Il lago di Varese, con una superficie di circa 14 chilometri quadrati, è uno dei più estesi laghi lombardi, preceduto solo dai grandi laghi sudalpini (Garda, Maggiore, Como, Lugano, Iseo). Il bacino idrografico comprende il lago di Comabbio e il territorio di 21 comuni (gli approfondimenti di questa pagina arrivano dal dossier di ARPA).
Il lago di Varese è balneabile

Lo specchio lacustre di Varese è inquinato e non balneabile da decenni a causa degli sversamenti di impianti fognari e industriali. le cose stanno però cambiando: nel 2019 è stato avviato un nuovo accordo quadro che per tre anni ha lavorato sul miglioramento delle acque del lago e il 2 luglio è stato raggiunto un primo obiettivo importante: l’analisi delle acque ha permesso di rendere balneabili due punti del lago: a Schiranna e a Bodio Lomnago. Si tratta di un primo obiettivo al quale segue, per quanto annunciato, la balneabilità di tutto il lago entro il 2023 (leggi qui).

Quanto è profondo il Lago di Varese

La zona più profonda (26 m) si trova nella metà settentrionale del lago, mentre la parte meridionale presenta profondità inferiori, soprattutto in corrispondenza dell’ingresso dell’immissario principale nella zona di Cazzago Brabbia (Figura 1). La profondità media del lago è piuttosto modesta (circa 11 m).

Emissari ed immissari del lago di Varese

L’immissario principale è il Canale Brabbia che collega il lago di Comabbio al lago di Varese dopo aver attraversato la Riserva Naturale della Palude Brabbia. Gli altri immissari, come il torrente Tinella, hanno per lo più carattere torrentizio. L’emissario è il fiume Bardello che ha origine all’estremità nord-occidentale del lago e si immette nel Lago Maggiore tra i comuni di Brebbia e Monvalle.

Perchè il lago di Varese era inquinato

Il lago di Varese è stato soggetto a un forte processo di eutrofizzazione “culturale” dalla fine degli anni ’50 del secolo scorso, conseguente allo sviluppo demografico verificatosi nel suo bacino imbrifero, che ha comportato l’ingresso di ingenti quantità di reflui civili e industriali non depurati. Tale processo ha avuto un forte impatto sullo stato ecologico del lago con un drastico calo delle concentrazioni di ossigeno disciolto,
frequenti episodi di completa anossia della colonna d’acqua ed estese morie di pesci durante i mesi più caldi. Ulteriori effetti delle eccessive concentrazioni di nutrienti raggiunte sono state le massicce fioriture algali di cianobatteri (Osservatorio lago di Varese, 2017).

Cosa c’è da vedere al lago di Varese

Il lago di Varese offre diverse attrattive. La più famosa è naturalmente la pista ciclopedonale del lago che compie tutto il giro dello specchio lacustre ed è percorribile a piedi o in bicicletta. Lungo questo percorso è possibile incontrare il Santuario della Madonna del Lago, le ghiacciaie di Cazzago Brabbia, l’isolino Virginia, il Chiostro di Voltorre, il lido della Schiranna, il Museo della Pipa a Gavirate e diversi luoghi naturali come la palude Brabbia o di intrattenimento, come la Darsena a Cazzago o il lungolago di Gavirate. Nel lago c’è anche una miniera d’oro di scoperte archeologiche.

La pista ciclabile del lago di Varese

La prima e più famosa è naturalmente la ciclovia del Lago di Varese. Un anello di 28 chilometri che abbraccia tutto il lago e che regala paesaggi molto suggestivi come la Schiranna con i suoi ampi prati e gli alberi che regalano ombra anche nelle giornate più calde o Gavirate, con il suo suggestivo lungolago. Interessa: i nove Comuni rivieraschi: Gavirate, Bardello, Biandronno, Cazzago Brabbia, Bodio Lomnago, Azzate, Buguggiate.

Archeologia nel lago di Varese

Il Lago di Varese è una miniera d’oro anche dal punto di vista archeologico. Da Biandronno ci si può ad esempio imbarcare per l’Isolino Virginia, l’unica isola del bacino che custodisce reperti archeologici di un sito palafitticolo del periodo Neolitico, protetti dall’Unesco.

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