Ad Arnate timori, ma anche sostegno per la Casa dei senzatetto. “Persone da aiutare”

Nel quartiere è stata lanciata una petizione contro la casa di accoglienza. Ma ci sono anche persone coinvolte nel progetto e voci che invitano a superare la diffidenza

Arnate generiche

Dopo l’annuncio ufficiale sulla scelta di uno stabile comunale ad Arnate, cresce l’esperienza della “Casa di Sant’Eurosia”. Cresce la rete di gruppi che s’impegnano per raccogliere donazioni – come ci raccontava già monsignor Riccardo Festa – e anche ad Arnate c’è chi ci crede.

Nel quartiere c’è un po’ di preoccupazione di alcuni, è stata lanciata una petizione di protesta (coordinata da alcuni commercianti), c’è chi ha giurato che non metterà un euro nel progetto. Ma l’intervento rivolto alle persone in situazione di difficoltà non trova solo opposizione, c’è anche – appunto – chi ci crede. A farsi un po’ interpreti di questa parte di residenti del quartiere sono due voci espressione di Arnate, il consigliere comunale Germano Dall’Igna, a titolo personale, e il presidente della Consulta rionale Arnate-Madonna in Campagna Marco Castoldi, che invece parla a nome del “parlamentino”.

«Sono d’accordo sull’utilizzo dei locali del vecchio oratorio, che da anni erano lasciati non utilizzati e da sistemare come manutenzione» dice Germano Dall’Igna, eletto nelle file di Forza Italia. «Le persone che saranno ospiti nella Casa di Sant’Eurosia non credo siano diverse da quelle che frequentano da anni sia la Casa di Francesco che il Ristoro del buon samaritano, in centro, e che non hanno mai creato per quello che ne so problemi di ordine pubblico».

«La consulta rionale, che ha partecipato alla giornata del voto alla Madonna in 12 settembre, dove il progetto é stato comunicato pubblicamente, condivide l’obiettivo della Chiesa Gallaratese» dice anche Marco Castoldi, che presiede la Consulta Arnate-Madonna in Campagna. Non è appunto la posizione personale, ma quella della Consulta, che si è confrontata nel merito.

Castoldi non rinuncia anche ad una critica a chi ha avviato una iniziativa di protesta: «Purtroppo rimane il rammarico di non essere stati coinvolti dai residenti e commercianti che hanno preferito seguire la via della petizione piuttosto che rivolgersi alla consulta rionale che come organo consultivo si sarebbe prestata volentieri a raccogliere tutti i malumori/preoccupazioni attivandosi con chi di competenza per fornire le rassicurazioni del caso».

Il 20 ottobre è in programma una serata «che la consulta ha deciso di dedicare a commercianti ed associazioni per raccogliere idee e suggerimenti per valorizzare i rioni di competenza», anche in vista del Natale. Magari un modo per riprendere un dialogo tra favorevoli e contrari, senza muro contro muro.

Anche il consigliere comunale Dall’Igna capisce anche le resistenze di chi, anche nell’incontro in basilica di settimana scorsa, ha espresso perplessità. «Tutte brave persone che tanto hanno dato negli anni e sempre pronti ad aiutare chi ne ha bisogno, senza renderlo pubblico come vuole la vera carità. Io sono certo che avranno modo di cambiare opinione, solo il tempo ci darà ragione. A mio parere è paura del diverso e semplice timore della novità».

La comunità cristiana di Gallarate s’impegna a creare una casa “per chi non ha casa”

Anche se il Comune, di per sé, non c’entra direttamente, Dall’Igna assicura anche un impegno dal punto di vista istituzionale: «Come presidente della commissione Servizi sociali ho dato la mia disponibilità all’assessore Stefania Cribioli per venire incontro alle preoccupazioni dei cittadini di Arnate e alle varie esigenze per la realizzazione di questo progetto di casa di emergenza di Eurosia».

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 12 Ottobre 2020
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