Il Pd di Busto Arsizio: «L’indirizzo di Accam è superato e il sindaco si deve dimettere»

Il segretario cittadino Pedotti spiega la posizione del suo partito in vista del voto di questa sera in consiglio comunale sull'indirizzo del Comune di Busto Arsizio nell'assemblea di Accam

partito democratico

Il Pd prova a mettere dei punti fermi sulla questione Accam e ritiene l’indirizzo che verrà portato in votazione questa sera «superato». Cosa voglia dire lo scopriremo al momento del voto in consiglio comunale dopo che ieri sera in commissione il partito si è astenuto e l’unico voto contrario è stato quello dei 5 Stelle. In una nota il segretario cittadino prova a spiegare la posizione del partito e annuncia di voler andare avanti nella richiesta di dimissioni del sindaco (già lanciata dal candidato sindaco Maggioni) a seguito della pubblicazione di un intercettazione nella quale emerge che il sindaco Antonelli parlava con Nino Caianiello, oggi imputato come vertice di un’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione in seguito all’indagine Mensa dei Poveri, di come era riuscito a ritardare l’apertura del supermercato Coop in viale Duca d’Aosta e ad arrecare un danno economico alla società cooperativa. Di seguito la nota a firma di Paolo Pedotti, segretario cittadino.

Negli ultimi mesi abbiamo assistito a più tentativi di salvare la società che opera da 50 anni per lo smaltimento dei rifiuti del territorio. La gravità della situazione di ACCAM non è di certo una novità per il Partito Democratico cittadino, che sin da prima dell’inchiesta della ‘Mensa dei Poveri’ aveva sottolineato le inefficienze operative e gestionali chiedendo l’azzeramento del CdA e la nomina di un amministratore unico, situazione non verificatasi poi nemmeno a seguito delle note vicende giudiziarie.

La necessità di interventi di manutenzione costanti di un impianto ormai vecchio e superato nel tempo dalle tecnologie di ultima generazione, anche in materia di incenerimento, ha infatti portato a perdite rilevanti nei bilanci dell’azienda. Inoltre, la riduzione dei volumi del conferimento da parte di alcuni comuni soci ha fatto sì che la società perdesse la qualifica in-house, obbligando così tutti gli altri soci a predisporre gare per il conferimento e instaurando così un circolo vizioso. L’incendio alle turbine e la perdita della capacità di termovalorizzazione sono stati l’ennesimo colpo di grazia in una situazione troppo fragile.

Da più di un anno abbiamo chiesto alla maggioranza di indicare una soluzione, anche accogliendo l’invito a collaborare in riunioni aperte a tutte le forze politiche della città, ma non abbiamo ottenuto risposte sufficienti. Da parte nostra abbiamo sottolineato la necessità che il Comune di Busto si attivasse per mantenere sul territorio la gestione del servizio di smaltimento rifiuti, per tutelare i lavoratori e il livello delle tariffe, e abbiamo posto, in maniera altrettanto chiara, la necessità di andare nella direzione di una svolta ecologica per conciliare meglio il tema dei rifiuti con quello della salute e del rispetto dell’ambiente.

Riconosciamo che molti di questi elementi sono contenuti nell’atto di indirizzo all’attenzione del Consiglio comunale di questa sera, ma non possiamo fingere di non vedere come nella maggioranza che dovrà necessariamente gestire con Agesp la partita della Newco con AMGA non c’è unità di intenti e che lo stesso atto di indirizzo è ormai superato dalla bozza di delibera dell’assemblea ACCAM. In tale bozza, inoltre, non emerge – al netto di tutte le considerazioni di natura giuridico-finanziaria sul riparto dei debiti, sul regime in-house, ecc – alcun tipo di ulteriore indagine sulla salute nell’area dove sorge l’impianto, che giustifichi una prosecuzione dell’attività di incenerimento per un tempo congruo a individuare una soluzione alternativa o investimenti atti a ridurre l’impatto sull’ambiente e sulla salute.

Da parte del Partito Democratico non è mai mancata l’assunzione di responsabilità, anche come forza politica di minoranza, di rispondere alle esigenze e ai bisogni del territorio nel suo insieme. Ci chiediamo se davvero non fosse possibile intervenire per tempo, anche alla luce della rivelazione odierna del Corriere della Sera sull’intercettazione telefonica tra il Sindaco e l’esponente forzista Caianiello, su cui chiediamo un urgente chiarimento nell’interesse di tutti i cittadini. Riteniamo venuta meno la nostra fiducia verso il Sindaco e sosteniamo la richiesta delle sue dimissioni avanzata dal candidato Sindaco Maurizio Maggioni.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 04 Marzo 2021
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