Elezioni a Varese, la Lega mette in campo il “metodo Reto”

Il coordinatore della campagna elettorale di Roberto Maroni racconta a che punto è la coalizione del centrodestra, le novità nel Carroccio e le prospettive in vista del voto in autunno

mirko reto

La campagna elettorale a Varese non è ancora entrata nel vivo. Lo slittamento in autunno delle elezioni amministrative, insieme alla persistente situazione di emergenza pandemica, ha portato ad un rinvio degli eventi e delle presentazioni pubbliche, sia dal vivo che sulle varie piattaforme sul web. Ma dietro le quinte il lavoro di costruzione dei programmi e delle squadre che si contenderanno Palazzo Estense va avanti a ritmi serrati.

A coordinare il lavoro per la Lega è stato chiamato Mirko Reto, 45 anni da compiere, imprenditore e sindaco di Casciago, nato e cresciuto a Varese, con un’esperienza ventennale nel Carroccio: un lavoro in sezione, da militante, con qualche incarico amministrativo (assessore a Travedona Monate e poi primo cittadino casciaghese dal 2019) prima di essere nominato coordinatore per il Nord della provincia e responsabile della campagna elettorale di Varese lo scorso novembre.

«Un percorso cominciato qualche mese fa e che sta dando buoni frutti – spiega Reto -. Una strada che ha nel progetto complessivo il punto chiave: far tornare Varese una città dove è bello vivere».

Tra le tre grandi città che vanno al voto, Varese è l’unica dove il centrodestra ha trovato una quadra che nessuno mette in discussione. Qual è la ricetta?
«La vera unione è Roberto Maroni, il nostro candidato sindaco intorno al quale si sono riuniti i partiti e i movimenti che fanno parte della coalizione. Tra noi c’è condivisione e serenità nell’affrontare i temi. C’è un progetto per Varese, abbiamo idee e una squadra di professionisti e persone attente alle esigenze della città, dalle piccole cose ai grandi progetti».

Lei è la persona che, famiglia a parte, è stata più vicina a Roberto Maroni in questi mesi…
«Sì, ci sentiamo ogni giorno, sono stato con lui nei momenti più delicati e abbiamo programmato incontri con diverse realtà cittadine, associazioni, aziende. Bobo c’è, lotta ed è pronto ad affrontare la campagna elettorale».

A proposito, quando comincerà davvero la campagna elettorale?
«Manca poco, credo che dopo Pasqua sarà un crescendo. Il percorso è lungo, c’è tempo e sarà lunga. A settembre ci sarà il clou, speriamo anche di poter tornare a coinvolgere le persone sul territorio, me lo auguro di cuore, per tutti».

Lo schema della coalizione di centrodestra è quello annunciato con sei liste: Lega, Fratelli d’Italia, Noi con l’Italia, Forza Italia, Lista Maroni – Varese Ideale e una lista legata al nome di Roberto Maroni?
«Sì, lo schema è quello, ma siamo aperti a nuovi contributi. Il programma è in fase di definizione. Al di là dei nomi, è quello che farà da unione e da guida».

mirko reto

C’è qualche nome che si può già anticipare, sia per la Lega sia per la lista civica di Maroni?
«Per quanto riguarda la Lega ci saranno sicuramente Barbara Bison (papabile candidata sindaco prima dell’ufficializzazione di Maroni, ndr) e il segretario cittadino Cristiano Angioy, oltre ai consiglieri uscenti che garantiscono esperienza e continuità, ma anche diverse novità, giovani che si sono messi a disposizione con entusiasmo e voglia di fare. La lista civica è quasi pronta: ci saranno anche qui gli uscenti Rinaldo Ballerio, Luca Boldetti e Valerio Vigoni, affiancati da una serie di professionisti, esponenti del mondo dell’imprenditoria, dell’associazionismo, dello sport. Sarà una lista valida e ricca di valore».

Quali saranno i temi principali della campagna elettorale, anche a fronte dei 5 anni di amministrazione Galimberti?
«Arriviamo da un periodo di grandi proclami, ma sostanzialmente di stallo. Tante promesse e tanti progetti che erano già stati messi in campo dalla passata amministrazione. È mancato l’ascolto delle istanze della città, è mancato il coinvolgimento delle associazioni sportive, delle realtà cittadine, dei varesini in generale. Noi vogliamo ridare alla città il suo ruolo, valorizzare le bellezze e le eccellenze, tornando ad essere punto di riferimento per tutto il territorio. Lo sport, il turismo, la cultura: vogliamo ridare dignità a tutte le realtà che danno valore alla città. E la sicurezza: non esiste che in certi punti di Varese si abbia paura a camminare serenamente, piazza Repubblica ma non solo. Serve recuperare il controllo del territorio, in collaborazione con le forze dell’ordine, tornare ad avere una città tranquilla dove una mamma può andare a prendere un gelato alle 9 di sera senza sentirsi in pericolo. Novità e progetti ne abbiamo in testa tanti, li scoprirete tutti».

La Lega di recente ha avuto un’importante riorganizzazione che è arrivata fino al commissario. Oggi qual è il suo ruolo e non si sovrappone a quello del segretario cittadino Angioy?
«Io coordino la campagna elettorale, Cristiano Angioy la sezione cittadina: ha la sua autonomia, che poi trova una sintesi nei progetti che poi saranno nel programma elettorale. Stesso discorso per quanto riguarda i responsabili degli enti locali Fagioli e Martegani, con cui c’è un’amicizia di vecchia data e affinità di vedute. Con Gualandris c’è un rapporto di collaborazione quotidiano, un confronto positivo e produttivo: lui ha il compito di traghettare il partito al congresso provinciale, che dovrebbe essere dopo le elezioni. Io ho già dato la mia disponibilità a candidarmi, mi aspetto che ci sia un’apertura e un coinvolgimento dei militanti, della base. La Lega è da sempre in mezzo alla gente, deve tornare nelle sezioni. Anche la campagna elettorale di Varese sarà così, tra la gente, incontrando e ascoltando per poi fare sintesi e proposte. Spero non solo via Zoom, ma anche di persona, pandemia permettendo».

Tommaso Guidotti
tommaso.guidotti@varesenews.it

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Pubblicato il 26 Marzo 2021
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  1. Scritto da carlo196

    A proposito di Maroni penso che i cittadini di Varese che andranno al voto abbiamo il diritto di sapere che tipo di malore e quale intervento il candidato Sindaco ha avuto negli scorsi mesi. Quando ci sono di mezzo personaggi pubblici questo tipo di privacy non ha motivo di esistere.

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