Risse urbane e gang: il lato oscuro degli adolescenti

Gli educatori de LaBanda affrontano il tema con i ragazzi a partire dai fatti di cronaca e ponendo l'accento sul ruolo dei social e distanze

Generica 2020

Perché sono sempre più diffuse le risse urbane e le gang tra adolescenti? I social network diventano lo strumento organizzativo per la guerriglia, ma anche il palcoscenico perfetto per postare “l’evento”. E mostrano il lato più scoro dei ragazzi.
“Hai capito come succede? È un fenomeno che coinvolge ragazzi della mia età e anche più piccoli, credono di essere invincibili e vogliono dimostrarsi più forti degli altri”, dice Mauro (nome di fantasia). Lui sapeva con qualche giorno di anticipo cosa sarebbe successo: era stato avvisato da conoscenti tramite i social.

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Quanto può essere “potente” e “sconquassante” per un adolescente ricevere un insulto o percepire che altri coetanei mettano in discussione e svalutino la propria persona davanti al mondo intero. Quella “derisione” sarà visibile a tutti, verrà condivisa decine, centinaia di volte e gli effetti sulla psiche di un giovane alla ricerca della propria identità sono potenzialmente devastanti.
Ai tempi dell’analogico la reputazione veniva costruita e conquistata nell’ambito della scuola, del quartiere, del paese. Ora il territorio si è esteso a macchia d’olio. I luoghi, seppur lontani fisicamente, sono ininterrottamente interconnessi. Questo, tra le altre cose, ha agevolato la facilità con cui gang di giovani, separate da chilometri di distanza, riescono ad organizzarsi per dei “regolamenti di conti”.

Anche la dimensione del gruppo è un aspetto di rilievo, come lo è sempre stato nel corso degli anni. Un tempo, la dimensione veniva limitata da impedimenti oggettivi dati dalla distanza fisica tra i giovani e, per questo, il gruppo rimaneva “ristretto” a pochi ragazzi dello stesso paese, comune, quartiere. Il gruppo come fonte di protezione e di senso d’appartenenza, benché in passato limitato a pochi elementi appartenenti a quel territorio.
Con l’avvento dei social network tutto è cambiato, tutto è interconnesso e i concetti di dimensione e distanza assumono accezioni differenti. Ora, grazie a loro, vi è la possibilità di raccogliere adesioni, stringere alleanze e schierarsi nettamente da una parte, piuttosto che dall’altra, anche se non vi è la possibilità di conoscersi e frequentarsi personalmente. Vengono così a crearsi le “gang” allargate, pronte a muoversi in massa per difendere l’onore e la rispettabilità dei propri membri.

La scelta del luogo dello scontro non è secondaria: deve essere centrale e visibile a tutta la comunità, per “mettersi in scena” e acquisire popolarità sui social.
“Loro pensano di essere come i ragazzi dei ghetti americani o delle banlieue parigine, ma non sanno cosa vuol dire. Io, in quei quartieri di Parigi ci ho vissuto e non si scatenano risse solo per insulti via social – continua Mauro – Anche la musica è importante, ci sono dei rapper nati nell’ultimo anno che stanno contribuendo a portare violenza con i loro testi e i ragazzi della mia età li prendono d’esempio”.

La musica, sfogo rabbioso verso una società e un mondo degli adulti così scollato da quello adolescenziale, ha sempre caratterizzato l’espressione degli adolescenti: punk, grunge, rap, trap, per citarne alcuni.
Certi artisti si sono fatti portavoce (aggiungendo carichi emotivi talvolta eccessivi) del malessere dei ragazzi e delle loro mancanze. Tuttavia, spesso, nei ragazzi sembra sia venuto a mancare il senso critico dettato dal “timore” di mettere in discussione se stessi, il gruppo di appartenenza scelto e i valori condivisi.

Questi fenomeni dilaganti aprono dunque a diverse riflessioni, dalle quali il mondo degli adulti non deve fuggire o minimizzare. Porre attenzione su cosa vogliono comunicarci gli adolescenti è il primo passo per ridurre lo strappo tra adulti e ragazzi che, inevitabilmente, non potrà mai essere ricucito del tutto.
Ma di questo ne siamo consapevoli.

Per proporre temi, dubbi o quesiti agli esperti dell’Equipe minori LaBanda per le pillole di pedagogia della rubrica Adolescenti nei VentiVenti scrivere a festivaldelleducazione@labandacoop.it.

di
Pubblicato il 26 Gennaio 2021
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