L’appello di Confcommercio ai clienti: “Aiutateci a fare rispettare le regole”

I cinque presidenti delle Ascom della provincia di Varese chiedono collaborazione: «Solo così proteggeremo la salute di tutti e potremo continuare a fornire i nostri servizi»

riaperture negozi bar ristoranti 18 maggio 2020 busto arsizio

«Aiutateci a fare rispettare le regole». È l’appello rivolto a tutti i clienti da parte di Confcommercio provincia di Varese, affidato alle parole dei presidenti delle cinque Ascom territoriali (Varese, Busto Arsizio, Gallarate, Saronno e Luino). «Chiediamo la collaborazione e la responsabilizzazione della clientela», dicono Giorgio Angelucci (Varese), Rudy Collini (Busto Arsizio), Renato Chiodi (Gallarate), Andrea Busnelli (Saronno) e Franco Vitella (Luino), «per il rispetto delle prescrizioni, dall’utilizzo delle mascherine fino al distanziamento di un metro, passando per l’uso dei gel igienizzanti e per la disponibilità a farsi misurare la temperatura. Le linee guida contenute nell’ordinanza regionale in vigore riguardano noi commercianti ma riguardano anche i clienti: aiutateci a potere ricominciare a fornirvi i nostri servizi».

In questi primi giorni di riaperture la collaborazione non è mancata, salvo qualche eccezione: «I pochi che si comportano come non dovrebbero, rischiano di rendere inutili tutti gli sforzi fatti fino ad ora. Se l’indice dei contagi dovesse salire, il rischio concreto è di compromettere la Fase 2, con tutte le conseguenze del caso». Ognuno, insomma, faccia la sua parte.

I presidenti invitano i commercianti e gli imprenditori che ancora non hanno messo in atto le norme di sicurezza di mettersi in regola e, piuttosto, di rimandare di qualche giorno la ripresa delle attività. Sempre ai negozianti viene chiesto di imporre alla clientela, senza timore, l’osservanza di quanto previsto in modo obbligatorio: «Non bisogna avere paura a chiedere di alzare la mascherina o di non consentire l’ingresso nel negozio davanti al rifiuto di utilizzare i gel igienizzanti, perché è il cliente “distratto” o refrattario ad essere dalla parte del torto, non il commerciante». Il cliente, da parte sua, deve essere munito di quanto richiesto (vedi mascherina) e deve essere disposto ad accettare le prescrizioni che regolamentano l’accesso alle aree di vendita. Ovviamente non è un obbligo, ma se anche tra clienti diventasse un’abitudine quella di chiedere ad un altro cliente o allo stesso negoziante il rispetto delle imposizioni, «si potrebbe compiere quell’ulteriore passo avanti nella direzione del mantenimento della libertà di uscire di casa e di entrare nei negozi, che tanto faticosamente abbiamo momentaneamente ottenuto».

A mali estremi, estremi rimedi, ci sono poi le sanzioni previste per i trasgressori. In caso di mancato rispetto delle regole di sicurezza all’interno dei locali di tutti i generi di vendita al dettaglio, sia il gestore che il cliente possono incorrere in una sanzione da un minimo di 400 a un massimo di 3.000 euro. Per il locale è anche prevista una chiusura immediata da 1 a 5 giorni e un eventuale secondo provvedimento chi chiusura deciso dalla prefettura per un periodo di minimo 5 giorni e massino 30. I controlli ci sono e verranno intensificati. «L’auspicio», concludono i cinque presidenti Ascom, «è che il numero di verbali non esploda perché ciò dimostrerebbe che cliente e commerciante hanno capito come affrontare assieme l’emergenza e come uscirne».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 maggio 2020
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