Una grande arena di epoca romana scoperta sotto al paese di Cuvio

Dopo il ritrovamento di bracciali e anfore nel 1913 fa in una precisa zona del paese, i recenti lavori per la realizzazione di un parcheggio hanno svelato la presenza di importanti testimonianze storiche

Generica 2020

A volte il proverbio: “Non tutti i mali vengono per nuocere”, vale ancora.

I lavori in corso che si sono svolti presso il Largo Cappia a Cuvio, hanno creato disagio al traffico per alcuni giorni ma in compenso hanno portato alla luce grosse novità storiche.

Da sempre questo rione del paese è stato chiamato Corte, denominazione a cui nessuno ha saputo dare la spiegazione ma che ora forse ha una sua risposta.

La zona era già stata teatro di ritrovamenti: nel 1913, al di là del fiume, durante gli scavi per la costruzione di una casa, furono ritrovati vasi in terracotta con bracciali e anelli risalenti all’età del Bronzo e ora custoditi presso il museo civico di Villa Mirabello a Varese (foto sotto).

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Di epoca decisamente più recente, sembra del 300-400 d.c., sono i ritrovamenti venuti alla luce durante gli attuali scavi che attraversano la SP 45; ad una profondità di 1,80 – 2 metri, affiorano due file parallele di laterizi, distanziate tra loro di circa 3 metri, lunghe una poco meno di un metro e l’altra oltre 4 metri.

Un ponte o un pezzo di acquedotto romano? Ce lo diranno gli esperti, così come ci chiariranno il mistero dei cinque gradini sempre in laterizio, che sono stati trovati all’interno del vicino parcheggio. Dalla posizione in cui sono stati rinvenuti, a primo acchito, è parsa chiara l’appartenenza ad un settore di gradinata di un anfiteatro, ma sarà tutto da chiarire.

La presenza di un luogo di ritrovo o di spettacolo potrebbe anche voler dire che nelle prossimità ci sia stato anche qualche luogo di importanza militare, magari la Coorte.

Quello che più desta dubbi e domande è il graffito di un pesce inciso su uno scalino. Il pesce era usato dai primi cristiani, quindi potrebbe essere stato lasciato da qualche comunità di allora.

Un messaggio per i posteri o forse, chissà, vorrà dire altro?

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Ps: visto l’altissimo numero di lettori di questa notizia, preme specificare che si tratta di un pesce d’aprile, quindi la notizia non è vera.

Si tratta di una burla ben confezionata da storici locali che hanno proposto un contenuto accurato e verosimigliante. Infatti non tutto quanto riportato nell’articolo è falso, come il caso del ritrovamento dei bracciali nel 1913, realmente avvenuto.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 01 Aprile 2021
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