Da Rabat a Castellanza per l’open day della Liuc

Le aspiranti matricole sono arrivate anche da Roma, Bari, Torino e persino dal Marocco per fare il test di ingresso e conoscere l'offerta formativa dell'ateneo

Generico 2018

C’è chi ha viaggiato tutta la notte in macchina, chi in treno e chi ha preso l’aereo per non mancare all’appuntamento. Sono arrivati da Roma, Bari, Torino e anche da Rabat, la capitale del Marocco per partecipare all’open day della Liuc. Ad accogliere le aspiranti matricole di economia aziendale e ingegneria gestionale all’ateneo di Castellanza c’erano gli studenti e numerosi stand dove ottenere tutte le informazioni necessarie. (nella foto la famiglia El Bouziri)

In aula Bussolati la responsabile dell’orientamento, Antonella Coloru, ha spiegato l’offerta formativa, mentre il direttore del Centro linguistico,  Michele Puglisi, ha condotto la tavola rotonda con i rappresentanti degli studenti, ovvero Lilia Licitra, Federica asperti, Riccardo Bennati, Alessandro Grosso, e i professori Raffaella Manzini e Salvatore Sciascia.

Tra i tanti ragazzi e ragazze assiepati sui banchi dell’Aula Magna ad ascoltare c’era anche Aniss El Bouziri, nato a Legnano da madre italiana e padre marocchino, all’ultimo anno di liceo a Rabat e prossimo a conseguire il baccalaureat, l’equivalente francese della nostra maturità. «Sono interessato al corso di laurea in economia aziendale – ha detto il giovane studente – perché qui alla Liuc c’è anche una specializzazione per diventare manager sportivo che è quello che mi interessa fare nella vita. Quando su internet ho letto il programma di studi mi sono detto: non posso mancare all’open day e così ho prenotato l’aereo e sono partito, naturalmente dopo aver preso informazioni su questa università. L’impatto è stato ottimo».

A attendere Aniss fuori dall’aula c’era tutta la famiglia tra cui il fratello più piccolo (foto sopra). Erano tanti i genitori presenti all’open day, tra questi anche la matricola 247 di economia aziendale uno dei primi laureati della Liuc che accompagnava il figlio ancora in quarta liceo. Per un soffio non ci è scappata una “carrambata” perché  Salvatore Sciascia, tra i professori ordinari più giovani d’Italia, era del corso successivo. Alla Liuc succede anche questo.

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Un momento della tavola rotonda

Se c’è un argomento che ha accomunato quasi tutti gli interventi dei rappresentanti degli studenti è la capacità che ha l’università di seguire i suoi studenti: «Qui non sarete mai un numero… i professori ti seguono e fanno di tutto per non lasciarti indietro… la Liuc ti dà la possibilità di metterti alla prova e di spingerti oltre il tuo limite mentale… questa università ti chiede molto impegno, ma ti restituisce tanto».

Una delle maggiori preoccupazioni della generazione zeta è l’estrema incertezza che c’è sul futuro del lavoro, tema a cui hanno risposto i due docenti presenti. «L’ingegnere gestionale – ha detto Raffaella Manzini direttore della scuola di ingegneria gestionale e prorettore della Liuc – è molto richiesto sul mercato del lavoro perché ha una base di conoscenza scientifica, come tutti gli ingegneri, ma applicata alla tecnologia, in primis a quelle digitali. La caratteristica che lo contraddistingue è la sua capacità di  coniugare la parte tecnologica con quella umana. In particolare gli ingegneri gestionali della Liuc si distinguono per il loro approccio multidisciplinare alla complessità».

«Il manager del futuro – ha concluso Salvatore Sciascia docente di economia aziendale, con delega alla ricerca – deve avere quattro caratteristiche: deve essere visionario, cioè deve vedere quello che non c’è, questo è il motivo per cui insegniamo anche strategia; deve avere la chiarezza e risolvere i problemi; deve avere la capacità di lavorare con gli altri; deve essere agile per essere sempre pronto al cambiamento. La Liuc tutto questo ve lo insegna»

 

di michele.mancino@varesenews.it
Pubblicato il 08 febbraio 2020
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