A Castellanza arriva Spesa in Comune, l’e-commerce dei piccoli negozi di vicinato

Il comune di Castellanza ha deciso di mettere gratuitamente a disposizione dei suoi esercenti “Spesa in Comune”, una piattaforma di e-commerce promossa da Anci

Spesa in Comune a Castellanza

Per restare sul mercato è ormai d’obbligo essere su internet, ma i costi per aprire e gestire un negozio sul web a volte sono troppo alti per i piccoli commercianti. Il comune di Castellanza ha quindi deciso di mettere gratuitamente a disposizione dei suoi esercenti “Spesa in Comune”, una piattaforma di e-commerce promossa da Anci.

Il software nasce dall’esigenza di promuovere le attività, soprattutto quelle locali e di nicchia, aiutandole a superare il periodo di crisi generato dal lockdown forzato. I servizi proposti sono l’acquisto online, le consegne a domicilio e il takeaway. «Abbiamo voluto questo strumento – ha dichiarato Mirella Cerini, sindaco di Castellanza, durante la conferenza stampa di presentazione del progetto – sia per aiutare i nostri negozianti a vincere la sfida della ripresa, sia per accompagnarli verso un commercio più tecnologico e all’avanguardia. Sappiamo che le caratteristiche dei negozi fisici sono uniche e insostituibili, ma riteniamo che il futuro sia multicanale, e dovrà sempre più affiancare l’esperienza fisica ai sistemi di vendita online. Noi siamo tra i primi nel varesotto a fornire a titolo gratuito Spesa in Comune e speriamo di ispirare altre città ad agire».

La prima fase da affrontare, come spiegato da Lisa Letruria consigliera delegata al commercio, sarà quella di «raccogliere le adesioni e Castellanza si è già messa in contatto con più di 250 commercianti, pronti ad entrare nel mondo dell’e-commerce. Non dobbiamo informare solo in venditori – ha spiegato la consigliera – ma anche i castellanzesi che potranno consultare Spesa in Comune direttamente dal nostro sito».

«Con Spesa in Comune – ha spiegato Francesco Biacchi della società Emilia Lab – si vuole creare una rete nazionale di comuni con cui si possano informare i cittadini sulle iniziative ed imprese presenti sul loro stesso territorio. Quando un utente cerca un bene o un servizio online – ha continuato Biacchi –, spesso trova solo le grandi multinazionali, a discapito dei commercianti locali: il nostro software vuole proprio evitare questo problema e dare voce anche ai più piccoli».

La piattaforma è costruita in modo da risultare di semplice utilizzo, con un’interfaccia è simile a quella di Facebook che permette di registrare il proprio negozio e creare una vetrina con un limite di 250 prodotti in vendita. I beni e i servizi acquistabili sono affiancati dal servizi di prenotazione, che evita la perdita di tempo ma soprattutto impedisce il possibile contagio.

La piattaforma non viene solo incontro agli imprenditori ma anche ai consumatori: infatti, è possibile effettuare a preferenza il pagamento online oppure direttamente in negozio, usufruendo del takeaway. «Vogliamo portare la gente in negozio – ha aggiunto il rappresentante di Emilia Lab – in modo che si crei quella connessione tra consumatore e venditore che sta alla base del commercio. Il nostro strumento vuole anche attrarre la clientela non abituale e turistica». La società creatrice di Spesa in Comune riceve sempre più richieste di attivazione del servizio da città di tutta Italia. «In questa fase covid – ha concluso Biacchi – è nato un grande senso di cittadinanza: ci sono sempre più persone pronte ad aiutare i commercianti. Sono entusiasta che il nostro software possa essere un mezzo di questa solidarietà».

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Pubblicato il 11 Febbraio 2021
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