impianti di San Domenico” racconta il presidente Gian Antonio Gianantonio (che ha alle spalle un’esperienza decennale come preparatore tecnico della nazionale femminile e svariate olimpiadi), “ma i cannoni si limitano a fare la neve che le ruspe trasportano lungo la pista, per fare il tracciato la prima volta. Il lavoro grosso lo fanno tutto i ragazzi, ogni giorno, a mano: la neve prodotta la notte, se le temperature ce ne hanno fatta fare, viene rotta col piccone, presa con la pala e la portata lungo tutta la pista, per essere poi schiacciata con gli scii. Ogni giorno un lavoro duro, fatto dagli atleti alla fine degli allenamenti”. Come se chi pratica nuoto si dovesse fermare un’ora in più per trasportare secchi d’acqua avanti e indietro per chilometri, per tenere alto il livello della piscina.

“Non solo –  continua il presidente – i nostri cannoni sono manuali, per cui bisogna seguirli durante la produzione: chi fa la notte non dorme. Ed essendo tutti volontari con altre occupazioni, la mattina dopo si recano direttamente al lavoro, senza passare dal letto. Ma la soddisfazione di poter sciare a due passi da casa e di poter far fare uno sport così bello ai nostri figli e ai nostri nipoti ripaga delle fatiche”.

E il nipote del presidente, Luca Speroni, proprio su questa pista, dove ora insegna, ha imparato a sciare e si è allenato per diventare un campione. L’atleta di Cunardo, classe 1996, ha già conquistato più volte il titolo di campione regionale, per poi diventare campione italiano cittadino lunga distanza, leader di coppa Italia e vicecampione nazionale assoluto. Dei risultati importanti per i quali ci si aspetterebbe allenamenti su chissà quali piste in alta montagna. E invece qui, a meno di 500 metri di altitudine, un team di quasi cinquanta atleti tra bambini e adolescenti, si allena duramente e doppiamente dovendo anche “costruirsi” ogni giorno il luogo dove praticare la loro passione.

“Questo è un anno importante per i nostri progetti” spiega Luca “abbiamo vinto un bando di Regione Lombardia che ci permette di puntare in alto. Per l’anno prossimo potremo dotarci di nuovi cannoni che ad averli avuti quest’anno ci avrebbero consentito di aprire la stagione con un mese d’anticipo, perché riescono a produrre neve a temperature più alte, il che ci garantisce un futuro nonostante gli inverni meno rigidi degli ultimi anni.”

Non solo, il centro fondo di Cunardo mira a diventare un punto di riferimento internazionale di questo sport: “Siamo i più vicini a Malpensa e abbiamo una struttura d’accoglienza che ci consente di ospitare le nazionali estere qui, senza che vadano fino in Valtellina o sulle Alpi. Con questo finanziamento ci doteremo di una pista di ski roll (sci a rotelle, adatti all’asfalto e quindi a tutte le stagioni) e di un poligono di tiro, diventando un punto di riferimento per gli atleti del biathlon”.

Un progetto di sviluppo importante non solo per lo stesso sci Club ma per tutto il territorio, che a caduta vedrebbe aumentare l’indotto delle sue attività grazie alle presenze di atleti, squadre e tecnici da tutto il mondo. Si dice che lo sci sia uno sport completo e in questo caso lo è ancora di più: fa bene al fisico, alla mente e a tutta una comunità. Auguriamoci che questo club di appassionati riesca a realizzare i progetti, è davvero il caso di dirlo, fino in fondo!

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Pubblicato il 08 febbraio 2020
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