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Alessandro Alfieri e Matteo Bianchi a Varese per parlare d’Europa

Al centro dell'incontro di lunedì le opportunità che i fondi in arrivo dall'Unione europea offrirebbero al nostro paese, ma anche le condizioni perché questi soldi possano essere utilizzati in modo efficace

conferenza europa varese

Il ruolo dell’Europa e le opportunità che i prossimi interventi europei garantiranno all’Italia, ma anche i rischi a cui potrebbe andare incontro il Paese. È stata una serata di discussione quella che si è tenuta sul palco della tensostruttura ai Giardini estensi di Varese lunedì 21 settembre. All’incontro “L’Europa e i cittadini” organizzato dal Comune di Varese, Commissione europea e Anci sono intervenuti i due parlamentari Alessandro Alfieri (senatore del PD) e Matteo Bianchi (deputato della Lega). Insieme a loro sono saliti sul palco anche Massimo Gaudina, capo della rappresentanza della Commissione europea a Milano, Carmine Pacente, presidente del dipartimento Europa, cooperazione internazionale di Anci Lombardia, il sindaco di Varese Davide Galimberti e l’assessore alle politiche giovanili Francesca Strazzi.

«Si tratta – ha introdotto la discussione il sindaco di Varese Galimberti – di un’occasione per confrontarsi sui prossimi interventi dell’Unione europea. In Italia arriveranno moltissimi fondi ed è importante che questi soldi vengano utilizzati per il rilancio del nostro Paese e dei singoli comuni». «Nutro grandissima speranza – ha poi aggiunto l’assessore Strazzi – per questo progetto che non si rivolge solo alle necessità del presente, ma è pensato per per le generazioni che arriveranno dopo di noi».

«Non si è mai parlato così tanto di Europa – ha spiegato Massimo Gaudina -. Quello che sta accadendo in questi giorni sta mettendo le basi per il futuro dell’Unione. Stiamo cercando con tutte le nostre forze di uscire da una tragedia che ha colpito la Lombardia per prima in tutto il continente. La Commissione europea ha lanciato una campagna di finanziamento per la ricerca del vaccino contro il Coronavirus, la sua produzione in massa e la distribuzione delle dosi nei 27 paesi europei e poi nel resto del mondo. La commissione inoltre emetterà dal prossimo anno 750 miliardi di obbligazioni per sostenere la ripresa, e con 250 miliardi l’Italia sarà la nazione che più ne beneficerà. Un grande intervento che si concentrerà sullo sviluppo in ottica di sostenibilità ambientale e digitalizzazione».

«È necessario – ha però aggiunto Carmine Pacente – potenziare la qualità dell’amministrazione pubblica, affinché sia in grado di cogliere le opportunità messe a disposizione dall’Unione europea e soprattutto riesca a sfruttarle per lo sviluppo del territorio. I dati mostrano infatti che nel nostro paese le disuguaglianze territoriali spesso aumentano nonostante gli investimenti sempre crescenti da parte dell’Unione. Una classe dirigente seria mai come in questo momento dovrebbe occuparsi di questo problema. Il Coronavirus farà arrivare una quantità di risorse infinitamente più grande e questi fondi dovranno essere utilizzati per un vero rilancio strutturale del paese».

«L’Europa – commenta il senatore Alessandro Alfieri – è nata su basi di solidarietà e durante l’emergenza ha dovuto dimostrare di essere capace di intervenire per aiutare gli stati a superare sfide impossibili da superare da soli. Oggi tema non è più dove trovare i soldi, di soldi ce ne sono una valanga. La domanda è come farli arrivare velocemente sul territorio. Per uno sviluppo davvero trasversale servirà uno sforzo da parte di tutte le istituzioni. Sarà necessario ideare dei progetti ampi e strutturati, piuttosto che concentrarsi su tante piccole iniziative prive di una vera progettualità alle spalle».

«In questi mesi – ha però criticato il deputato Matteo Bianchi – il coinvolgimento delle opposizioni è stato superficiale e di facciata. È arrivato il momento che il Governo coinvolga il Parlamento in modo adeguato. Il Recovery plan mostra che da parte di tutti gli schieramenti ci sia la consapevolezza che nel nostro paese esistano alcuni chiari problemi strutturali. Bisogna rafforzare il servizio sanitario nazionale, potenziare le autonomie locali, rendere più puntuali i pagamenti della pubblica amministrazione, migliorare il coinvolgimento dei privati, così come il funzionamento della pubblica amministrazione e ridurre i tempi della giustizia. Non possiamo continuare a farci guerre che spesso risultano ideologiche. Abbiamo il dovere di selezionare due o tre punti di importanza fondamentale e su questi trovare un terreno comune che ci permetta di svilupparli al meglio».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 Settembre 2020
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