“Nessun abuso edilizio in riva al lago a Biandronno” il sindaco replica alle polemiche

Alcuni residenti avevano chiesto chiarimenti con un esposto a cui l'amministrazione non aveva dato replica. La regolarità garantita da una perizia appena conclusa

Biandronno da Gavirate

Edilizia selvaggia sulla sponda del lago di Varese? Alcuni residenti di Biandronno si sono rivolti al Comune e al sindaco Massimo Porotti per capire se alcune nuove costruzioni siano in regola con il piano regolatore e con i volumi dichiarati.

Dopo aver sollecitato risposte precise, i residenti sono ancora in attesa di un chiarimento ufficiale da parte dell’amministrazione.
In particolare segnalano di aver presentato un esposto, «che però non ci ha dato elementi concreti e certi per affermare che ciò che è stato realizzato è coerente con quanto ammesso.
In particolare i temi su cui abbiamo chiesto in vari contesti chiarimento sono:
l’altezza dell’edificio ci sembra fuori dal consentito per quel tipo di edificio, e la costruzione pare non rispecchiare quanto presentato in comune
• i contenuti della convenzione, pubblicata sul sito, non chiariscono l’ambito del progetto complessivo (sui 6000 mq). Il sindaco ci ha indicato che il comparto procederà a stralci funzionali, dei quali però non è presente alcuna traccia nel documento pubblicato (su cosa mai si baserebbero gli stralci funzionali?)
• l’edificio potrebbe essere costruito su una porzione di terreno che il PGT prevede a cessione pubblica per mantenere cannocchiale visivo verso il lago. Nella convenzione si parla di possibilità di monetizzare parte dei terreni, ma ci chiediamo se a fronte di circa 1500 metri da cedere il comune possa trasformare arbitrariamente il PGT monetizzando un terzo dei terreni o forse di più, e con quale motivazione.

Il comune, che avrebbe dovuto rispondere al nostro esposto da quanto abbiamo capito secondo i termini di legge dopo 30 giorni, dopo quasi 4 mesi non ha dato cenni formali di avanzamento della nostra pratica, né ci ha aggiornati e coinvolti sullo stato delle cose».

Il sindaco Porotti, coadiuvato dal tecnico del Comune, chiarisce che la situazione è regolare e che tutte le normative sono state rispettate: « Non è vero che quell’area fosse sottoposta a vincolo cannocchiale – spiega Porotti – Come amministrazione abbiamo chiesto a chi ha edificato di realizzare il collegamento ciclopedonale tra il percorso dell’Isolino e via Papa Giovanni XXIII, opera che verrà realizzata per tutta la comunità e che garantirà la visuale del lago. Ricordiamo che, prima della costruzione, in quell’area si elevava un bosco che ostacolava la vista. Quanto alle altezze, tutto è in regola e lo skyline dal lago non ne esce penalizzato: abbiamo incaricato un perito esterno con una spesa extra per il bilancio comunale per avere una consulenza. Proprio nei giorni scorsi è arrivata la perizia che comunicheremo quanto prima ai richiedenti.
Ricordo, infine, che l’edificabilità dell’area era stata inserita nel PGT del 2014. Nessuno ha mai sollevato obiezioni o questioni. Quando io sono arrivato nel 2019 ho lavorato per ridurre il più possibile gli interventi di edificazione sulla sponda. Dove sono riuscito sono intervenuto. Infine, i contenuti della convenzione citati dai richiedenti hanno seguito l’iter burocratico amministrativo previsto: ci sono stati tempi congrui per sollevare osservazioni. Nulla è stato fatto e la convenzione è stata approvata in consiglio comunale».

di
Pubblicato il 23 Luglio 2021
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