Parte la raccolta firme contro il capannone-torre a Fagnano: “Chiediamo aiuto ai concittadini”

Il fronte dei residenti del Villaggio si compatta e dà il via ad una raccolta firme contro la variante urbanistica che il sindaco Catelli vuole far approvare dalla sua maggioranza

incontro capannone torre fagnano olona

Si sono ritrovati in una trentina sulle sponde dell’Olona, all’ombra degli alberi secolari dell’approdo di Calipolis per mettere a punto la strategia futura, gli appartenenti al comitato di quartiere Insieme per il Villaggio che si stanno battendo da mesi contro la costruzione di un capannone alto 25 metri proprio di fronte alle loro case in via Fratelli Cervi.

L’iniziativa, promossa da un importante imprenditore della zona, è al centro di una variante urbanistica che il sindaco di Fagnano Olona, Maria Elena Catelli, intende far passare a costo di dimettersi, come ha annunciato durante l’ultimo agitatissimo consiglio comunale nel quale ha ritirato il punto all’ordine del giorno a causa della mancanza del numero necessario di voti a farla approvare. Sono forti, infatti, le resistenze all’interno del suo gruppo da parte di alcuni che si sono detti contrari al progetto.

In queste ore si deciderà la data del prossimo consiglio comunale (il 22 giugno o il 29) e nel frattempo i promotori del comitato con in testa il portavoce Nicola Guarino hanno fatto partire una raccolta firme per impedire l’approvazione della variante propedeutica alla realizzazione del capannone.

All’incontro che si è svolto lunedì sera hanno preso parte anche diversi esponenti delle minoranze (Paolo Carlesso di Fagnano Bene Comune e Walter Lomi dei 5 Stelle) oltre a Massimo Canavesi del Pd e Davide Bevilacqua di Azione. Tra gli ospiti erano presenti anche Giuseppe Marazzini, già consigliere comunale a Legnano e sempre impegnato in battaglie contro la cementificazione, ed esponenti di Medicina Democratica. Il loro ruolo è stato quello di fornire consigli per trovare la via giusta che possa fermare la costruzione del capannone-torre.

La linea del comitato è una sola: no al capannone in via Fratelli Cervi. L’area in cui si vuole realizzare l’edificio giudicato fuori scala è adiacente ad una zona residenziale abitata da circa 400 persone. La costruzione toglierebbe il sole a diverse abitazioni e danneggerebbe il valore di mercato delle case circostanti. I proponenti hanno ribadito di non essere contro l’azienda e chiedono che l’intervento venga spostato in zona industriale.

La referente per la raccolta firme è Rosanna Carlucci.

Orlando Mastrillo
orlando.mastrillo@varesenews.it

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Pubblicato il 15 Giugno 2021
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