Il metodo reggiano ispira e fa volare la scuola dell’infanzia l’Aquilone di Cassano Magnago

Rinnovati gli impianti dell'avveniristica struttura circolare la Scuola dell'infanzia incrementa il numero di iscritti soprattutto grazie al solido progetto educativo

Scuola dell'infanzia L'Aquilone di Cassano Magnago

In barba al calo demografico che mette in difficoltà scuole di ogni ordine e grado, la scuola dell’infanzia l’Aquilone di Cassano Magnago riscontra un successo sempre crescente tra le famiglie, tanto da essere arrivata ad avere per settembre una piccola lista d’attesa, e diverse richieste di iscrizione da fuori Comune.

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Merito dell’approccio didattico, sempre più ispirato al metodo Reggio Children e all’outdoor education, e merito anche dell’originale struttura circolare, progettata con visione pedagogica e avveniristica negli anni ’70 dal noto architetto Carlo Moretti (chiamato a disegnare un possibile ampliamento) e recentemente riqualificata soprattutto in termini di impianti e illuminazione.
Qui il nuovissimo video per poterla esplorare da casa come in presenza.

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La rinascita di questo asilo inizia nel 2014 quando l’Amministrazione Comunale, tutt’ora proprietaria dell’immobile, rinunciò alla gestione diretta della scuola dell’infanzia a seguito di una forte instabilità contrattuale. Fu quindi incaricata della gestione del servizio una Fondazione creata ad hoc, presieduta oggi come allora da Walter Scalco che decise di affidare il coordinamento pedagogico a Luisella Riva che ha impostato il lavoro con i bambini ispirandosi al Reggio Emilia Approach, nato nel solco del pedagogista Loris Malaguzzi.

L’ispirazione reggiana

“Accompagniamo i bambini e le bambine nel loro percorso di crescita promuovendo la formazione integrale della loro personalità  per fare in modo che possano diventare persone libere e responsabili e attivamente partecipi alla vita sociale – spiega Riva – Questo processo è sostenuto anche dall’ambiente che per noi è un terzo educatore”.

Ogni spazio della scuola è studiato tenendo in considerazione gli obiettivi delle Indicazioni nazionali del Miur ed è progettato con i bambini. L’insegnante osserva, lascia spazio alla voglia di ricerca e fa in modo che sperimentino in prima persona senza mai intervenire come attore diretto, ma accompagnandoli nel loro percorso di scoperta ed apprendimento. 

I bambini lavorano utilizzando anche materiali considerati di scarto che qui diventano una vera risorsa. I vari angoli sono allestiti con materiale destrutturato recuperato principalmente dalla realtà domestica o dalle ditte della zona che regalano alla scuola oggetti di varia natura altrimenti destinati a finire in discarica, ma ancora in ottimo stato e che diventano, assieme agli elementi naturali recuperati in giardino, elementi di arredo o per le costruzioni, offrendo spunti sempre nuovi di creatività .

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I diversi materiali, naturali e non, vengono organizzati e archiviati fino a dare origine a un atelier, allestito nella parte rialzata dell’asilo, che ricorda, con le debite proporzioni, quello del Muba di Milano. L’atelier si apre sull’atrio centrale della scuola, sovrastato da una luminosa cupola, e da cui si accede a tutte le aule, ciascuna delle quali dispone di ampia vetrata sul giardino. “Appena varcata la soglia d’ingresso il visitatore in un solo colpo d’occhio riesce a vedere tutta la scuola” svela l’architetto Moretti.

Outdoor education

Alla Scuola dell’infanzia l’Aquilone i bambini vivono l’ampio spazio del giardino che circonda la struttura tutto l’anno, mettendosi così in relazione con le stagioni, la natura e i suoi cambiamenti. C’è una zona di prato,  una parte alberata, dove si alternano diverse aree di gioco, da quella attrezzata con scivoli, castelli e altalena alla cucina di fango, passando per l’orto rialzato e un parco “mezzi a pedali o a spinta” a due, tre o quattro ruote molto apprezzato dai bambini e che ha ispirato l’idea di realizzare una piccola pista per le biciclette.

“Crediamo molto nell’educazione all’aperto perché stare all’aria aperta assieme ai propri coetanei accrescere le capacità sociali dei bambini e delle bambine che, messi in un contesto diverso da quello dell’aula scolastica, sono spinti nell’azione con se stessi e con gli altri in modo differente”, spiega la coordinatrice – L’apprendimento nello spazio esterno è incentrato su ciò che faccio è ciò che ricordo. Questo genera nei bambini un senso di responsabilità verso gli elementi viventi e rispetto per la natura”.

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Green School

Dal 2019 la Scuola dell’infanzia l’Aquilone aderisce al progetto Green School che riconosce, stimola e contribuisce a tenere costantemente aggiornato l’impegno della scuola nelle buone pratiche per la riduzione degli sprechi progettate insieme ai bambini perché diventino pratica quotidiana anche fuori da scuola.

“Ogni intervento nasce dalla curiosità e dalle proposte dei bambini che tutte le mattine si riuniscono in assemblea momento in cui imparano ad ascoltarsi e a confrontare le loro idee – spiega Riva –
L’accento sul valore della condivisione tenuto in classe tra i bambini si rispecchia nel rapporto con i genitori, coinvolti dall’entusiasmo dei figli, ci sostengono nei progetti”.

Parte di questa rete sono anche le istituzioni del territorio a cominciare dal Comune di Cassano Magnago che l’anno scorso accolto la richiesta dei bambini di avere una compostiera per la riduzione dei rifiuti, consegnata ai bambini direttamente dal sindaco.

Per maggiori informazioni consultare la pagina Instagram o il sito della scuola dell’infanzia l’Aquilone di Cassano Magnago.

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Pubblicato il 02 Luglio 2021
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