“Nazionalismi ed esodi istriani”, sala piena a Belforte
Una sala affollata, un pubblico attento e "appassionato". "ANPI Provinciale ha dato così, con un momento di cultura e conoscenza storica, la propria civile risposta a chi mette a rischio valori di civiltà e democrazia"
Una sala affollata, un pubblico attento e “appassionato”. “ANPI Provinciale ha dato così, con un momento di cultura e conoscenza storica, la propria civile risposta a chi mette a rischio valori di civiltà e democrazia. Varese non merita di essere nuovamente bollata, come qualcuno vorrebbe, come città fascista”, ha scritto Ester De Tomasi.
E così per il Giorno del ricordo il comitato provinciale dell’Anpi ha organizza alla Cooperativa di Biumo e Belforte la presentazione del saggio storico di Remo Calcich “Nazionalismi ed esodi istriani”. Al tavolo dei relatori, con l’autore del libro, Ester Maria De Tomasi, presidente di Anpi provinciale, Cosimo Gerardi, professore di diritto ed economia, Robertino Ghiringhelli, docente di storia all’Università cattolica di Milano, Fabio Minazzi, docente dell’università dell’Insubria di Varese.

Remo Calcich, profugo istriano nato a Pola nel 1940, è scampato alla strage di Vergarolla del 1946, ha trovato rifugio a Brindisi con la madre e la sorella. Prima di questo saggio, Calcich ha pubblicato “italiano con la coda” un romanzo autobiografico dove racconta la vita e il mondo al confine tra le popolazioni slave e quelle neolatine.
Nel saggio “Nazionalismi ed esodi istriani” l’autore spiega come i nazionalismi abbiano impedito di realizzare un progetto unitario europeo. Il nazionalismo italiano e l’irredentismo hanno provocato per quarant’anni a partire dalla fine della prima guerra mondiale una serie di esodi istriani. Nel 1947 la città di Pola è stata svuotata dei suoi abitanti per lo più immigrati italiani. La strada dell’esodo ha coinvolto istriani e triestini fino alla fine degli anni ’50.
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