Gutierrez: “L’epidemia c’è ma è sotto controllo”

Il direttore generale di Ats Insubria risponde al grido di allarme della fondazione Menotti-Bassani

La nuova direzione dell'ATS Insubria

Il direttore generale di Ats Lucas Gutierrez risponde subito al grido di allarme della casa di riposo di Laveno Mombello Menotti-Bassani.

“Stiamo monitorando con attenzione e posso affermare con certezza che la situazione è sotto controllo. Il direttore e il suo personale hanno predisposto tutte le azioni possibili. Le persone contagiate sono state isolate, i protocolli di sicurezza attuati e le strategie sono state attivate fin da subito per gestire al meglio l’epidemia”.

Il direttore Gutierrez afferma di essere in contatto costante con il presidente della fondazione Menotti-Bassani e che Ats sta dando tutto il supporto necessario.

Dalla casa di riposo Menotti-Bassani di Laveno: “Non ce la facciamo più. Abbiamo già 14 morti”

 

“Non neghiamo che ci siano problemi, ma in quella struttura hanno figure di primo livello. Hanno la consulenza di un virologo, un infettivologo, un medico internista. Inoltre sono stati subito fatti i tamponi. Da domani partirà un nostro progetto con Asst Sette laghi e potranno disporre anche di un macchinario mobile per fare gli Rx ai polmoni. Quella struttura è sempre stata eccellente e ha sempre avuto grandissima attenzione verso gli ospiti. Questo virus si diffonde in modi difficili da prevedere e abbiamo situazioni molto differenti in varie realtà. Rispetto ai tanti decessi sappiamo che colpisce più duramente chi ha già problemi”.

Questo è esattamente quello che ci ha detto il dottor Gutierrez. Restano i fatti con 14 morti nella casa di riposo e saremmo solo all’inizio di una situazione che appare drammatica al di là delle responsabilità che non sta ai giornali appurare.

Marco Giovannelli
marco@varesenews.it

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Pubblicato il 13 Aprile 2020
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Commenti

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  1. Scritto da Maurizio Parisi

    Da domani partira’???
    Ma avete capito che il virus puo’ agire anche in poche ore???
    lo avete capito ????
    Un mio paziente stava benissimo, ha lavorato tutto il giorno ed in tre ore
    se n’e’ andato
    No!! non avete capito nulla . nulla

  2. Scritto da Maurizio Parisi

    Non e’ necessario avere una postazione radiologica per fare diagnosi.
    E’ sufficiente un economico e portatile ecografo che in un minuto ti fa
    diagnosi di polmonite quando invece la radiografia puo’ essere negativa.
    E’ necessario un saturimetro. E basta. BASTAA. La cura?
    ossigeno, idratazione, antibiotico per evitare sovrainfezioni batterica ed
    eparina sottocute visto che la morte avviene per trombosi .
    Se inizi subito direttore della ats invece che domani, alcune creature
    possono ancora farcela. Ma……

  3. Scritto da ElisaPgg

    Mi chiedo come si faccia a parlare di situazione sottocontrollo quando il primo appello d’aiuto arriva proprio dal Direttore della Casa di Riposo, che ammette gravi difficoltà di gestione, oltre alla mancanza di materiale medico; il personale è inoltre carente. In questi giorni, percepisco, da familiare di una residente (per giunta, con febbre, ma senza tampone) una situazione di grande disordine e confusione.

  4. ArchiRaf
    Scritto da ArchiRaf

    Davanti al grido disperato della Direttrice Enrica Rossi la risposta, il mantra ripetuto ad ogni piè sospinto è: “E’ tutto sotto controllo.”
    Suona molto come un “non disturbate il manovratore”…

  5. Scritto da Paolo52

    La protervia e l’arroganza contenuti nelle risposte del sig Gutierrez e di altri dirigenti sanitari ATS sono la dimostrazione di come la sanità sia appannaggio di personaggi legati alla politica.
    L’aver sottovalutato o peggio agito con superficialità verso le RSA realtà che dovevano e devono essere protette ha causato contagi e morti.
    Altro che illustrare tabelle e dati statistici, da loro si doveva avere un concreto agire per prevenire e mettere in sicurezza personale sanitario e realtà fragili.
    C’ è da sperare che la magistratura varesina intervenga seriamente per portare alla luce responsabilità e errori nell’agire di chi aveva il dovere di farlo. Ma anche ciò non è più sufficiente occorre trasparenza e fare chiarezza, i notabili a capo della sanità provinciale, superata l’emergenza, devono essere rimossi dagli incarichi che non hanno saputo ricoprire con la dovuta attenzione. Pagati con stipendi favolosi hanno fallito sul piano operativo.

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