Indagine sui maltrattamenti, l’Anaconda: “Fulmine a ciel sereno, continuiamo a lavorare”

La posizione dei vertici dell'Anaconda, storica struttura che a Varese e provincia di occupa di assistenza ai disabili. Le indagini proseguono e sono stati acquisiti documenti. L'Associazione Articolo Tre offre supporto legale alle famiglie coinvolte

anaconda

Parlano di “un’inchiesta piombata come un fulmine a ciel sereno” alla cooperativa sociale l’Anaconda, che ieri ha visto comminare dall’autorità giudiziaria provvedimenti di non avvicinamento a sette dei suoi dipendenti ai quali la Procura e i carabinieri che si sono occupati dell’indagine contestano maltrattamenti nell’ambito della propria attività professionale di cura degli utenti disabili.

Blitz dei carabinieri in un centro disabili, divieto di avvicinamento a 7 educatori per maltrattamenti

La cooperativa, una presenza storica in città con quarantun’anni di prezioso e riconosciuto servizio, sta in questo momento cercando di capire quali siano i contorni della vicenda: «Dobbiamo ancora mettere insieme i fatti contestati – spiega il direttore Gianni Nocera -. Vorremmo chiarire che in questo momento ci sentiamo parte lesa e che la nostra attività continua ad andare avanti. Quello che è stato contestato riguarda un solo centro e, a quanto abbiamo capito, solo alcuni comportamenti di singole persone. Ma tutto è ancora da chiarire».

Nella giornata di lunedì 13 luglio i carabinieri della Compagnia di Varese avevano dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal gip del Tribunale di Varese, su richiesta della locale Procura della Repubblica che ha coordinato le indagini, nei confronti di 7 persone, tutte alla misura cautelare del divieto di avvicinamento alle persone offese, tutti educatori presso un centro diurno gestito dalla cooperativa sociale, “ritenuti indiziati, in concorso fra loro, del reato di maltrattamenti aggravati e continuati e, solo per quattro di loro, anche del reato di abbandono di persone minori o incapaci e lesioni personali colpose”.

Le indagini si sono concentrate su sette educatori che lavorano alla cooperativa sociale e le cui posizioni sono al vaglio dei carabinieri della compagnia di Varese che oltre a notificare le misure cautelari ai lavoratori, nella mattinata di lunedì hanno anche acquisito documentazione per verificare la posizione lavorativa degli indagati. La direzione della struttura risulta ad oggi estranea ai fatti. Sul piano procedurale i sette colpiti dalla misura cautelare del “divieto di avvicinamento alle persone offese” – giovani fra gli 8 e i 16 anni, tutti afflitti da disabilità – verranno interrogati nei prossimi giorni dal giudice per le indagini preliminari di Varese. 

L’Anaconda ha una storia di impegno quarantennale. Oggi gestiscie i Centri Diurni “CDD Paolo VI” e “CDD Anaconda” a Varese e il CDD di Malnate; la comunità residenziale (R.S.D.) in Varese nonché diverse attività educative e riabilitative per bambini con disabilità; progetti d’inserimento scolastico; vacanze comunitarie per gli ospiti dei Centri; laboratorio teatrale; osservazioni educative; iniziative a sostegno e di socializzazione con le famiglie.

Nel frattempo l’Associazione Articolo Tre, dopo aver appreso la notizia, ha deciso di dare pieno supporto legale alle vittime e alle loro famiglie: «La notizia dei maltrattamenti a persone con disabilità, presso il centro diurno l’Anaconda di Varese, ci lascia sgomenti e inorriditi, come sempre accade per questo genere di notizie. Pertanto, chiunque volesse il nostro supporto può contattarci tramite la nostra pagina facebook: “Associazione Articolo Tre” oppure telefonando al 3405763383».

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Pubblicato il 13 Luglio 2021
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