Danneggiato il “Sass di biss”, il masso preistorico di Somma scalpellato da ignoti

È un grande masso "rotolato" sulle colline della valle del Ticino migliaia di anni fa e decorato poi dalle popolazioni preistoriche. Forse chi l'ha rovinato in un punto non sapeva neppure il valore

Sass di Biss Somma Lombardo danneggiato

Chissà se sapeva quel che stava facendo, la persona che ha danneggiato (forse con un altra pietra) il Sass di Biss, il masso con incisioni preistoriche ai margini della pineta del Vigano, a Somma Lombardo.

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Il danneggiamento al masso preistorico è stato segnalato da Andrea Zanardi, del Cai di Somma Lombardo, frequentatore della zona e promotore – insieme al Cai – del progetto del Gavs, il sentiero circolare tutto intorno a Somma. «È come a prendere a picconate un monumento» racconta, deluso ed arrabbiato. «Certo la storia ha visto danni peggiori inferti ai monumenti, ma per Somma è un danno pesante. E penso che chi l’ha fatto neppur sapesse il valore di quel che stava intaccando. Vicino al masso ho trovato della spazzatura, mi dà l’idea che sia stato qualcuno che è stato qui, si annoiava e ha iniziato a picchiare sulla pietra».

La porzione scalpellata è chiaramente visibile anche nelle foto, una ventina di centimetri in cui è stata intaccata la superficie – che potremmo dire verdastra – del masso, mettendo a nudo invece l’interno della roccia, più chiara. È un danno irreversibile, a una testimonianza storica che ciclicamente viene intaccata da comportamenti meno invasivi (piccoli fuochi accesi sulla pietra, abbandono di rifiuti)

Il Sass di biss – “sasso dei serpenti” – è una delle testimonianze più antiche di frequentazione dell’area: un enorme masso erratico, di origine glaciale, “atterrato” nel mezzo del bosco oggi noto come pineta del Vigano, nell’area tra Somma Lombardo e Golasecca. La sua isolata posizione lo ha reso, come succede in altri casi, un punto di riferimento e l’ha ammantato di un significato religioso, per le popolazioni preistoriche e protostoriche: sul masso si contano 78 coppelle, incisioni e incavi forse usati per riti e cerimonie, di certo testimonianza del significato per gli antichi abitanti dell’area, forse da ricondurre alla Civiltà di Golasecca, che prende il nome dall’insediamento poco distante, nella valle del Ticino.

I boschi del Ticino sfregiati dalle fiamme. C’è l’ombra dell’incendio doloso

Zanardi, che ha scoperto il danno prodotto sulla pietra preistorica, è anche il promotore del progetto del Grande Anello Verde di Somma, un itinerario circolare che attraversa aree naturali e agricole e tocca anche testimonianze storiche che vanno dalla Preistoria (appunto) fino alla Seconda Guerra Mondiale (del progetto parliamo diffusamente qui, la traccia invece la trovate qui).
In questi mesi il percorso verde ha attratto l’attenzione di molte persone che hanno riscoperto i boschi “dietro casa”. Ma oggi Zanardi non nasconde all’opposto lo sconforto: «Siamo pronti a rendere accessibili a tutti questi luoghi? Ogni tanto mi vien da pensare che sia meglio tenerli poco conosciuti, per evitare danni come questo».

Acque, boschi e storia: camminando sul Grande Anello Verde di Somma

Il Grande Anello Verde di Somma però è nato però per far conoscere, sperando che dalla conoscenza nasca anche l’apprezzamento e una attenzione collettiva ai beni ambientali e storici. Forse domani ci sarà un escursionista che – conoscendo il valore – fermerà un ragazzino (o un adulto) che sta danneggiando una pietra preistorica senza saperlo.

Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it

Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare a VareseNews.

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Pubblicato il 01 Aprile 2021
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