L’aereo al posto del Frecciarossa: a Malpensa la sfida di Ego Airways
La nuova compagnia di base a Malpensa punta a partire nell'estate 2020, assicurando voli su scali minori e voli "feeder" a breve raggio verso il principale aeroporto del Nord
Prendereste un volo per andare da Malpensa a Verona o a Venezia? Probabilmente no. Ma se da Verona dovete andare a New York, l’idea diventa meno balzana: se già si deve prendere partire da Milano Malpensa, perché non iniziare il viaggio già in aereo dalla città veneta? È un po’ l’idea alla base di Ego Airways, compagnia made in Italy che farà base a Malpensa.
Il progetto è avviato da un anno: la compagnia è stata fondata il 29 luglio 2019, è oggi guidata dal Ceo Matteo Bonecchi e dal Coo Edoardo Antonini, è in attesa del rilascio del Coa (il certificato di operatore aeronautico), vanta un aereo (con marche tedesche) già in livrea, atteso anche a Malpensa.
Al di là delle dichiarazioni di stile italiano e cura al cliente, il centro del business è da cercare nell’idea di operare voli feeder su Malpensa, vale a dire collegamenti “locali” che vadano ad alimentare i voli a lungo raggio operati dal principale scalo aeroportuale di Milano.
Operazione non facile, concordano gli osservatori nel mondo dell’aviazione civile. Il bacino, però, esiste, considerando che a Malpensa c’è (c’era, prima del crollo legato all’emergenza Coronavirus) un network di destinazioni intercontinentali non disprezzabile. Nel 2019 si pensava che la compagnia lungo raggio di riferimento principale fosse Air Italy, poi finita gambe all’aria proprio all’inizio del 2020, annus horribilis.
L’ultimo aggiornamento parla di operazioni di volo programmate per l’estate 2021e aereo (Aoc) e naturalmente dagli effetti del Covid-19. Secondo le previsioni dovrebbe usare Embraer E190 ed E195, aerei da cento posti circa adatti a voli a bassa domanda e con costi di esercizio ridotti. Tre settimane fa ha lanciato un programma di assunzioni.
Da Milano Malpensa dovrebbe servire inizialmente sette destinazioni: Verona, Venezia, Firenze, Pisa, Pescara, Lubiana (ma si parlava in altra fase di Trieste). Ci sarebbe poi l’intenzione di servire anche scali periferici come Forlì e Parma, aeroporti che hanno un numero di voli molto ridotto: in questo caso il nuovo vettore punterebbe al mercato interno verso il Sud Italia, Sardegna, Sicilia e Puglia.
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