“Varese risparmiata dalla prima ondata, torniamo all’atteggiamento premuroso e attento di quei giorni”

Il sindaco di Varese, Davide Galimberti, risponde in diretta su VareseNews alla lettera di una cittadina che chiede provvedimenti più stringenti per la città: " Tutti quanti siamo consapevoli che non possiamo permetterci un nuovo blocco del paese"

Generica 2020

«Seguiamo tutte le regole ma non succede nulla». È da questa considerazione di Silvia, l’autrice di una lettera che sta facendo tanto discutere (LEGGILA QUI), che il Sindaco di Varese Davide Galimberti ha iniziato a rispondere in diretta su VareseNews. «Sono stato colpito dalla sua lettera -ha detto nell’intervista ad Alessandra Toni- perchè interpreta il sentimento di tanti cittadini che mi hanno scritto cose analoghe. Sollecitazione che arrivano dalla parte di cittadini più attenti e questa consapevolezza deve essere trasmessa anche ai cittadini meno attenti».

Il primo cittadino di Varese non nasconde che «la situazione oggettivamente complicata ed è ancora più sentita nella nostra provincia perché la prima ondata l’abbiamo sentita in maniera marginale». Parlando di dati Galimberti spiega come «noi a Varese abbiamo a ieri 527 positivi e circa 400 persone guarite, ma è indubbio che non possiamo considerare alcuni aspetti: la fascia più colpita oggi è quella che va dai 30 ai 60 anni, quella meno colpita da 0 a 14 anni». Proprio sulla base di questi dati sui più giovani il sindaco tende ad escludere un’immediata chiusura delle scuole perchè «con questi numeri rimettere in lockdown il sistema scolastico dei più piccoli creerebbe solo disagi ai ragazzi e alle famiglie».

«A differenza della prima ondata si sono avute maggiori difficoltà nei primissimi giorni nel far passare il messaggio dell’effettiva pericolosità di essere alla vigilia di una nuova ondata forse più tremenda e terribile rispetto alla prima» dice Galimberti, ricordando come «qualche settimana fa abbiamo dovuto mettere in campo la polizia locale per multare le persone che non indossavano la mascherina». Quindi «questa situazione è inaccettabile verso quell’atteggiamento premuroso e attento fondamentale per un cittadino che tiene alla salute di tutti»

Ma quindi cosa fare oggi? «Cercare di mettere in atto sempre di più e in maniera sempre più scrupolosa le abitudini che ci vengono dette e imposte per fare in modo che alcune attività essenziali per la vita comune possano proseguire con le dovute regole e attenzioni, oltre a rinviare quello che può essere rinviato di due o tre settimane». Galimberti anticipa anche come si stia pensando «ad una serie di provvedimenti che in funzione del monitoraggio e delle situazioni che viviamo in città possono essere essenziali per ridurre il numero dei contagi. Sono fiducioso rispetto al fatto che l’inversione di alcuni atteggiamenti porterà ad una riduzione significativa della circolazione del virus. Tutti quanti siamo consapevoli che non possiamo permetterci un nuovo blocco del paese».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 Ottobre 2020
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