Approvato a maggioranza in commissione bilancio l’accordo tra Molina e Comune sul Politeama

Voto contrario di tutte le minoranze. Ora l'ultimo step è il consiglio comunale, poi si passerà al bando per il progetto

Politeama generici

La commissione bilancio ha approvato l’accordo tra  fondazione Molina e Comune di Varese  che concede al comune la cessione del diritto di superficie del Politeama.

Una approvazione non unanime, ma solo a maggioranza stretta: a votare a favore sono stati infatti solo i rappresentanti della maggioranza – Luca Conte, presidente, per il PD, Maria Paola Cocchiere per la lista Galimberti e Stefano Malerba per Italia viva (mentre Varese 2.0 era assente) – mentre i rappresentanti della minoranza – Carlo Piatti per la Lega, Domenico Esposito per Forza Italia e Luca Boldetti per Lista Orrigoni – hanno votato compattamente contro, malgrado l’accordo tra Comune e fondazione Molina sia stato preventivamente approvato dalla Regione Lombardia nell’ambito dell’accordo per la Caserma Garibaldi.

«Si tratta di uno straordinario esempio di collaborazione istituzionale, di cui devo ringraziare Attilio Fontana, per la sua disponibilità ad accettare le correzioni alle soluzioni, cambiate rispetto al primo accordo, di fronte ai cambiamenti avvenuti –  ha commentato il sindaco Davide Galimberti – Come ringrazio il CDA della Fondazione Molina, per la grande disponibilità e la fattiva collaborazione. Ora contiamo di portare il bando per il progetto entro l’autunno».

Il contratto, che avrà la durata di 90 anni, riguarda un valore di 4 milioni 927mila euro, suddivisi tra il cinema, stimato 3 milioni 168mila euro e i negozi e gli appartamenti inglobati nello stabile, valutati un milione e 759 mila euro, e verrà pagato in 90 rate annuali di valore decrescente, dall’approssimativo ammontare di 54mila euro ciascuna.

L’ultimo passaggio consiliare è ora il prossimo consiglio comunale, previsto per il 13 maggio, che avrà all’ordine del giorno anche questa voce.

IL DIBATTITO

Se l’apprezzamento e il ringraziamento per i funzionari che hanno fatto i conti e predisposto il contratto è stato pressocchè unanime – sia dai rappresentanti della maggioranza che quelli della minoranza – molto meno unanime è stato l’apprezzamento per la scelta della sede, per il suo valore culturale, sulla vicinanza dai parcheggi e cosi via. C’è chi ha votato contro perchè preferiva la sede della Caserma Garibaldi (Carlo Piatti, per la Lega) , chi, come Simone Longhini per Forza Italia e Luca Boldetti per la lista Orrigoni, ha contestato le dimensioni del nuovo teatro, ridotte di un terzo rispetto all’Apollonio, chi come Domenico Esposito di Forza Italia, ha sottolineato l’incongruenza di votare il nuovo teatro senza la presenza di un assessore alla cultura, visto che la funzione è ancora a capo del sindaco, e dopo l’uscita di scena di Roberto Cecchi non si è mai lavorato a una sostituzione.

Parole positive invece di Enzo Laforgia di Progetto Concittadino che ha sostenuto che «Parlare in questo momento storico della progettazione di un teatro mi sembra una cosa straordinaria. un atto di coraggio e quasi di sfrontatezza rispetto al periodo storico che stiamo vivendo, un iniezione di ottimismo per tutto il settore». Mentre Valerio Crugnola della lista Galimberti ha sottolineato quanto sia importante il primato della qualità sulla quantità per un progetto che sappia guardare avanti, e sulla sua flessibilità nei confronti delle nuove tecnologie. i presidenti di commissione Francesco Sparola (Cultura) e Luca Conte (Bilancio) hanno invece sottolineato uno il fatto che la sfida ora sia che il teatro risponda alle aspettative della città, l’altro che «Siamo di fronte ad una prova di collaborazione istituzionale che sta dando ottimi frutti».

Stefania Radman
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Pubblicato il 05 Maggio 2021
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