Preso il rapinatore delle farmacie di Lonate e Samarate
L'uomo è stato fermato a Milano con la stessa auto e gli stessi indumenti usati per i colpi messi a segno ieri mattina nei due comuni attorno a Malpensa. Parte dei soldi usati per la droga

È durata poco la fuga del rapinatore che ieri ha messo a segno due colpi in due diverse farmacie di Lonate Pozzolo e Samarate, il primo tentato e il secondo portato a termine. I Carabinieri della Compagnia di Busto Arsizio hanno subito fermato l’autore.
Doppia rapina in farmacia a Samarate e Lonate, caccia al malvivente
Solamente alle prime ore della notte, al termine di una lunga serie di accertamenti, l’autore della rapina e della tentata rapina avvenute nella stessa mattinata di ieri, mercoledì 13 maggio, alle farmacie di Samarate e Lonate Pozzolo è stato sottoposto a fermo e condotto al carcere di San Vittore a Milano. Alcune ore prima, infatti, i Carabinieri della Compagnia di Busto Arsizio lo avevano rintracciato e bloccato a Milano, in zona ospedale Sacco, dove l’uomo si era recato dopo aver commesso i due reati.
Gli stessi Carabinieri, una volta condotto l’uomo, un 50enne pluripregiudicato di origini romane, nella caserma di Busto Arsizio, sono riusciti a ricostruire l’esatta dinamica degli eventi ed avere piena certezza delle responsabilità del rapinatore, anche grazie ai riconoscimenti da parte delle stesse vittime delle rapine.
Il rapinatore, infatti, vanta una lunga serie di reati, in particolare furti, rapine e altri reati connessi alle sostanze stupefacenti. Attualmente risulta, di fatto, senza fissa dimora e tossicodipendente.
Ieri, mercoledì, si è reso protagonista di due reati in 15 minuti. Prima la tentata rapina ai danni della Farmacia “dott. Castelletti” di Lonate Pozzolo, frazione Sant’Antonino, da dove, entrato poco prima delle ore 9.00 circa, si è allontanato a mani vuote a causa della reazione del titolare del negozio. Poi è stato il turno della rapina ai danni della Farmacia “Mosca” di Samarate, via Vittorio Veneto n. 35, da dove invece, entrato alle 09.15 circa, ha minacciato le dipendenti con un taglierino e si è fatto consegnare la somma contante di circa 400 euro.
Da quel momento sono scattati gli accertamenti da parte dei Carabinieri: una testimone ha indicato l’autovettura con cui il rapinatore si era allontanato; un secondo testimone ha fornito invece importanti indicazioni sulla targa del veicolo. L’incrocio dei dati ha consentito, dopo alcuni controlli, di individuare l’auto che risultava intestata ad una società di noleggio; in realtà le rapide verifiche eseguite dagli investigatori consentivano di appurare che la vettura era stata acquistata da un privato ma che ancora non era stato trascritto negli archivi il relativo passaggio di proprietà.
Il “nuovo” proprietario del mezzo è risultato un anziano della provincia di Roma; una veloce verifica sui familiari dell’uomo ha fatto emergere un figlio – il rapinatore – pluripregiudicato ed in effetti da molti anni trasferitosi in Lombardia, tra le Province di Varese e Milano. Il confronto tra le foto segnaletiche dell’uomo e quelle dei sistemi di video sorveglianza della farmacia rapinata ha consentito – dopo circa due ore – di avere già identificato l’autore dei due reati.
Il transito della vettura sotto alcuni varchi “lettore targa” e la localizzazione del telefono cellulare dell’uomo ha consentito, infine, ai Carabinieri di rintracciarlo a Milano; bloccato e sottoposto a perquisizione è stato trovato in possesso del veicolo utilizzato per darsi alla fuga dopo i due eventi delittuosi (l’autovettura del padre), della maggior parte del denaro contante, frutto della rapina consumata, e con addosso gli stessi vestiti che aveva durante la rapina e la tentata rapina (tra i due eventi l’uomo si era cambiato solo la parte alta degli indumenti, la maglia, rimanendo invariati invece pantaloni e scarpe). La rimanente parte mancante del bottino era stata spesa per acquistare due dosi di eroina e una di cocaina che gli sono state trovate addosso.
Per questo motivo il rapinatore è stato inevitabilmente, inoltre, segnalato alla competente Autorità amministrativa sia in quanto assuntore abituale di sostanza stupefacente sia in quanto, nonostante la mascherina indossata – in realtà utilizzata quale metodo di travisamento – inadempiente alle prescrizioni in vigore anticontagio da Covid – 19.
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